A 15 anni IVG è "anziano": le cose oggi scontate che non c'erano nel 2006 - IVG.it
Rivoluzione digitale

A 15 anni IVG è “anziano”: le cose oggi scontate che non c’erano nel 2006

Dal computer allo smartphone, catapultati nel mondo 4.0

Social network, e-commerce, smartphone, dispositivi senza fili, smartwatch, automazione, connessione mobile, auto, monopattini e mountainbike elettrici. Catapultati in 15 anni nel mondo “4.0”, con una spinta sull’acceleratore data nell’ultimo anno dalla pandemia e dalla conseguente necessità di creare un mondo “virtuale” in cui si potesse convivere a distanza. Così la rivoluzione digitale ha innescato questi cambiamenti radicali, anche nel modo di vivere di tutti, chi più chi meno.

E così, guardando indietro nel tempo, scopriamo che IVG è già “anziano”. O meglio, che per quanto 15 anni non siano poi così tanti, in realtà sono già abbastanza per notare diverse cose di uso comune oggi che in quel 2006, ancora, non esistevano. O almeno non nelle vite “comuni”.

Tre lustri fa chi avrebbe immaginato di fare shopping più spesso davanti a uno schermo che in coda alla fila di un qualsiasi negozio, di fare fotografie “vere” con il cellulare, di poter esprimere la propria opinione (cercando confronto o approvazione) in un luogo aperto a tutti e virtuale senza ricoprire alcun ruolo istituzionale, di girare per la città trasportato da un monopattino elettrico, o di ascoltare una canzone con le cuffie senza avere il cellulare vicino?

Smartphone e social network: connessione mobile

Il fattore comune delle due più diffuse novità, i social network e gli smartphone, è la connessione mobile senza la quale non sarebbe stato possibile, in questo modo, il loro sviluppo e la loro ascesa. La potenzialità di questi due fenomeni, rappresentata proprio dalla possibilità di sfruttarli in qualsiasi momento, è garantita dalla possibilità di accedere in ogni luogo alla rete: durante un viaggio in treno di alcune ore, in attesa davanti al negozio di alimentari di quartiere, aspettando gli amici ritardatari a un appuntamento.

Lo smartphone è sicuramente il vento a favore del giornalismo online. Attraverso questo dispositivo si può accedere a qualsiasi novità in tempo reale. Ed è proprio la news dell’ultimo secondo l’onda cavalcata dai quotidiani online. I primi lettori di IVG lo leggevano online da computer, l’unica possibilità che avevano. Oggi l’informazione è molto più fruibile e questo ne permette anche il suo crescente successo. E’ sufficiente il tempo per pensare di voler controllare la veridicità o meno di una notizia che già abbiamo la risposta e sappiamo cosa è successo in tempo reale.

App di messaggistica istantanea

Lo smartphone ormai è diventato l’oggetto “tuttofare” a cui rinunciare è quasi impossibile, avendolo con sé si ha la sicurezza di poter svolgere svariate attività: dalla possibilità di poter fare uno scatto al fantastico scorcio che si incontra durante una passeggiata o una corsa nei boschi alle attività meno “piacevoli” come leggere la casella di posta elettronica o gestire l’agenda degli impegni. Anche nel campo del trasporto pubblico lo smartphone arriva in soccorso. Oggi si può controllare dove si trova un treno in tempo reale e quanto eventuale ritardo ha accumulato.

E come non ricordare le applicazioni di messaggistica istantanea, da WhatsApp a Telegram. Se 15 anni fa la possibilità per parlare con qualcuno era limitata alla sola chiamata, oggi si può inviare un messaggio audio a cui si può ricevere risposta immediatamente ma che può anche rimanere in attesa al pari di un testo scritto. Oltre allo scambio di note audio, caratteristica sicuramente innovativa, è possibile condividere foto, video, documenti senza alcun costo e in tempo reale. Nel 2006 c’erano le chiamate e gli sms, limitati in tempo e in numero, che andavano accuratamente centellinati.

Senza trascurare l’importanza, nel bene e nel male, che rivestono i social network. In particolare, Facebook nato nel 2004 ma nel 2006 non ancora diffuso in Italia, è diventato il luogo virtuale di incontri e discussione tra persone, più o meno, conosciute. Proprio per questo è luogo privilegiato per le notizie che, passando da lì, si diffondono più velocemente e possono diventare virali in pochissimo tempo.

E-commerce

Negli anni 2000 si comprava già online, ma non con la facilità con cui si può fare oggi. Gli online stores esistevano, ma è stato probabilmente il boom di Amazon a rivoluzionare davvero questa nuova modalità di shopping. Oggi navigando sul web si trova qualsiasi oggetto, dallo sfizio più inutile a quello veramente indispensabile, usato o nuovo che sia. Dai dispositivi tecnologici, capi di abbigliamento e scarpe, gioielli e accessori, fino ai beni alimentari. E’ notevole la comodità da un lato, soprattutto per chi abita in centri di piccole dimensioni dove è più difficile trovare quello che si cerca, ma dall’altro ha lo svantaggio di erodere il tessuto commerciale e artigiano cittadino.

L’elettrico e la guida assistita

L’elettricità ha abbracciato molti settori, soprattutto si è fatta strada nei mezzi di trasporto. In questo ambito non si possono dimenticare i primi mezzi che hanno sfruttato un’alimentazione elettrica come i tram e i treni. Questi ultimi non hanno alimentazione completamente elettrica ma in molti casi mista, in Liguria la percentuale di linea ferroviaria non elettrificata è molto inferiore alla media nazionale attestandosi intorno al 3,4% del totale.

Ma l’impatto maggiore lo si può rilevare nelle automobili, infatti nel 2006 nessuno avrebbe mai immaginato di (non) sentire girare per le strade della propria città macchine silenziose e non inquinanti. Da una parte la necessità di (iniziare a) tutelare l’ambiente, dall’altra la spontanea evoluzione della tecnologia e l’estensione della sua applicazione a moltissimi campi. Così oggi si sale sull’auto elettrica o ibrida e la guida è assistita: ci “riprende” se la velocità è troppo elevata rispetto ai limiti previsti per la strada percorsa, avverte se ci si avvicina eccessivamente al mezzo davanti o a possibili biciclette e pedoni o, mentre si parcheggia, a muri, alberi e pedoni, se ci si dimentica dove si è parcheggiata invece che girare per il quartiere si localizza accedendo all’app apposita. E’ difficile non sperare, o temere, dipende dai punti di vista, di arrivare a sedersi sull’auto e essere trasportati a destinazione senza alcuno sforzo di concentrazione da parte nostra.

Oltre alla trasformazione dei motori a benzina o diesel, non si possono dimenticare i mezzi di trasporto che sono nati alimentati dalla forza muscolare umana e ora sono dotati di motore: le mountain bike e i monopattini. I monopattini, che si stanno diffondendo in questi ultimi mesi, permettono di andare a 25 km/h semplicemente standoci in piedi. Si vedono fare lo slalom tra le macchine in coda nelle strade della città, anche molto trafficate. Invece le bici, sempre più diffuse tra i bikers, che si vedono “sfrecciare” per le salite dei più ripidi sentieri hanno il vantaggio di aiutare a fare meno fatica ma anche a percorrere tratti che solo con la propria forza sarebbe difficile superare in sella alla bicicletta.

Sportwatch e dispositivi senza fili

Oggi si può andare a correre, far partire il rilevamento della nostra prestazione e fermarlo quando si è arrivati alla fine. Tutto questo è possibile grazie allo sportwatch, dispositivo, per come lo si conosce oggi, inimmaginabile 15 anni fa. Non solo vengono rilevati i dati dell’allenamento in senso stretto come lunghezza e traccia del percorso, dislivello, tempo di percorrenza e passo ma anche parametri di carattere “medico” come il battito cardiaco o la quantità di ossigeno bruciata per la contrazione muscolare in un determinato intervallo di tempo. Tutte queste informazioni si leggono dallo smartphone, ma è possibile anche fare viceversa, cioè leggere le notifiche del cellulare sull’orologio, infatti si possono ricevere anche chiamate e visualizzare i messaggi.

La tecnologia che mette in collegamento i due dispositivi è la stessa che ha permesso la nascita degli oggetti senza fili: il bluetooth, che esiste da anni ormai, ma tempo fa era usato per inviarsi foto e canzoni. Oggi è possibile ascoltare o guardare con le cuffie a distanza maggiore di quella imposta dalla lunghezza dal cavo delle cuffie la musica dal cellulare o guardare un film dal computer. Così come le cuffie, anche i mouse sono wireless aumentandone decisamente la comodità.

Smart working, didattica a distanza e le “call”

Chiudiamo con la stretta attualità. L’era digitale si sta sempre più affermando delineando una netta separazione con il millennio precedente. Ma se con il computer si chattava già a primi anni 2000 (chi ricorda Msn?) e si videochiamava poco dopo (da qui nasce la fama di Skype), tutti questi sistemi hanno avuto la loro consacrazione con la pandemia “scoppiata” ufficialmente a fine febbraio 2020. La conseguenti restrizioni, con la chiusura di scuole e uffici, hanno indotto, in breve tempo, a un uso esponenziale dei devices informatici per studio e produttività. A livelli “possibili” anche in precedenza, vero, ma assolutamente fuori dall’esperienza comune. Così tutti si sono accorti di quanto in alcuni casi la tecnologia facesse parte del nostro modo di vivere e quanto in altre circostanze fosse ancora tenuta fuori dalla quotidianità ma è riuscita comunque a entrarci agevolmente nelle nostre vite a tal punto da cambiare anche il nostro linguaggio: la “chiamata” improvvisamente è diventata una “call”.

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