15 ANNI di sport/1 - Calcio: ascesa e fallimento del Savona, l'epopea dell'Albissola e le altre - IVG.it
15 anni di ivg

15 ANNI di sport/1 – Calcio: ascesa e fallimento del Savona, l’epopea dell’Albissola e le altre

Viaggio tra grandi sogni e progetti "bruciati"

Quindici anni di calcio raccontati da IVG appaiono un’era geologica. Abbiamo cercato di mantenere accesa la luce dei riflettori sull’altro calcio, quello distante anni luce dai compensi faraonici e dalla grancassa mediatica delle televisioni. Abbiamo dato, attraverso parole scritte, interviste video e immagini, forma, voce e colori a quello che è accaduto nei campi di provincia, all’inizio polverosi e ora sempre più verdi. Un movimento il cui ingrediente principale è ancora la passione autentica, di numerose persone che silenziosamente e giorno dopo giorno consentono al “calcio della porta accanto” di andare avanti e di essere fucina di storie interessanti, di belle avventure, di risultati inattesi e di cavalcate emozionanti, che ancora consentono a comunità sempre più “social” e “globalizzate” di identificarsi con il proprio paese e le proprie radici attraverso lo sport.

Un mondo che, tuttavia, si è fatto in taluni casi anch’esso specchio di una società consumistica imitando e facendo propri usi poco virtuosi dei professionisti. Il mondo del pallone ha preso anche nei dilettanti l’abitudine di bruciare in fretta rapporti e progetti. Un continuo avvicendarsi di allenatori, sempre i primi a pagare, sulle varie panchine; un calciomercato quasi senza soste, che porta a cambi di casacca frequenti e senza più attaccamento alla maglia; dirigenti che approdano nelle società per poi stancarsi in breve tempo e passare la mano, tra tanti proclami e rapidi disamoramenti.

Tre lustri, quindi, sono decisamente difficili da raccontare tutti d’un fiato, se non con una sintesi estrema, perché le numerose squadre della provincia, in questo lasso di tempo, hanno vissuto tanti cicli, tra ascese e cadute.

Per blasone e tradizione, il Savona è stato la squadra di riferimento della provincia. Ma, mentre in alcuni periodi la sua leadership provinciale è stata indiscussa, in altri l’ha dovuta cedere. Oggi più che mai, relegato in Prima Categoria nel tentativo di ricostruire un progetto dalle macerie di un fallimento.
In questi quindici anni, specchio della sua storia, il tifo biancoblù ha conosciuto più sofferenze che gioie. Il nostro racconto inizia in un periodo difficile: il 2006 è l’estate del fallimento per il Savona Calcio, appena retrocesso in Eccellenza ma ripescato in Serie D con la nuova denominazione Savona Fbc. L’ultimo anno della travagliata presidenza di Mimmo Russo, con mister Giancarlo Riolfo, si chiude con un secondo posto alle spalle della Canavese.
Le due stagioni successive vedono la guida di Roberto Romani: si succedono ben cinque allenatori (Luca Monteforte, Costanzo Celestini, Paolo Viviani, Roberto Biffi, Enrico Bortolas) con un quinto e un settimo posto.
L’arrivo dell’imprenditore genovese Andrea Pesce porta capitali ed entusiasmo ed il dominio della Serie D con mister Salvatore Jacolino: il 18 aprile 2010 si festeggia la promozione in Seconda Divisione. Nella ex Serie C2 Savona trascorre tre annate, vivendo emozioni e sfide con grandi piazze; nella prima, dopo una breve parentesi con Gennaro Ruotolo, lo allena Luciano Foschi; nell’estate 2011 arriva Ninni Corda. Col tecnico sardo, in tre stagioni, gli striscioni vivono un periodo d’oro. Nel mezzo c’è un fallimento, nel 2012, ma grazie ad Aldo Dellepiane i biancoblù mantengono la categoria. Il 5 maggio 2013 il Savona gioisce per la promozione in Serie C1. Poco più di un mese dopo la morte di Paolo Ponzo, indimenticato giocatore. E nella Prima Divisione la formazione di Corda fa faville, arrivando alla semifinale playoff.
Poi, il declino. La Lega Pro si unisce in una sola categoria; nel 2014/15 il Savona, prima condotto da Arturo Di Napoli, poi da Antonio Aloisi e alla fine affidato a Riolfo, si salva ai playout. La stagione successiva, a suon di penalizzazioni tra l’inchiesta Dirty Soccer e le inadempienze finanziarie, vede Riolfo cedere il posto a Maurizio Braghin e alla fine è ultimo posto e retrocessione.
Tre anni di presidenza di Cristiano Cavaliere permettono ai biancoblù di disputare tre ottime annate in quarta serie, con l’avvicendarsi sulla panchina di Braghin, Alessandro Siciliano, Luca Tabbiani, Marcello Chezzi, Alessandro Grandoni. Nel 2019 l’arrivo di Roberto Patrassi porta tante illusioni e parole, ma chi ci crede viene ben presto scottato: con mister Luciano De Paola si gioca in maniera onorevole fin quando il Covid lo permette, poi, il 7 agosto 2020, la società chiude ufficialmente. E un paio di anni prima, il 26 aprile 2018, Savona aveva dato l’addio a Bettino Piro, fautore dei successi di inizio anni Duemila. Il presente si chiama Pro Savona Calcio, al timone il presidente della vittoria in Coppa Italia del 1991. La volontà è ricostruire un settore giovanile che al momento conta una sola leva e riportare la prima squadra nelle categorie che le competono. La sfida più difficile resta una: ricostruire un rapporto solido e di fiducia con città e tifoserie.

Nell’estate 2010, dall’unione tra quelle esistenti nei due comuni albissolesi, nasce una nuova società. La neonata Albissola 2010, dopo un anno di assestamento, ottenne nella stagione 2011/12 il diritto di partecipare alla Promozione per la stagione successiva. Dopo diverse annate in quella categoria, successivamente ecco arrivare una vera e propria rivoluzione: la MBF Alluminium scelse infatti di investire dei capitali diventando sponsor ufficiale dei ceramisti con i biancoazzurri che, da quel momento, iniziarono una scalata impronosticabile. Davvero in pochi avevano creduto alle promesse di Giampiero Colla, patron dell’azienda metallurgica il quale aveva garantito una rapida scalata verso la Serie C. Qualche risatina maliziosa aveva accompagnato probabilmente un discorso che, in realtà, diede vita ad un effetto domino impressionante. Il campionato di Promozione 2015/16 venne infatti vinto dall’Albissola con un rassicurante vantaggio di 6 punti nei confronti del Pietra Ligure. L’anno successivo furono ancora i biancazzurri a trionfare, guadagnando una prima storica promozione in Serie D grazie alla guida attenta e determinata di Luca Monteforte, mister ricordato per il doppio salto di categoria. Per affrontare il nuovo campionato furono tanti però i cambiamenti, non accolti con favore dal tecnico che lasciò vacante una panchina sulla quale arrivò a sedere Fabio Fossati, allenatore meticoloso e molto rispettato dai rivali per merito degli ottimi risultati ottenuti in carriera. Uno stadio sempre gremito, la nascita di una tifoseria organizzata, l’attesa della domenica per recarsi allo stadio (un’abitudine che si riteneva ormai superata) e una formazione determinata permisero all’Albissola di ambire da subito a qualcosa in più rispetto ad una salvezza tranquilla. Nessuno però poteva pensare al campionato, con la prima posizione diventata a sorpresa una solida realtà grazie alle dieci vittorie consecutive ottenute dai ceramisti dopo l’ultima sconfitta rimediata a Sestri Levante. Così i biancazzurri conquistarono un posto tra i professionisti beffando realtà blasonate come Savona e Sanremese. Dall’anno successivo, però, il sogno ben presto si tramutò in un incubo. L’avvicendamento di ben quattro tecnici permise all’Albissola di mantenere la categoria, ma la nuova casa della squadra diventò lo stadio comunale di Chiavari, spezzando quindi parte della magia creatasi nelle stagioni precedenti. Il timore più grande diventò però realtà all’inizio della caldissima estate del 2019: “Evidentemente il territorio non ci ha compreso”, così esordì Giampiero Colla per annunciare la mancata iscrizione alla stagione successiva della Serie C dell’Albissola, orfana di uno stadio e forse anche della reale volontà di proseguire con gli investimenti. È in questo modo tristemente terminata una favola che ebbe eco anche a livello nazionale, con i biancoazzurri ora tornati ad essere Albissole 1909 relegati nell’ultimo livello del nostro calcio provinciale: la Seconda Categoria. Una ferita per gli albissolesi che, a due anni di distanza, continua a sanguinare.

In questo lasso di tempo, il Vado ha rappresentato una costante a livello di categorie disputate. Ivg ha trovato i rossoblù in Serie D, la stessa categoria che occupano in questa stagione, anche se attualmente la retrocessione in Eccellenza è un pericolo dietro l’angolo. La stagione 2006/07 ha visto la squadra rossoblù ottenere la permanenza nella categoria grazie al quattordicesimo posto conquistato. Un posizionamento non di certo di prestigio che ha fatto da preludio alla discesa in Eccellenza al termine della stagione seguente. Anche il campionato 2008/2009 è stato nefasto per i sostenitori della squadra vincitrice della prima Coppa Italia. Seconda retrocessione consecutiva, fatale lo spareggio con il Busalla, e Vado in Promozione. In quella stagione, anche il florido settore giovanile rossoblù subì un forte ridimensionamento, con molti giocatori di varie leve che decisero di cambiare casacca. Ne beneficiarono i sodalizi vicini, come il Quiliano. Ma la permanenza nel campionato di Promozione è durata appena dodici mesi. Primo posto al termine dell’annata 2009/10 e ritorno nella massima competizione regionale. Dopo un settimo e  un terzo posto, arriva nella stagione 2012/13 il ritorno in quella Serie D abbandonata cinque anni prima. Dopo il settimo posto nel 2014 e il dodicesimo nel 2015, un altro spareggio costa la retrocessione al Vado, patita questa volta per mano della Fezzanese. La società tenta subito di rialzare la testa ma nel campionato successivo è costretta ad arrendersi al Pavia in occasione dei play off nazionali. L’anno dopo, sesto posto. L’atteso ritorno si concretizza nel maggio 2019, con la vittoria del campionato. Si tratta del punto più alto della presidenza dell’imprenditore genovese Franco Tarabotto, che aveva preso il timone del club rossoblù dal presidente Marco Porcile nel giungo 2013. Lato settore giovanile, il Vado in questi anni ha regalato al nostro territorio il titolo di campione nazionale categoria Juniores, vinto dalla formazione allenata dalla coppia Tarabotto – Battiston nella finale contro il Manduria al termine della fantastica cavalcata del 2012/13.

Se le promozioni in Serie D del Vado rappresentano un obiettivo importante ma tutto sommato “normale” per un sodalizio di tale blasone, lo stesso non si può dire del Finale, società che senza investimenti faraonici ha regalato una delle pagine più belle di questi tre lustri. E che, soprattutto, ha mantenuto una categoria importante come l’Eccellenza anche finita l’avventura della D. Grande protagonista dell’epopea del Finale è l’attuale tecnico dei ponentini Pietro Buttu, l’allenatore che aveva vinto la Prima Categoria con il Laigueglia nell’annata 2006/07. La prima tappa corrisponde alla promozione in Eccellenza, arrivata al termine del campionato 2010/11. Lavoro certosino con i giovani del territorio che ha portato alla strabiliante vittoria del torneo di Eccellenza nel 2016, quando il Finale ha avuto la meglio su una corazzata come la Sanremese. Forse, però, il capolavoro più scintillante arriva nella stagione seguente, quando il Finale partito con l’intento di mantenere la categoria riesce a raggiungere i play off. Proprio da Finale è partita la carriera di Andrea Barberis, in Serie A con il Crotone e ora nell’ambizioso Monza.

Non solo Barberis, ma in questi anni abbiamo seguito le scalate ai vertici del calcio di Stephan El Shaarawy, cresciuto nella cantera del Legino, e dell’andorese Riccardo Gagliolo. Il primo nel giro azzurro e componente della spedizione italiana a Euro 2016, il secondo convocato con la nazionale svedese.

Proprio come ad Albissola, le scalate sono state legate a figure imprenditoriali che hanno investito per portare in alto le squadre. È il caso di Fabrizio Vincenzi, capace di risollevare le sorti di Andora, Veloce, Quiliano e Alassio FC. Le avventure dell’avvocato hanno avuto tutte una meta comune, l’approdo in Eccellenza. L’avventura sui generis  è quella di Alassio. Se in precedenza era intervenuto per “fare grandi” realtà già strutturate, nella città del celebre “muretto” ha fondato una società da zero. L’Alassio FC, pur contando nella propria rosa alcuni tra i migliori elementi del mondo dei dilettanti, è partito dalla Terza Categoria, anno 2014/15, e sotto la guida di Amedeo Di Latte ha scalato rapidamente le gerarchie del calcio ligure approdando in Eccellenza. Una cavalcata arricchita dal record europeo, tra categorie dilettanti e professionistiche, di partite vinte consecutivamente, 35. Da questa stagione, Vincenzi ha lasciato la sua creatura nelle mani di Stefano Ragazzoni.

In questo percorso, Ivg ha conosciuto l’Albenga, altra piazza cardine del nostro panorama sportivo, in Promozione. Stagione 2006/07. Dopo due stagioni senza sussulti, la struttura bianconera ha cominciato a scricchiolare fino a sgretolarsi. Al termine del campionato 2008/09 la retrocessione in Prima Categoria e l’anno seguente la discesa in Seconda Categoria, campionato al quale però l’Albenga non si è iscritto. Il fallimento della società ha portato alla nascita dell’Albingaunia, squadra ripartita dalla Terza Categoria. Subito una promozione a cui ha fatto seguito il ritorno della denominazione ufficiale. La prima stagione in Seconda si conclude con un ottavo posto. Sarà quella seguente l’anno al culmine del quale arriverà il salto il Prima Categoria. Campionato in cui l’Albenga è rimasto un solo anno. Alla fine della stagione 2013/14 si festeggia il ritorno in Promozione. La stagione 2015/16 è quella che consente al club bianconero di approdare finalmente nell’élite del calcio regionale. Il campionato viene vinto dall’Albissola di Luca Monteforte. Primo antagonista dei ceramisti, il Pietra di Flavio Ferraro. Nel play off, gli ingauni di mister Biolzi sovvertono il pronostico e festeggiano la promozione. Per il Pietra Ligure, il salto in Eccellenza è arrivato al termine del campionato seguente sotto la guida dell’attuale tecnico Mario Pisano. Da due stagioni, la famiglia Colla è salita al timone dell’Albenga. La piazza sogna di poter vivere un’esperienza analoga a quella di Albissola, eccezion fatta per l’epilogo amaro.

Un capitolo in questa carrellata di ricordi lo merita la Val Bormida. Territorio spesso complesso per fare sport all’aperto visti i rigidi inverni con tanto di nevicate, questa terra tra riviera e Piemonte rappresenta un baluardo importante per il calcio della nostra provincia. Come ormai arcinoto, le squadre sono diminuite nel tempo, con conseguente scomparsa della Terza Categoria, e se si riescono ancora a organizzare i tornei di Seconda e Prima è anche grazie all’alta densità di squadre che sorgono in questa zona, dove anche piccolissime realtà possono vantare la propria squadra di calcio. Punto di riferimento la Cairese, che ha con continuità calcato il campionato di Eccellenza, con breve parentesi in Promozione, e rappresentato un punto di riferimento come settore giovanile e vanto della nostra regione per l’organizzazione di tornei internazionali che hanno portato in Liguria squadre di tutto il mondo. Tornei internazionali che per un certo periodo sono migrati di qualche kilometro, complice il passaggio del compianto dirigente Carlo Pizzorno al timone dell’Olimpia Carcarese, società nata dalle ceneri della vecchia Carcarese del presidente Goso. Se per appena una stagione l’Olimpia ha vissuto un singolare derby contro la Carcarese Calcio, il momento più “caldo” in valle è coinciso con la stagione dei quattro derby (2008/09) tra la Cairese di Luca Monteforte e la Carcarese di Gianfranco Pusceddu, due dei quali validi per la promozione in Eccellenza. Li vinsero i gialloblù ma fu davvero una festa per tutta la zona.

Contemporaneamente allo svolgersi degli eventi principali ripercorsi in questa veloce e sicuramente incompleta cavalcata, si sono intrecciate le vicissitudini di tante altre realtà e di tanti singoli giocatori e dirigenti, i quali avranno collegato ai fatti raccontati esperienze personali e momenti sportivi legati alla propria esperienza. Qualcuno sicuramente avrà ricordato un bel goal “proprio la domenica in cui il Savona salì in Serie D” o una gran bella vittoria in Seconda Categoria nell’anno in cui il Finale approdò in Eccellenza. Speriamo di aver evocato tanti momenti felici e tante emozioni uniche, quelle che solo quell’imprevedibile involucro vuoto fatto di cuoio o di plastica riesce a regalare. L’augurio è che riprenda presto a rotolare in ogni categoria. Noi saremo sempre presenti per seguirne le traiettorie e provare a metterle nero su bianco, rendendole così un pochino meno fugaci.

 

Più informazioni
leggi anche
  • 15 anni di ivg
    15 ANNI di sport/4 – I grandi eventi di ciclismo e atletica, i tanti successi delle discipline individuali

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.