Affondo

Vendita farmacia comunale ad Albenga, Lega e FI al sindaco: “Si fa beneficenza con i soldi degli altri”

Così i consigliere di opposizione Cristina Porro, Gerolamo Calleri (Lega) ed Eraldo Ciangherotti (Forza Italia): "Tolti servizi alla collettività"

Albenga. “Questa improvvisata amministrazione comunale ha già speso tutti i soldi della vendita della farmacia, dimenticandosi della c.d. diligenza del buon padre di famiglia nella gestione della ‘res publica’,  ed oggi, dovendoli restituire  a parte acquirente in forza della della sentenza del consiglio di stato che ha annullato la vendita della farmacia comunale, sarà costretta a togliere servizi alla collettività”. Ad affermarlo, in una nota, sono i consiglieri albenganesi di minoranza Cristina Porro, Gerolamo Calleri (Lega) ed Eraldo Ciangherotti (Forza Italia).

“La vendita della farmacia comunale di Via Dalmazia – spiegano i tre consiglieri – aveva prodotto per il Comune un  introito di oltre un milione di euro, metà spesi subito, alla ricerca di tanti ‘likes’ sui social alla vigilia della campagna elettorale del dottor Riccardo Tomatis, prima di tutto per asfaltare un pò di strade e per restituire un po’ di oneri di urbanizzazione. E adesso, per riparare alla spregiudicatezza dell’amministrazione comunale, sono stati tagliati servizi ai cittadini per oltre un milione di euro, in modo da poter avere una cifra accantonata da rifondere agli acquirenti che per sentenza del Consiglio di Stato devono restituire la farmacia al Comune”.

“Complimenti al sindaco Tomatis per tanta leggerezza. Noi avevamo già previsto tutto. La vendita della farmacia comunale di Albenga, con il diritto di prelazione riservato ai dipendenti già contestato in Corte europea per un precedente caso, portato ufficialmente a conoscenza dell’amministrazione attraverso il protocollo ufficiale della sentenza prima dell’atto di vendita della farmacia degli ingauni, avrebbe dovuto suggerire prudenza e revisione della gara d’appalto. Con questi al governo, se non fosse che abbiamo al servizio comunale della ragioneria dei diligenti dipendenti che blindano i bilanci e non consentono agli amministratori di avere mano libera, saremmo in dissesto finanziario” concludono Porro, Calleri e Ciangherotti.

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