Richiesta

Vaccino, Ciangherotti (Fi): “Priorità alle persone disabili maggiormente vulnerabili”

Non solo i malati psichici potrebbero essere a rischio ma anche le persone autistiche

Albenga. “Esiste un vaccino? Allora sarebbe opportuno che le sollecitazioni si traducessero in azioni concrete: vanno vaccinate prioritariamente tutte le persone disabili maggiormente vulnerabili, ma anche le persone che le accudiscono (caregiver, badanti e familiari). Questo si che può essere sollecitato dalla Regione al governo”.

Così Eraldo Ciangherotti, consigliere provinciale e capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale ad Albenga, punta l’attenzione sull’importanza “della somministrazioni dei vaccini in via prioritaria alle persone diversamente abili” riportando una segnalazione ricevuta dal padre di un ragazzo di Albenga che “sollecita un’azione tempestiva, che non è ancora arrivata, da parte del governo”: “Se mio figlio si dovesse ammalare, chi si prenderebbe cura di lui? Come gestire il ricovero di un ragazzo con disturbi psichici e che mal sopporta le costrizioni laddove, ad esempio, dovesse anche tenere la testa dentro un casco? In questo anno di pandemia ho gestito mio figlio Fabio senza l’aiuto di nessuno. Uno sforzo che conosciamo e abbiamo sopportato anche perché allenati, ma ho molta paura per lui che possa essere contagiato dal virus”.

“Nel piano vaccinale – continua Ciangherotti – elaborato dal Ministero della Salute ci sono forti ritardi e lo abbiamo già evidenziato oltre un mese fa quando in consiglio quando abbiamo chiesto la modifica di un documento presentato dalla maggioranza che sollecitava un intervento della Regione. Il destinatario degli appelli dell’Amministrazione comunale in realtà non è l’ente regionale, come abbiamo sottolineato, ma il governo che in questo momento è assente”.

“Non solo i malati psichici potrebbero essere a rischio, sono altrettanto vulnerabili anche le persone autistiche – sostiene Ciangherotti -. I gesti più comuni delle persone autistiche come toccare gli oggetti indistintamente, avvicinarsi alle persone, a volte anche sconosciute, togliere senza preavviso o non riuscire a portare la mascherina, li fanno esporre ad un grande rischio assieme alle loro famiglie e a tutti gli operatori che interagiscono con loro, sia a scuola che a casa. Quindi è urgente – conclude – tutelare queste persone vaccinandole assieme ai loro familiari e ai loro operatori. Ritengono indispensabile sanare subito questa lacuna”.

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