Vaccini, Sinistra Italiana Liguria: "La Regione ci ha messo del suo per ritardare il piano" - IVG.it
Confronto

Vaccini, Sinistra Italiana Liguria: “La Regione ci ha messo del suo per ritardare il piano”

"La maggioranza ha i numeri ma al proprio interno ha un equilibrio fragile"

Liguria. “Sulla gestione del piano vaccini sono emersi problemi gravi a livello nazionale, dovuti in particolare alla scarsità delle quantità di vaccini e alla diseguaglianza nel trattamento dei cittadini a causa della eccessiva mano libera lasciata alle regioni. E’ però sotto gli occhi di tutti e, soprattutto, è vissuto direttamente dai cittadini che la regione Liguria ci ha messo del suo per ritardare e complicare il piano vaccinale. Tanto che siamo agli ultimissimi posti per quantità di vaccini somministrati rispetto ai ricevuti e nella seconda metà della classifica nazionale per vaccinazione degli over 80”. Lo comunica, in una nota, Sinistra Italiana Liguria.

“Il flop del piano vaccini – spiegano – è stato bene messo in evidenza dalle forze di opposizione in Consiglio regionale che hanno avuto il merito di richiedere il Consiglio straordinario. Nel corso del dibattito non si sono limitate a denunciare gli infiniti intoppi del piano vaccinale ma hanno anche fatto una serie di proposte positive, purtroppo solo in parte approvate dalla maggioranza. Nel complesso Toti e la maggioranza non hanno colto l’opportunità del dibattito in Consiglio per resettare il piano vaccini. Al contrario si sono arrampicati sugli specchi per difendere il proprio operato, cercando inutilmente di piegare i numeri alle loro tesi. Il massimo della capziosità Toti l’ha evidenziata quando ha motivato il suo rifiuto di nominare un assessore alla Sanità”.

“Il rifiuto non nasce da responsabilità verso la comunità. Al contrario la responsabilità richiederebbe a un Presidente della Regione di prendere atto delle difficoltà, di essere un po’ meno accentratore e, in nome di una maggiore efficienza, delegare funzioni così importanti nel momento in cui c’è una emergenza così grave.
Come del resto hanno fatto i Presidenti di Regione di tutta Italia di destra e di sinistra. E il rifiuto non nasce nemmeno dalla volontà di fare prevalere la politica (“chi prende i voti”) sulla tecnica. Perchè quello che dovrebbe fare l’assessore che non c’è Toti lo fa fare ai suoi consulenti tecnici e ai dirigenti delle varie ASL. La spiegazione pensiamo che sia molto semplice e banale. La maggioranza ha i numeri ma al proprio interno ha un equilibrio fragile. Perciò a toccare una carta c’è il rischio che cada giù il castello” concludono.

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