Vaccini, Tersidio a Toti: "Noi medici non rispondiamo? Venga negli ambulatori per vedere il nostro lavoro" - IVG.it
Risposta

Vaccini, Tersidio a Toti: “Noi medici non rispondiamo? Venga negli ambulatori per vedere il nostro lavoro”

Il segretario provinciale della FIMMG racconta le difficoltà riguardanti le prenotazioni nel savonese

angelo terdisio vaccini

Savona. “Non rispondono al telefono? Negligenza grave, mi mette i brividi”. Così ieri in conferenza stampa il presidente Giovanni Toti si era scagliato contro i medici di famiglia che dal 9 marzo hanno il compito di prenotare i vaccini per gli under 65. 

Ma le parole del governatore ligure non sono piaciute ai medici, lo dimostra l’intervista rilasciata ad Ivg.it da Angelo Tersidio, segretario provinciale di Fimmg (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) che invita Toti a passare una giornata nei laboratori per capire realmente quali sono le difficoltà e il grande lavoro che la categoria sta facendo. 

Come avete preso la bacchettata di Toti?

“Per fare affermazioni del tutto generiche e gratuite prima bisogna dimostrarle. Da un lato dice che non siamo disponibili, dall’altro che sono state effettuate già migliaia di prenotazioni. Allora, o una o l’altra. Poi bisogna anche valutare se il medico non risponde o non può in quel momento, magari perché sta visitando un paziente. Non voglio fare polemiche, ma la stragrande maggioranza dei medici, se non quasi tutti, stanno facendo uno sforzo notevolissimo e si stanno occupando anche di compiti che spesso non sono fanno parte del mestiere. Non si può generalizzare, se anche ci fosse un solo caso non può coinvolgere tutta la categoria. Inoltre le prenotazioni prevedono anche uno sforzo gestionale, personalmente ho un’infermiera e una segretaria, ma non tutti i colleghi le hanno, quindi si immagini: ricevere i pazienti, le telefonate per le prescrizioni e le prenotazioni per i vaccini. Invito il presidente Toti a venire un giorno nei nostri ambulatori e trascorrere con noi la giornata, così magari si rende conto che noi non ci rifiutiamo mai, ma cerchiamo di fare il nostro lavoro al meglio possibile”.

Nei giorni scorsi ci sono state numerose polemiche sul portale Polis, oggi funziona? 

“Sì, ma ci sono delle difficoltà legate alle prenotazioni negli hub messi a disposizione dall’Asl, in quanto non esiste un’agenda con il giorno e l’ora degli appuntamenti. Si potrebbe, quindi, verificare una situazione in cui un giorno ci siano 100 persone da vaccinare contemporaneamente e altre date invece meno affollate. Di questo ne parleremo oggi pomeriggio nel nuovo tavolo tecnico alle ore 15, in modo da organizzare nel modo più efficiente possibile i turni.”

Altri si sono lamentati anche della mancanza di informazioni da parte di Asl…

“Le informazioni ricevute sono state poche. Ad esempio ieri mattina alle 7 ho scoperto aprendo i giornali che le prenotazioni potevano avvenire dalle 14, ma nessuno prima ci aveva avvisato e non lo sapeva nemmeno il direttore generale dell’Asl2”. 

I cittadini che chiamano sono quelli inseriti nella fascia giusta per prenotare?

“I pazienti telefonano perché tutti vogliono essere vaccinati visto che il vaccino ti protegge e ti da un senso di libertà. Ci sono però persone che seguono notizie e media, altre meno, ma la maggior parte è informata. E’ vero anche che c’è troppa confusione, di continuo vengono cambiati i target. Pensiamo a ieri, le direttive riguardavano le categorie dai 18 ai 65 anni, poi improvvisamente sul sito della regione è stata pubblicata la notizia che Astrazeneca può essere somministrato fino agli 80 anni. I pazienti hanno quindi iniziato a telefonarci per avere maggiori informazioni. Ma la sera una nuova svolta, con la notizia che possiamo vaccinare fino ai 69 anni con Astrazeneca. Insomma c’è confusione”.

Ci sono medici che vaccinano presso il proprio studio

“Solo un medico di Noli, che ha fatto un accordo con la Pubblica Assistenza, vaccinerà presso lo studio. È possibile, infatti, solo per i medici che hanno lo studio all’interno dei Centri salute”.

Chiariamo: con o senza defibrillatore?

“Per ora con defibrillatore, anche se Alisa aveva ventilato che potevano venire meno le dotazioni necessarie, ma per ora è così. In Israele e in Inghilterra vaccinano anche per strada, ma da noi è impensabile”. 

leggi anche
  • Piano
    Medici di famiglia e vaccini, 3.600 prenotazioni. Toti: “Mette i brividi sapere che alcuni non rispondono”
    Generica
  • Canali
    Vaccino Covid: dal 9 marzo via alle prenotazione per personale scolastico, persone ultravulnerabili e vulnerabili
    vaccino covid
  • Altre strade
    Covid, la Regione: “I privati coinvolti nella campagna di vaccinazione”
    vaccino covid
  • Risposta
    Vaccini, il sottosegretario Costa: “Basta polemiche, sinergia comune per accelerare i tempi”
    vaccini covid
  • Protesta
    Vaccino Covid, i medici di famiglia sul piede di guerra: “Vogliamo essere coinvolti”
    vaccino covid coronavirus fiala

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.