Ripartenza

Ritorno all’università, gli studenti del Campus si dividono: “Fondamentale per recuperare”, “Nessuna problema con la Dad”

Il direttore del Campus: "La didattica online è strumento importante da non trascurare, ma non esaurisce l’esperienza formativa, la può facilitare"

Savona. “Siamo soddisfatti di aver ripreso in presenza. Per noi è fondamentale. Essere in presenza ci garantisce di poter svolgere anche la parte pratica che è alla base della nostra formazione. In questo anno, a distanza, siamo riusciti a seguire la parte teorica online, ora stiamo recuperando in blocco la parte persa che si sarebbe dovuta svolgere parallelamente alla teoria”.

Così un gruppo di ragazzi iscritti al master di Riabilitazione dei disordini muscolo scheletrici raccontano di essere contenti della ripresa, non solo per quel che riguarda la loro formazione ma anche per il ruolo sociale che rappresenta l’università. “Insieme alle lezioni in aula, ritorna la possibilità di creare un gruppo di amici”.

Dall’1 marzo la Liguria si trova in zona gialla e l’ateneo genovese aveva predisposto proprio a partire da oggi e alla condizione che la regione rientrasse nella zona di rischio minore, la ripartenza delle lezioni in presenza al 20% della capienza delle aule. “L’adeguamento delle strutture didattiche – spiega il direttore del Campus universitario di Savona Marco Testa – è stata un’impresa notevole che siamo riusciti a realizzare grazie alla collaborazione dei tecnici. Infatti, abbiamo installato un sistema audio visivo che permette una didattica integrata. Una parte degli studenti frequenta in presenza, la rimanente parte può seguire da casa”.

Ma non a tutti è stato permesso il ritorno in aula: “E’ marginale, dipende dalle esigenze dei vari corsi – precisa Testa -. Hanno ripreso da oggi i corsi di Ingegneria, invece rimangono a distanza i corsi di Scienze Motorie, Scienze della Comunicazione e Infermieristica” . “Noi non siamo ancora tornati in presenza – racconta una ragazza di Savona che va a studiare nella biblioteca del campus -. Le lezioni a distanza sono diventata una cosa talmente naturale per noi che non è più quasi un problema”.

“La nostra fortuna – aggiunge – è che, da qualche mese, ha riaperto la biblioteca del campus e almeno possiamo venire a seguire qua le lezioni insieme ai nostri compagni, così riusciamo a confrontarci e studiare insieme sempre ovviamente nel rispetto delle norme di sicurezza e fare insieme la pausa tra una lezione e l’altra, è una cosa positiva per noi; da casa, non sembra, ma è molto più faticoso. Sicuramente da un lato è più comodo – conclude – e dall’altro lato andare in presenza e confrontarci faccia a faccia con i professori sarebbe di nuovo bello”.

Della stessa idea due ragazzi che frequentano il primo anno del corso di laurea magistrale in Economia marittima: “Le lezioni online hanno alcuni pregi: è facile partecipare e  possiamo riascoltare le registrazioni. Il rovescio della medaglia è la mancanza dei momenti di socialità tra compagni di corso e del pathos che la lezione dal vivo trasmette”.

“Io penso – continua lo studente – che per ora sia prematuro tornare in presenza per gli spostamenti e per i flussi di gente che portano nelle varie sedi. Sono completamente d’accordo con la normativa dell’Università degli Studi di Genova. La ripresa dell’attività nelle aule deve coincidere con la sicurezza sanitaria che dev’essere garantita senza mettere in gioco la salute dei ragazzi. Il nostro dipartimento ha iniziato a scaglionare partendo dalla triennale. Dal mio punto di vista è giusto così, loro hanno più necessità di noi che siamo già alla magistrale”.

“Ritengo che all’università, rispetto ad altri gradi di istruzione si possa rinunciare alla lezioni in presenza a favore della sicurezza sanitaria. L’interazione sociale è salvaguardata perchè possiamo comunque accedere alla biblioteca ben distanziati con tavoli personali. E’ più facile garantire la sicurezza in questo luogo piuttosto che in un’aula dove ci sono molti più spazi comuni”.

“Noi facciamo il secondo anno – aggiunge un gruppo di studenti di Scienze della Comunicazione – e non è ancora previsto il ritorno in presenza, siamo molti e distanziarci sarebbe presumibilmente difficile ma, a nostro avviso, il problema potrebbe essere risolto attraverso un sistema di prenotazioni. La didattica a distanza un po’ ha stufato ma riusciamo a vederci in biblioteca per studiare e confrontarci”.

“L’apprendimento – osserva il direttore del Campus – non è solo una trasmissione di contenuti dura e pura. E’ anche una relazione tra il docente e lo studente e tra gli studenti stessi. È un momento di scambio , di condivisione delle difficoltà e di raggiungimento di risultati personali e di gruppo. La formazione a distanza non può minimamente sostituire la didattica in presenza. Sicuramente è uno strumento importante da non trascurare e integrare. Non esaurisce l’esperienza formativa ma la può facilitare”.

 

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