Truffa dello specchietto anche a Savona, una vittima: "Ecco come mi hanno ingannato, state attenti" - IVG.it
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Truffa dello specchietto anche a Savona, una vittima: “Ecco come mi hanno ingannato, state attenti”

Lampeggianti, scontrino che dimostra che lo specchietto è stato appena cambiato e la richiesta di evitare il cid: ecco i segnali comuni a tutti i casi del savonese

Savona. A Varazze, ad Albenga, ad Alassio e ora anche a Savona. I furbetti della “truffa dello specchietto” stanno girando la provincia e ingannando diverse persone. Tra loro anche il dirigente scolastico Andrea Piccardi, che la scorsa settimana è caduto nella trappola.

“Stavo ritornando a casa ad Altare – racconta -, quando pochi metri dopo il distributore in via nazionale Piemonte, ho visto un’auto nera parcheggiata a bordo strada che accendeva il motore. Mentre la sorpassavo, ho sentito un forte rumore e ho pensato di averla toccata. La macchina ha iniziato a seguirmi e a farmi i lampeggianti, appena ho trovato una piazzola di sosta mi sono fermato e un uomo dal forte accento meridionale mi è venuto incontro”.

A questo punto il truffatore ha dato il via alla “show”. Andrea, convinto di essere dalla parte del torto, non ha esitato a voler compilare il cid, ma l’uomo ha cercato di convincerlo ad aggiustare la situazione in maniera amichevole. “Mi ha mostrato uno scontrino pari a 120 euro, spiegandomi che aveva appena cambiato lo specchietto e che non era il caso di compilare il cid. Il suo specchietto aveva una piccola riga, avendo sentito il rumore ero convinto di essere stato io a procurarla. Data la sua insistenza, ho deciso di accontentarlo e ci siamo venuti incontro”.

La somma pattuita era di 70 euro che Andrea ha dato in contanti all’uomo, ignaro che si trattasse di una truffa. “Gli ho dato i soldi che avevo in tasca, meno male che con me non avevo altri contanti” dice con un sorriso misto ad amarezza.

Il dialogo tra i due è stato calmo e corretto e dopo la consegna del “risarcimento” un’ulteriore beffa, con il truffatore che si prende gioco di Andrea e si raccomanda: “La prossima volta vada più piano”.

Ma è solo qualche giorno più tardi che Andrea si rende conto di essere stato vittima di una truffa, leggendo su ivg.it il modus operandi degli altri casi verificatisi nel savonese. “Non ho preso la targa della macchina e non posso denunciare l’accaduto, ho deciso quindi di raccontare la mia storia pur correndo il rischio di sembrare un  po’ fesso, ma per fare in modo che nessun altro ci caschi” afferma.

E poi conclude: “Questi truffatori sono molto astuti e riescono a cambiare atteggiamento a seconda della reazione delle persone, state molto attenti”.

 

 

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