Lettera al direttore

Lettera

Titanio sul Beigua, un abitante di Urbe: “Non solo costi – benefici, non vogliamo danni all’ambiente e alla salute”

"Le altre miniere di rutilo nel mondo sono testimonianza di danni ambientali ingentissimi"

Di seguito riportiamo la lettera – giunta alla nostra redazione – di un lettore, abitante di Urbe, in replica alle considerazioni del geologo Minuto sulla miniera di rutilo (biossido di titanio) nella zona del Parco regionale del Beigua a proposito dell’autorizzazione rilasciata da Regione Liguria a C.E.T. S.r.l. per la ricerca mineraria.

Nel momento in cui enti, associazioni e popolazione sono tutti concordi a ritenere una sciagura una miniera di questo tipo non si sentiva la mancanza di un articolo con tali argomentazioni. Ma ovviamente ognuno ha diritto a dire la propria opinione e spero che sia dato analogo spazio alla replica.

Il geologo Diego Minuto sostiene, genericamente senza dare dettagli, che l’industria dell’estrazione mineraria ha fatto progressi e la possibilità di fare la miniera potrebbe essere presa in considerazione nel caso ci fossero studi e ditte serie. Praticamente sostiene che aziende serie, potrebbero fare una analisi per capire se la miniera sia conveniente in termini costi benefici, mettendo nei costi i danni ambientali e quelle che sono chiamate spese per la riduzione dei danni ambientali.

Per noi che ci abitiamo questo discorso non interessa, i danni ambientali ed alla salute non sono costi, ma qualcosa che non vogliamo. Le altre miniere di rutilo nel mondo sono testimonianza di danni ambientali ingentissimi. Sono cave a cielo aperto che trasformano il paesaggio in maniera spettrale. Le tecniche moderne possono attenuare i danni che rimangono importanti, il principio dell’estrazione é sempre lo stesso, non c’è alcun procedimento rivoluzionario. Nel nostro caso poi c’è un pericolo in più, l’ambiente che si trova nelle rocce che andrebbero lavorate.

E poi c’è il problema del trasporto. Nella più recente miniera attivata (Norvegia) tra i plus citati dalla proprietà c’era quello che grazie alla posizione (fiordo disabitato) il grande problema dei trasporti era stato aggirato grazie all’utilizzo del mare. Ovviamente c’è il rovescio della medaglia in quanto gettano a mare gli scarti e per questo la Norvegia non ha aderito ad un protocollo internazionale (la sola insieme alla Turchia) per il divieto di scarico in mare. Questo da una idea di come siano potenti le multinazionali che si occupano di estrazioni e come sia meglio bloccare sul nascere questo tipo di interessi.

Maurizio Parodi

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