Contrarietà

Titanio sul Beigua, Pd: “Condanniamo scelta di concedere permesso ricerca mineraria”

"Tutelare l'area. Regione blocchi subito i sondaggi"

Varazze. Il circolo del Partito Democratico di Varazze ha deciso all’unanimità di “condannare la scellerata scelta di concedere il permesso di ricerca mineraria alla società CET e si chiede come il consigliere di ‘Cambiamo!’ Bozzano non sia intervenuto per salvaguardare questa parte di territorio del levante savonese, il suo territorio”.

Ma giusto quattro giorni fa l’assessore Scajola aveva esplicitamente precisato che “non è stata fatta alcuna delibera di giunta autorizzativa per la raccolta del titanio nell’area del Beigua“. “Gli uffici tecnici competenti hanno permesso, nel pieno rispetto delle norme, uno studio non invasivo che non interessa l’area del parco del Beigua – ha spiegato l’assessore regionale -. Non vi sarà alcuna attività di cava: lo studio verrà condotto senza alcun prelievo né alcun intervento sul territorio”.

Dal circolo Pd della città di Varazze tuttavia affermano: “Argomentazioni sulla non invasività dei campionamenti non sono concesse in quanto l’unica finalità degli stessi è dimostrare la presenza di minerali di alto valore commerciale per procederne poi all’ estrazione, in maniera massiva e a scopo industriale, negli anni a venire”. Così chiedono “un intervento dell’amministrazione varazzina, inspiegabilmente chiusa in un silenzio assordante su una questione così delicata, a difesa del nostro Parco e del nostro Monte Beigua, in qualità di città sede dello stesso parco. Proponiamo inoltre la rivalutazione dell’inserimento delle aree soggette a campionamento all’intento del Parco, in modo da evitare episodi simili nel prossimo futuro”.

Anche il gruppo PD regionale è “incredulo della notizia del rilancio attraverso Decreto Dirigenziale di Regione Liguria, del permesso di ricerca di titanio sul Monte Tarinè, nel parco del Beigua”. Si esprimono così i membri del partito: “Tale decisione irrompe maniera del tutto contraddittoria ed illogica nel quadro delineato già da anni non solo dallo stesso ente parco, ma anche dai Comuni di Urbe e Sassello, dalla cittadinanza, e addirittura da ultimo anche dal TAR”.

“Un quadro da cui emerge una ferma opposizione all’apertura di una miniera nel cuore del Parco del Beigua, fondata sulle ampiamente note possibili conseguenze che una tale operazione potrebbe avere sia in termini di pericolosità per la salute delle comunità coinvolte, sia in termini di rischio idrogeologico e di squilibrio naturalistico dell’area – continuano -. Altrettanto noti sono, purtroppo, anche i tentativi ciclici da parte di CET di scardinare l’evidenza, alla luce dei quali risulta ancora meno credibile la versione dei fatti resa dall’assessore Scajola. La non invasività delle indagini oggetto del permesso, secondo l’assessore, sarebbe sufficiente a giustificarne lo svolgimento, fingendo così che non si tratti della già menzionata mera volontà di aggirare l’ostacolo posto dal territorio e dalle istituzioni all’estrazione del titanio”.

“Come Partito Democratico Liguria confidiamo nel fatto che, viste le dure reazioni della Comunità del Parco, dei Comuni coinvolti, delle associazioni ambientaliste e del territorio, questa infausta decisione venga rivista, risultando peraltro anche in contrasto con il modello di sviluppo portato avanti dalla comunità del Parco del Beigua, spesso decantato anche dall’Amministrazione regionale, ma nei fatti mai perseguito e anzi, nei fatti ostacolato – concludono dal PD -.  In caso contrario, siamo già al fianco, in questa battaglia, delle associazioni e dell’ente parco, sostenendoli, per impedire la creazione, nel migliore dei casi, di un precedente così pericoloso per un’area che, risultando ampiamente vincolata e protetta anche a livello sovranazionale, non dovrebbe neppure essere oggetto di una simile discussione”.

Nel frattempo questa mattina l’assessore Marco Scajola ha incontrato i sindaci di Urbe e Sassello: “La riunione è stata molto collaborativa – ha sottolineato l’assessore Scajola – con i sindaci, circa un percorso che ha fatto emergere la consonanza tra enti per la tutela, la salvaguardia e il rilancio dell’area, peraltro già stabiliti da leggi regionali”. “In questa riunione assolutamente positiva, ho comunque ribadito quanto già sostenuto in aula nel novembre scorso, ovvero che non vi è intenzione da parte dell’amministrazione regionale di inserire una cava di titanio nel territorio dei due comuni” ha affermato Scajola.

 

 

 

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