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Titanio di Monte Tarinè, Melis: “Scelta sbagliata, chi può bloccare il progetto deve farlo”

"Ricordo bene che già nel 2015 ci trovavamo in una situazione simile, con allora un procedimento di VIA"

Come noto con il decreto 1211-2021 Regione Liguria ha autorizzato le attività di esplorazione e ricerca di minerali, in particolar modo il titanio, nelle aree che da molti anni sono oggetto di interesse della CET, la Compagnia Europea per il Titanio.

Ricordo bene che già nel 2015 ci trovavamo in una situazione simile, con allora un procedimento di VIA in corso al quale partecipai direttamente depositando delle osservazioni volte a scongiurare questa ipotesi. Tale fu anche l’interesse dei comuni come quelli di Urbe e Sassello che le varie associazioni ambientaliste che l’ipotesi allora sembrava fosse tramontata definitivamente. Purtroppo così non è stato e nuovamente si riapre questa scelta, con l’aggravante che in questo caso non si è passati per una procedura di Valutazione di Impatto ambientale, complice anche il fatto che nella scorsa legislatura la giunta Toti ha di fatto abrogato la legge regionale che disciplinava la VIA regionale creando guarda caso le condizioni per questo genere di atti: nulla è mai casuale se si seguono le vicende sia politiche che amministrative.

Ad una lettura attenta del decreto, che è pubblico, ci sono diversi punti non chiari, uno fra tutti è l’area che si vorrebbe autorizzare, confrontando infatti il testo nella parte del “considerato che si riporta che la richiesta insiste su 458 ha di cui 229 ricadenti in area parco e di questi 46 sono in area protetta ZSC.

Nella parte di decreto vero e proprio però si autorizza per 229 ettari, e non per i soli 183 al di fuori sia della zona parco che della zona ZSC.

Ben fanno ad avviare un ricorso su questo provvedimento perché non è solo, da un punto di vista politico, sbagliato ma anche da un punto di vista amministrativo manifesta alcuni limiti.

E non posso fare a meno di pensare alla vicenda dell’ingresso del comune di Urbe nel Parco del Beigua, vicenda per la quale avevo presentato un emendamento al piano regionale che disciplina i parchi e i confini, richiesta bocciata senza alcuna ragione tecnica: non vi erano osservazioni da nessun ufficio tecnico, dai comuni e dall’ente parco che non fossero a favore di questa scelta. Scelta che vedeva contraria la parte politica regionale senza apparenti motivazioni. Benchè la richiesta di ingresso nel parco comprendeva un’area contenuta del comune di Urbe, per un 2% circa della superficie ed in particolare nei pressi del passo del Faiallo, si era creato un dibattito tale che non era allora comprensibile la ragione di questa avversione. Non era comprensibile allora, ma se invece fosse legata ad avere più libertà nel concedere in un prossimo futuro la possibilità di una miniera di titanio nei pressi del parco?

Credo sia una scelta sbagliata e spero che tutti gli attori che hanno gli strumenti per intervenire e fermare questa ipotesi si attivino in tutte le sedi.

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