Sistema portuale e infrastrutture, rischio per la Liguria: allarme per i cantieri autostradali "non stop" - IVG.it
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Sistema portuale e infrastrutture, rischio per la Liguria: allarme per i cantieri autostradali “non stop”

Alcuni armatori introducono aumenti tariffari per le merci

Liguria. Il sistema portuale è strettamente legato alle infrastrutture presenti sul territorio, ecco perché il gap ligure continua a mettere in allarme gli operatori sul fronte della competitività del traffico merci. A peggiorare la situazione il contesto di cantieri autostradali, che rappresentano un ulteriore “tappo” alla mobilità e al settore trasporti e logistica.

“Genova ha subito più di altri porti la fragilità del sistema di infrastrutture della Liguria, e infatti nessuno è andato così male come noi. Alcuni armatori hanno deciso di introdurre aumenti tariffari per coprire i maggiori costi derivanti dai trasporti stradali: questi segnali dicono che rischiamo di essere segnati col bollino nero per i prossimi dieci anni” afferma Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto e tra i riferimenti del comitato Salviamo Genova e la Liguria, che guarda già oltre il nuovo carico di danni generato dai cantieri degli ultimi mesi. Perdite su perdite che andranno aggiunte al conto già presentato nei mesi scorsi al ministero dei Trasporti e mai pagato, nemmeno in parte. “Per quanto riguarda la partita dei ristori siamo fermi – spiega Botta -. Aspettiamo ancora la convocazione della direzione generale del Mit. C’è l’impegno di Aspi e del Mit a condividere il piano interventi, ma il quadro si prospetta complicato e piuttosto lungo”.

C’è tuttavia la consapevolezza che non sia più sufficiente ragionare in termini di ristori (peraltro mai arrivati, a parte quelli legati al crollo del ponte Morandi). “I danni sono incalcolabili – scandisce Botta -. Eseguire manutenzioni regolari negli ultimi 30 anni avrebbe comportato un disagio minimo, invece l’urgenza porta a dover fare scelte molto dure. Per quanto si lavori a piani di intervento sostenibili, la realtà non è questa e tutti i giorni sulle autostrade liguri ci sono code severe per ore e ore”.

Il tema è che il sistema portuale ligure continua a perdere quel poco di competitività che aveva in virtù della sua posizione strategica. E così le merci prendono già oggi altre strade. “Il riconoscimento della mancanza di continuità territoriale può essere un aiuto economico importante, poi servirà una massiccia decontribuzione, e da parte del Mit una severa attività di controllo sulle tempistiche degli interventi, flessibilità dei cantieri, lavori h24, e ridurre i cantieri nei periodi sensibili. Pensiamo come sarebbe Pasqua in un periodo normale con migliaia di turisti”.

Col nuovo ministro Enrico Giovannini il dialogo è ancora tutto da avviare. “Ci stiamo confrontando con la struttura tecnica, che è rimasta la stessa – spiega Botta – ma ormai aspetteremo la fine di maggio per quantificare un altro semestre di danni. Per alcuni settori non è facile, ad esempio il turismo si è fermato anche per l’emergenza Covid e non è facile capire quali siano state le perdite dovute ai cantieri”.

L’impressione, però, è che nulla si muoverà finché non si chiuderà la trattativa Atlantia-Cdp e quindi il dossier concessioni. Nel frattempo Genova aspetta, come sempre, soffocata dal traffico.

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