Norme assurde

Siamo arancioni, non si può andare da Albissola a Savona, divieto che nessuno rispetta. Ma se all’improvviso scattassero le multe?

Le sanzioni vanno dai 400 euro per i pedoni ai 1000 per gli automobilisti. Liberi tutti nelle grandi città

Savona. La Liguria è in zona arancione, ma trattasi pur sempre di una regione dell’Italia, repubblica delle banane. Cerchiamo di spiegarci meglio. Le regole della zona arancione sono facilmente consultabili cliccando su qualsiasi sito. Per farla breve, a noi preme ricordare che a Savona non si può arrivare ne’ da Albissola ne’ da Vado Ligure. Non si può farlo in auto (1000 euro di multa) e neppure a piedi (euro 400), se non per “comprovati motivi di lavoro, salute o necessità”, formula magica quanto inutile, e per giunta occorre esibire la relativa autocertificazione (l’avete voi appresso?).

Volendo eliminare qualche alibi valido magari per i giorni feriali, abbiamo assistito ieri, domenica 21 marzo, a tranquille scenette di pedoni, ciclisti, famigliole con pupi e cani, oltre ovviamente a “semplici” automobilisti che raggiungevano Savona da Albissola senza nessuna remora.
Ignoriamo se tutti costoro sfidassero consapevoli i divieti, fossero consci di vivere nella repubblica delle banane in cui le regole valgono solo sui giornali o alla tv o, più semplicemente, non sapessero minimamente nulla di zona arancione e discorsi simili. Certamente ci sentiamo di dare loro ragione perché certi divieti sono assurdi e nessuno manco li ricorda.

A questo punto vale la pena ricordare per l’ennesima volta che è lecito invece spostarsi nelle grandi aree metropolitane, come da Voltri a Nervi, per non parlare delle molteplici possibilità di cui godono, quando sono arancioni, i fratelli milanesi. Si dà anche per scontato che le forze dell’ordine non effettuino per fortuna alcun controllo: non sarebbe in fondo neppure giusto.
Ma la legge, pur sbagliata che sia, è quella, e un giorno qualcuno potrebbe decidere di applicarla. Mettiamo ad esempio che l’illustre Speranza debba dimostrare tutto il suo rigorismo e chieda alla collega Lamorgese, ministra dell’Interno, di portare a casa un po’ di multe per fare statistica da esibire su chissà quale tavolo politico, scatenando – magari a malincuore – le varie forze dell’ordine.

Potrebbe così accadere che la famigliola tipo (marito, moglie, due figli e cagnolino) sia intercettata all’altezza dell’ex Lady Moon, e quindi colta in flagrante con provenienza Albissola.
Operatore di polizia: “Buongiorno, favorisca i documenti”.
Il capofamiglia si rivolge sottovoce alla moglie per sottolineare quanto funzioni la sicurezza nel nostro Paese, è rassicurato dal fatto di avere al seguito anche i documenti del cane e spalanca il suo sorriso all’operatore di polizia giusto in tempo per sentire il costo della multa complessiva che dovrà pagare per tutti i componenti della famiglia.
Più semplice fermare le auto: lei arriva da Albissola? Prego, fanno mille euro.

L’importante comunque è confessare (“Andavo in Darsena a far vedere le barche ai bambini”, “Volevo bere una birra col mio amico Mario”), perché se si raccontano bugie scatta la denuncia penale, c’è il processo e sono guai seri.
Tutti ciò può avvenire nella repubblica delle banane, dove il nuovo capo Mario Draghi sembra ogni giorno di più passare lì per caso accanto all’inossidabile Speranza. D’altronde lui è soprattutto alla ricerca di dosi di vaccino, ma non è che gli vada tanto bene, almeno per ora.

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