SolidarietÀ

Sciopero porto di Genova, solidarietà dei portuali savonesi: “Siamo con voi”

"Troppo spesso i grandi gruppi armatoriali/terminalistici nella loro ricerca di fatturato provano a strumentalizzare lavoratori"

Genova. E’ cominciato alle 5.45 di stamani il presidio di tutti i varchi portuali in concomitanza con lo sciopero del porto di Genova, indetto da Filt Cgil, Fit Cisl e Uil trasporti dopo la lettera dei terminalisti.

Da Savona, arriva il pieno sostegno all’iniziativa da parte dei delegati della Culp (Compagnia Unica Lavoratori Portuali) “Pippo Rebagliati”: “Come normale – scrivono in una nota – ad azione corrisponde reazione, i delegati e i lavoratori della Culp ‘Pippo Rebagliati’ sostengono con forza i lavoratori del porto di Genova, in particolar modo i compagni della Culmv ‘Paride Batini’ bersagli di un’azione tesa ad infangarne gli sforzi e l’immagine”.

“Gli equilibri portuali consolidati nel tempo dalle lotte dei lavoratori dipendenti dei Terminal e delle Compagnie Portuali – scrivono – sono un’eredità che non possiamo permettere venga messa in discussione in quanto motore dell’attuale occupazione portuale e perno per l’equo rapporto tra sviluppo del settore e della categoria nel porto di Genova-Savona. Pertanto a sostegno del modello porto Genova-Savona, dei suoi equilibri negli scali e per i lavoratori Portuali tutti, il giorno 5 marzo condivideremo l’azione di lotta dei portuali genovesi”.

“Troppo spesso i grandi gruppi armatoriali/terminalistici nella loro ricerca di fatturato provano a strumentalizzare lavoratori e ‘mezze verità’ senza riconoscere che da quegli equilibri è costituito il primo ammortizzatore economico per le aziende durante i periodi di calo dei traffici e occupazionale a sostegno dei posti di lavoro dei dipendenti. All’arroganza economica dei grandi gruppi armatoriali/terminalistici opporremo la solidarietà tra lavoratori e la risposta collettiva ai tentativi di spezzare gli equilibri sociali nel più grande porto d’Italia. Con i lavoratori del Porto di Genova con Paride Batini” concludono.

Nel frattempo a Genova è iniziato lo sciopero: “Per adesso presidieremo tutti i varchi del porto per fare in modo che tutti i terminal possano partecipare allo sciopero” spiega il delegato della Filt Cgil Luigi Cianci.

“La situazione è paradossale – aggiunge riassumendo i fatti delle ultime settimane – la narrazione che viene proposta è l’esistente di una lettera in cui sostanzialmente le imprese del porto dichiarano che i lavoratori hanno estorto accordi a loro danno tramite l’autorità portuale e ora di questa lettera si nega di fatto l’esistenza”.

Proprio la negazione da parte di Confindustria dell’esistenza di questa lettera per i lavoratori la considerano “un’offesa all’intelligenza umana e ai lavoratori del porto”.

Nel merito “i contenuti mettono in discussione l’organizzazione del lavoro in porto e siccome noi sappiamo che in questi anni anche durante la pandemia le imprese hanno continuato a lavorare e a fare comunque i loro utili, quella lettera l’abbiamo ritenuta un’accusa infamante alla quale i lavoratori dovevano rispondere”.

“Gli accordi in porto rimangono – dice Gianluca Bugatto delegato Uiltrasporti – perché li abbiamo firmati ma il clima è cambiato visto che qualcuno ha pensato che si potessero rivedere e in assenza di una mediazione siamo stati costretti a scendere in piazza e bloccare il porto”.

Al momento i lavoratori restano in presidio a ponte Etiopia e agli altri varchi mentre dalle 8 sotto Confindustria è previsto un presidio indetto dall’Usb del porto a cui alle 9.30 si dovrebbero aggiungere anche gli iscritti a Cgil, Cisl e Uil. Al presidio a ponte Etiopia partecipa anche una folta delegazione di metalmeccanici della Fiom.

Lo sciopero nasce come risposta alla lettera consegnata a mano dal presidente dei terminalisti genovesi Beppe Costa al segretario generale dell’Autorità di sistema portuale di Genova, Savona e Vado ligure, in cui si diffida e mette in mora l’Autorità portuale per non avere vigilato sulle azioni della Culmv, comprese le richieste di adeguamenti tariffari erogate dalle aziende alla Compagnia dal 2013 ad oggi, circa 8 milioni che sono pronti a chiedere indietro come risarcimento danni. Da ricordare che proprio a gennaio i terminalisti hanno firmato l’ultimo accordo con la compagnia unica valido per l’anno in corso e nessuno poteva immaginare che nel giro di un mese quell’accordo potesse essere messo in discussione.

“Questo è uno sciopero per il rispetto – aveva detto ieri il segretario della Filt Cgil Enrico Poggi – dopo il fallimento dell’ultimo tentativo di mediazione nella riunione in autorità portuale – perché quella lettera non tocca solo la Culmv ma è sintomatica di un atteggiamento che mi fa pensare che i terminalisti firmano gli accordi e poi li disconoscano”. I sindacati hanno chiesto ai terminalisti di disconoscere formalmente quella lettera: “Gli abbiamo chiesto di scrivere un documento formale di scuse disconoscendo quella lettera – spiega Poggi – e loro ci hanno risposto che visto che quella lettera per loro non ha alcun valore non c’è bisogno di disconoscerla”.

Per il coordinatore regionale della Fit Cisl Massimo Rossi da questa situazione “Si esce con una tavolo permanente in autorità portuale per avere una discussione continua e costante su cosa potrà essere il futuro del porto di Genova”.