Savona, dubbi M5S: "Assessore con Covid in Comune?". La replica: "Assente dai primi sintomi, non sono un delinquente" - IVG.it
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Savona, dubbi M5S: “Assessore con Covid in Comune?”. La replica: “Assente dai primi sintomi, non sono un delinquente”

In una lettera tutti i sospetti del MoVimento, il diretto interessato però smentisce ogni possibile accusa

Savona. “Il focolaio di Covid-19 esploso in questi giorni in Comune desta sgomento e preoccupazione, anche a fronte dell’ipotetico coinvolgimento di un assessore della Sua giunta. Confidiamo nel Suo ruolo politico affinché inviti l’assessore coinvolto a garantire la massima trasparenza sul suo stato di salute, al fine di permettere un efficace ed efficiente tracciamento dei contatti”. Sono riassunti in queste poche righe tutti i dubbi del MoVimento 5 Stelle di Savona che, ieri sera, ha inviato al sindaco Ilaria Caprioglio una lettera chiedendo notizie sugli ultimi casi di Coronavirus in Comune ma soprattutto sulla condotta di uno degli assessori.

Da qualche giorno, infatti, si registrano tra i dipendenti comunali casi di positività al Covid-19. Al momento si parla di una dozzina di persone: nulla che possa impedire l’operatività dell’ente, ma chiaramente il livello di attenzione è alto. E se dal punto di vista sanitario si lavora secondo i protocolli stabiliti (tamponi, isolamenti e sanificazioni), sul piano politico a tenere banco nelle ultime ore è l’ipotetico coinvolgimento di un assessore, Pietro Santi. Il titolare della delega ai Lavori Pubblici, ossia proprio il settore più colpito dal contagio.

Tre doverose premesse. La prima: Santi ha mostrato effettivamente (e non ne fa mistero) alcuni sintomi influenzali quasi due settimane fa, e da allora si è isolato nella propria abitazione. La seconda: non è dato sapere se l’assessore sia davvero positivo o no al Covid-19. Gli unici ad avere con certezza questa informazione, oltre al diretto interessato, sono coloro che hanno accesso all’elenco che Alisa trasmette ai Comuni per le attività legate alla quarantena: il sindaco (in quanto autorità sanitaria), un delegato del settore Lavori Pubblici e uno della polizia locale (per ragioni pratiche). Tutti tenuti, per ovvi motivi di privacy, al segreto. La terza premessa, fondamentale: se anche Santi oggi fosse positivo al Covid, si tratterebbe di un dato privato che non deve interessare l’opinione pubblica (e poi non sarebbe una notizia: non sarebbe certo l’unico malato in città).

Il punto della discussione politica, infatti, risiede altrove: secondo le voci rimbalzate in modo incontrollato negli ultimi giorni, il sospetto di alcuni è che l’assessore possa essersi recato in Comune a lavorare quando già presentava i sintomi. Il che, questo sì, prefigurerebbe una notizia, se non altro per la scarsa “responsabilità” di un simile comportamento. E per la sussistenza di un possibile reato di epidemia colposa (per il quale non è realmente importante che i dipendenti attualmente positivi ai Lavori Pubblici siano stati contagiati da lui, è sufficiente aver fatto correre loro il rischio).

Un dubbio su cui il MoVimento 5 Stelle sta lavorando. Per ora con una lettera al sindaco in cui viene chiesta trasparenza: “Sarebbe grave che titolari di incarichi politici si presentassero in Comune in presenza di sintomi riconducibili al Covid – scrivono i consiglieri comunali pentastellati – La forte raccomandazione, da parte di tutte le autorità sanitarie e organizzazioni internazionali, è di non uscire di casa in presenza di febbre. Se tale comportamento fosse effettivamente stato messo in atto, significherebbe aver messo a repentaglio la salute di tutti, comportamento ancor più grave se messo in atto con negligenza e imprudenza da titolari di incarichi politici, senza dimenticare che tali condotte avrebbero potenziali risvolti penali in carico ai responsabili“.

Da qui la richiesta a Caprioglio di intervenire: “Sappiamo benissimo che giuridicamente i margini di intervento sono limitati – scrivono gli esponenti del M5S – ma di fronte a una tale situazione è doveroso da parte di ognuno di noi essere trasparenti con i savonesi e con il personale dipendente, come già fatto da Lei personalmente, pertanto ogni assessore, e, ovviamente, ogni consigliere comunale, in virtù dell’incarico politico dovrebbe autonomamente e pubblicamente ‘denunciarsi’ e isolarsi di fronte a situazioni del genere. Facendo leva quindi sul Suo ruolo politico, auspichiamo un lavoro di moral suasion nei confronti della Sua giunta, affinché vi sia la massima trasparenza sullo stato di positività o meno al Covid degli assessori eventualmente coinvolti nella catena di contagio, in modo da permettere un efficace tracciamento dei contatti“.

Il diretto interessato, dal canto suo, nega ogni comportamento scorretto. “Giovedì 11 marzo, intorno alle 10.30 del mattino, ho iniziato a sentire brividi di freddo e qualche sintomo influenzale – racconta – quindi ho chiuso l’ufficio e sono andato a casa. Da allora non mi sono più recato in Comune“. Una versione che cozza contro quella di alcuni dipendenti, pronti a giurare di aver visto Santi in municipio anche il giorno dopo e il lunedì seguente. “Non è vero – garantisce Santi – venerdì avrei avuto un incontro con il collega Massimo Arecco al quale però non sono andato. Io non sono più entrato in ufficio da quel giovedì e ho persone che possono testimoniarlo. E voglio che sia chiaro: se uno va in ufficio pur sapendo di avere i sintomi è un delinquente“.

Una puntualizzazione che si somma a quelle arrivate nei giorni scorsi: Santi ha riferito di aver fatto privatamente due tamponi, risultati entrambi negativi. E ha già un appuntamento per lunedì presso la Asl per un nuovo tampone. “Ho solo avuto una brutta influenza – chiarisce – e resterò a casa ancora qualche giorno per rimettermi del tutto. Se il tampone lunedì sarà negativo uscirò. In ogni caso, le mie condizioni di salute attuali sono un fatto assolutamente privato, sul quale non sono tenuto a dare spiegazioni. Se sono in quarantena? No“.

La quarantena è un dettaglio chiave, perché l’esistenza o meno di un simile provvedimento confermerebbe o smentirebbe la versione di Santi (e di conseguenza sosterrebbe o no i dubbi sul suo operato). Per onestà di cronaca dobbiamo riferire di aver tentato inutilmente di incontrare l’assessore all’aperto: dopo un iniziale assenso, in seguito ha preferito rinviare l’intervista dal vivo alla prossima settimana.

E in Comune oggi si è sparsa una nuova voce: che l’assessore avrebbe respinto la consegna dei bidoni per la spazzatura riservati a chi è in isolamento. Lui non conferma né smentisce: “Sono affari personali – ribadisce – e francamente questa vicenda mi ha stufato. Sono sinceramente meravigliato da tutte queste polemiche, il mio comportamento è stato assolutamente corretto. E voglio che sia chiaro che, per la norma sulla privacy, non sono tenuto a dare notizie sulla mia salute. E tantomeno permetterò a qualcuno di indagare su questo. Quello che conta è che io mi sia assentato correttamente a partire dai primi sintomi: il resto sono solo polemiche sterili, sulle quali vedrà il mio avvocato se prendere provvedimenti“.

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