Sanzioni ai locali, la Taberna del Foro rilancia: "Basta accanimento e applicazioni discutibili dei decreti" - IVG.it
Protesta e sfogo

Sanzioni ai locali, la Taberna del Foro rilancia: “Basta accanimento e applicazioni discutibili dei decreti”

Uno dei soci da Albenga a Roma in bicicletta: incontro con l'assessore Berrino

Albenga. Dopo il clamore dei giorni scorsi e le tante polemiche che ha sollevato la provocazione di voler migrare nella vicina Alassio per fare impresa, la Taberna del Foro ancora alla ribalta per una nuova iniziativa di protesta in merito alle restrizioni Covid.

Uno dei soci del noto locale ingauno in piazza delle Erbe, Marco, partirà in bicicletta da Albenga per recarsi a Genova presso la Regione Liguria dove incontrerà, alle ore 13.00, l’assessore Gianni Berrino per consegnare un documento, il quale sarà fornito anche al gruppo di Fratelli d’Italia presso la Camera dei deputati: “Da Albenga a Roma in bicicletta, non un atto di mero esibizionismo ma un azione volta a dimostrare che la fatica dei commercianti di Albenga, della Liguria, d’Italia tutta è pronta a mettersi in moto, ma non con questi presupposti legislativi e questi metodi, guidati, a nostro parere, non dal buon senso e da un rispetto normativo non corretto”.

“La Taberna del Foro è un locale che insiste nel territorio di Albenga, nel centro storico, un locale che ha dato casa e luogo a numerosissimi giovani che hanno trovato da noi, come in altre zone del centro storico, dimora per socializzare, discutere, confrontarsi, insomma per vivere. Particolare è il fatto che il nostro luogo, fino a pochi anni fa, non era frequentato dalla gioventù locale, che preferiva riunirsi presso altre realtà, altre zone limitrofe. Parliamo della nostra realtà ma il discorso è generale e comprende tutte le realtà commerciali che accolgono residenti e non, ragazzi ed adulti, che ad oggi, con queste restrizioni e con l’applicazione dei decreti a sostegno delle stesse, stanno trovando la morte economica” afferma il titolare Bruno Robello De Filippis.

“In questi giorni la polizia locale, su giusto input da parte della Prefettura volto a far rispettare le disposizioni anti-Covid in vigore, ha sanzionato molte attività commerciali, alcune sanzionate più volte, con un danno economico incalcolabile”.

“Rispettare le regole, certo, ma è qui che a nostro avviso si trova una insanabile incongruenza” aggiunge.

“Noi, come tanti altri, siamo stati sanzionati con verbale accertante la violazione del D.P.C.M di cui sopra all’art 37. C.1: “poiché, consentiva la consumazione dei prodotti somministrati, nelle immediate vicinanze del locale”, nello specifico, “consentiva la consumazione dei prodotti somministrati all’ingresso del locale”.

“Ora, a parte la contestazione che verrà posta in essere tramite ricorso, è la poca chiarezza dell’articolo in questione che preoccupa e l’applicazione del medesimo che appare non consono. E’ chiaro che chi, per cercare di sopravvivere ai debiti, compie attività di asporto, avrà clienti che devono approcciare nelle immediate vicinanze del locale per ordinare, aspettare il servizio di somministrazione, pagare ed eventualmente attendere il resto, per poi andare via. Credo che sfugga a chi deve far rispettare il decreto il fatto che la finalità del medesimo sia quella di evitare assembramenti e nel nostro caso, come in quello di tanti altri, di assembramenti non vi era neanche l’ombra”.

E ancora: “Con questo modus operandi tutti i locali che danno questo servizio ad Albenga, in Liguria, in Italia, sono potenzialmente punibili e chi viene punito si sente perseguitato, perché altri non sono stati visitati dalla polizia locale e quindi graziati, per non parlare di gruppi di soggetti dediti alla microcriminalità (extracomunitari e non) che indisturbati si assembrano senza subire controlli o semplicemente delle code che, inevitabili, si vanno a formare davanti ai negozi”.

“Noi, vista la grande affluenza di giovani durante il periodo di zona gialla, sappiamo bene cosa voglia dire assembramento, ma, nonostante le iniziative proposte al Comune, a nostre spese, per porre rimedio, non abbiamo visto e notato la collaborazione sufficiente e necessaria. Subire poi una sanzione in zona arancione con quattro persone distanziate che chiedevano i nostri servizi, sa di beffa non superabile, e questo riteniamo sia lo stato d’ animo di tanti commercianti, sfiniti, frustrati, allo stremo delle forze. Siamo all’ultimo confine della debolezza fisica e mentale”.

“Chiediamo quindi che il nostro sfogo, dovuto non solo ai dettami poco chiari del decreto ma anche alla sua applicazione ed interpretazione, sia spunto di riflessione costruttivo, magari con la definizione di una linea guida intelligente, sottolineando che senza l’aiuto dello Stato, anche nelle sue forme più capillari, sarà la fine totale” conclude.

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