Calcio

Ripresa Eccellenza, il Comitato ha scritto a FIGC e LND: “Stop ipotesi scellerata”

Lo speciale del Ct Vaniglia

Questo venerdì entrante in programma nel Consiglio Federale della FIGC, tra i temi del giorno, figura la ripresa del massimo campionato dilettantistico regionale. Dopo l’ok del CONI che ha elevato tale competizione per la stagione in corso tra quelle di interesse nazionale, ora la palla passa a LND e FIGC che dovranno trovare un’intesa su alcuni punti fondamentali per garantire la ripresa delle attività o dare lo stop definitivo, poi nei prossimi mesi ci sarà inevitabilmente il faccia a faccia per discutere sulla riforma che dovrà condurre lo sport dilettantistico nell’attuazione della Riforma dello Sport nei prossimi anni. Vi sono parecchi nodi, riserve e preoccupazioni da sciogliere. A tale proposito è stato istituito un Comitato ad hoc per far sì che l’Eccellenza possa ripartire, il nome è emblematico in tal senso: “L’Eccellenza Deve Ripartire”.

Ad oggi c’è grande preoccupazione e agitazione dopo le parole del numero uno della FIGC, che non ha escluso lo stop definitivo. Più di 500 tra rappresentanti dei dilettanti, atleti e lavoratori sportivi, parliamo di qualcosa come 100 ASD e SSD, hanno firmato un appello ai vertici della LND e della FIGC chiedendo con forza il rispetto della propria professione, quest’ultima parola oggi assume un significato tutto nuovo proprio alla luce della recente riforma dello sport. Uno dei punti chiave della richiesta riguarda, secondo tali rappresentanti, la battaglia politica tra le due componenti che starebbe minando il futuro del movimento dilettantistico. Tirate in ballo anche AIC e AIAC, che secondo il Comitato per la ripresa hanno il dovere di tutelare le quasi 500 squadre e i 15mila addetti ai lavori impegnati in tutta Italia nel campionato d’Eccellenza. Altro punto chiave l’assenza di ristori da dicembre per suddette figure, con la rabbia e la delusione che crescono giorno dopo giorno con l’avvicinarsi della deadline del 5 marzo.

Ecco per intero l’appello del Comitato:
Illustrissimi, Chiediamo che venga letto ed esaminato il presente documento nel corso della riunione del Consiglio FIGC del 5 marzo 2021 e ringraziamo per l’attenzione. Siete chiamati a prendere una decisione definitiva per la ripresa o per la fine di questa stagione dei campionati di Eccellenza ma che per noi, calciatori, allenatori, addetti ai lavori, dirigenti, presidenti, rappresentanti e appassionati del mondo del calcio dilettantistico vale molto di più perché coinvolge le nostre vite, il nostro lavoro e la nostra dignità. Nei giorni scorsi, con il riconoscimento dei campionati di Eccellenza come d’interesse nazionale, si è riaccesa, inevitabilmente, la speranza di una ripresa, che sappiamo dovrà avvenire in piena sicurezza e secondo i protocolli vigenti in materia sanitaria e per la prevenzione al Covid. Da qui, si è sviluppato un vero e proprio movimento sui social che ha avuto una risonanza mediatica importante, che mira al prosieguo del campionato.

Attraverso un confronto quotidiano sulle problematiche e le possibili modalità di ripresa, abbiamo stilato un documento che vorremmo illustrare agli organi preposti per arrivare al più presto ad una risoluzione della questione, che ci auguriamo, possa protendere verso la continuazione della stagione in corso. L’Eccellenza deve ripartire innanzitutto perché è un settore che dà lavoro a migliaia di persone: calciatori, allenatori, istruttori, tecnici, magazzinieri, addetti alla manutenzione delle strutture sportive, addetti alla comunicazione. I ristori, bloccati al mese di dicembre, non sono sufficienti, ed in questo momento sono fondamentali finché non si tornerà alle attività sportive. Una situazione transitoria perché l’obiettivo è quello di restituire dignità lavorativa e personale contribuendo allo sviluppo dello sport. I campi di calcio, in questo caso di Eccellenza, non sono di certo più pericolosi di campi di altre serie e soprattutto di altre situazioni quotidiane, dove il controllo sugli assembramenti è quasi inesistente. Anzi, rispettando un protocollo, cosa che le società hanno sempre richiesto con forza, si ha la possibilità di controllare maggiormente la situazione e di operare in sicurezza. Inoltre, anche a livello sociale, è più sicuro che gli atleti siano impegnati sui campi, controllati con tamponi ogni settimana, piuttosto che lasciati in giro per le città.

Le società di Eccellenza hanno già sostenuto ingenti investimenti per la stagione 2020-2021, per pagare il fitto dei campi, per l’abbigliamento tecnico, per l’iscrizione e i tesseramenti, per gli anticipi corrisposti ai fornitori e ai collaboratori. Investimenti che, senza ripresa, saranno inevitabilmente persi e potrebbero mettere in seria difficoltà parecchie società di calcio, che potrebbero decidere di abbandonare per sempre. Sono oltre quattro mesi che siamo fermi ed in tutto questo tempo nessuno si è preoccupato di noi, i danni economici ma anche psicologici di questa situazione sono pesantissimi. Questo modo di fare è irriguardoso nei nostri confronti. Dapprima un immobilismo inaccettabile, poi una lentezza straziante degli organi preposti, ora è tempo di avere risposte per il futuro. Non siamo diversi dalla serie D, siamo la quinta serie del calcio italiano e meritiamo rispetto e sicuramente più considerazione. E ci lascia ancor di più amareggiati apprendere che le competizioni di calcio degli enti di promozione sportiva stanno ripartendo. Questo è un danno anche per la stessa FIGC, sia economico che di immagine. Si percepisce che un nodo importante da sciogliere è quello relativo alla copertura economica dei costi della sicurezza. Basta una compartecipazione da parte della FIGC e della LND, un piccolo sforzo.

Ma se non si dovesse pervenire ad ottenere un contributo da parte delle istituzioni, se il problema sono i costi da sostenere per il rispetto dei protocolli sanitari, quantificabili in circa 4/5 mila euro a società, siamo disposti a sostenerli direttamente noi. In questa sede, con la decisione che vi apprestate a prendere, avete il dovere di considerare tutto quanto esposto e di tutelare circa 15 mila addetti, dal punto di vista sanitario e dal punto di vista socio-lavorativo. Dovete, inoltre, assumere le responsabilità delle vostre funzioni, e nella sciagurata ipotesi di chiusura dei campionati di Eccellenza, dovete essere pronti a restituire tutte le spese già sborsate dalle asd/ssd e soprattutto chinare il capo per una delle più grosse sconfitte delle istituzioni che rappresentate che riduce ai minimi termini la reputazione e la fiducia dei sottoscrittori del presente documento e di altre decine di migliaia di sportivi. In attesa di un positivo e pronto riscontro, rivolgiamo i più cordiali saluti.

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