Inchiesta

Rifiuti, Busca: “Io vittima di estorsione”. La Procura indaga su Massimo Zunino e Flavio Raimondo

Secondo Busca Raimondo avrebbe chiesto del denaro per permettere di conferire rifiuti a Bossarino, e parte di quei soldi sarebbero finiti a Zunino

Savona. Massimo Zunino, attuale presidente di Sat ed ex parlamentare Pd per tre legislature (dal 2001 al 2013), e Flavio Raimondo, amministratore delegato di Green Up e direttore generale di EcoSavona. Sono le due figure di vertice nel mondo dei rifiuti su cui si concentrano le indagini della Procura di Savona: a tirarli in ballo un memoriale di Claudio Busca, titolare di Fg Riciclaggi e vice presidente (sospeso) dell’Unione Industriali savonese.

Busca, arrestato nel 2018 nell’ambito di una inchiesta sulla sua azienda (è accusato di reati fiscali), nel 2019 ha redatto un memoriale nel quale, tra le altre cose, riferiva di presunti tentativi di estorsione da parte di Raimondo: secondo Busca il direttore di EcoSavona avrebbe chiesto del denaro per permettergli di conferire i rifiuti nelle discariche di Bossarino e Boccaccio. E sempre stando alle accuse di Busca, ancora tutte da verificare, Zunino avrebbe avuto un ruolo attivo: non avrebbe materialmente taglieggiato Fg Riciclaggi ma sarebbe stato comunque destinatario di una parte del denaro.

Su quelle accuse la Procura ha deciso di aprire un fascicolo e, dopo due anni di intercettazioni telefoniche, è arrivata l’iscrizione dei due manager nel registro degli indagati. Raimondo è già stato sentito dal sostituto procuratore Massimiliano Bolla nei giorni scorsi, e ha negato ogni accusa. Così come Zunino (per il quale l’ipotesi di reato sarebbe quella di ricettazione).

Sul caso sta indagando la Guardia di Finanza di Cairo Montenotte. Tutta la vicenda, in ogni caso, è ancora nelle fasi preliminari e va ancora collocata nel campo delle ipotesi: la Procura lavora per stabilire se le accuse di Busca abbiano o meno un fondamento di realtà. Decisive, in questo senso, potrebbero essere proprio le intercettazioni: in quelle righe potrebbero trovarsi le ragioni che hanno convinto la Procura a procedere dopo due anni di indagini.