Quarta edizione dell'Ecoforum Liguria, Legambiente: "Mancano impianti per la chiusura del ciclo dei rifiuti" - IVG.it
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Quarta edizione dell’Ecoforum Liguria, Legambiente: “Mancano impianti per la chiusura del ciclo dei rifiuti”

Liguria peggior regione del nord: Savona seconda provincia e Rialto miglior comune

Provincia. Si è svolta questa mattina in streaming la quarta edizione dell’Ecorofurum Liguria che ogni anno analizza attraverso il Dossier Rifiuti l’andamento della raccolta differenziata e la filiera dei rifiuti in Liguria. Sono intervenuti insieme a Santo Grammatico e Federico Borromeo, rispettivamente Presidente e Direttore Legambiente Liguria: l’Assessore all’Ambiente della Regione Liguria Giacomo Raul Giampedrone, Cecilia Brescianini e Andrea Baroni di Regione Liguria, Laura Brambilla, Responsabile Nazionale Comuni Ricicloni, Maurizio Salvo, del CONAI, Enzo Scalia, Direttore Relife Group, Lorenzo Barucca, Responsabile Economia Civile di Legambiente che ha presentato il progetto ECCO. Dopo le conclusioni del Presidente Nazionale Legambiente Stefano Ciafani c’è stata la Premiazione dei comuni Rifiuti Free.

Per quanto riguarda la raccolta differenziata nel 2019 la Liguria ha raggiunto e superato (con il 53,4%, +3,8% rispetto al 2018) il valore del 50% che avrebbe dovuto raggiungere nel 2009: è tra le peggiori regioni del nord Italia, fanno peggio di noi solo Lazio, Molise Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

E’ quanto emerge dai dati raccolti da Legambiente Liguria nel dossier del 2020. “Il dato regionale è affossato dalla città di Genova che non riesce a far decollare la propria raccolta differenziata e invia ancora larga parta dei rifiuti prodotti fuori regione con un forte incremento dei costi della gestione a carico dei cittadini – spiega Santo Grammatico, Presidente di Legambiente Liguria. Le cause di questo risultato sono da addebitare a quei 34 comuni (concentrati nell’entroterra della provincia di Imperia e Genova) che ancora non hanno attivato una seria politica di gestione dei rifiuti sul territorio e restano sotto il valore del 35%”.

Infatti, a Genova il livello di racconta differenziata si attesta intorno al 35,5%. Savona si attesta intorno al 43,8%. Invece risultati notevolmente migliori per Imperia (66,9%) e La Spezia (74,9%).  Per quanto riguarda le province, La Spezia si trova sempre al primo posto con il 73,9%, seguita da Savona con il 61,5 e Imperia e Genova rispettivamente con 54,4% e 44,6%. Per quanto riguarda la provincia di Savonastazionaria la performance che registra il 61,5% di raccolta differenziata (solo 1,5% in più rispetto il 2018. Su 69 comuni 21 sono rifiuti free, 55 superano il 65% di raccolta differenziata e 3 non raggiungono il 35%. Rialto si conferma il comune più virtuoso 90,4% a seguire Garlenda 86,2% e Vendone 85,1%.

Complessivamente in Liguria, il numero dei comuni rifiuti free (che raggiungo il 65% e hanno un procapite di secco residuo inferiore ai 75 kg per abitante all’anno) tra il 2018 e il 2019 resta sostanzialmente invariato (da 26 a 27), di conforto risultano i dati dei comuni costieri considerato che, quando ancora in era pre covid subivano una forte pressione antropica nei mesi estivi, due comuni su tre sono diventati Comuni Ricicloni (superano il 65%). Tra le migliori prestazioni che sono emerse in un solo anno (confronto tra i dati 2018 e 2019) ricordiamo i comuni di Campomorone (+49,5%), Ceranesi (+48,8%), Mignanego (+45,0%), in provincia di Genova e Osiglia (+42,7%) in provincia di Savona.

“A fronte dei dati riportati nel Dossier – spiega Federico Borromeo, Direttore di Legambiente Liguria – la questione più urgente resta la mancanza di impianti per la chiusura del ciclo dei rifiuti che consentirebbero di avviare una seria ed efficace economia circolare dei materiali post consumo permettendo alla nostra regione di qualificarsi in termini ambientali. Per questo è necessario sviluppare impianti di biodigestione per il trattamento della frazione organica con produzione di biogas, individuando le opportune aree in provincia di Imperia, nella provincia della Spezia, a Genova e nel Tigullio”.

“Per quanto riguarda Genova – conclude Borromeo -, la costruzione di un impianto per il trattamento meccanico biologico dei rifiuti prodotti nel capoluogo non sarà sufficiente da solo a raggiungere quell’obiettivo se a quella soluzione impiantistica non sarà affiancato un biodigestore per il trattamento della frazione umida”.

Legambiente Liguria è al lavoro per organizzare la stagione autunnale dell’Ecoforum 2021, considerate anche le novità amministrative e gestionali che interesseranno il ciclo dei rifiuti sui territori e le innegabili difficoltà collegate alla convivenza con il Covid, che ha portato a cambiare stili di vita e modalità dei consumi che si riflettono sulla gestione dei rifiuti.

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