Spese pazze, colpo di scena: condannati in primo grado i savonesi Bruzzone, Barbero e Marcenaro - IVG.it
Sentenza

Spese pazze, colpo di scena: condannati in primo grado i savonesi Bruzzone, Barbero e Marcenaro

Imputati nella seconda tranche del processo insieme ad altri ex consiglieri, tutti condannati

Regione. Colpo di scena nella seconda tranche del processo sulle “spese pazze” in Regione Liguria tra il 2008 e il 2010. Dopo l’assoluzione in appello di Edoardo Rixi e altri 18 ex consiglieri imputati per falso e calunnia oggi è arrivata la condanna in primo grado per altri 9 colleghi tra cui i senatori Sandro Biasotti (entrato in Forza Italia, oggi aderente a Cambiamo! del governatore Giovanni Toti) e Francesco Bruzzone, veterano della Lega in Liguria.

Gli altri imputati sono Nicola Abbundo, Angelo Barbero, Fabio Broglia, Giovanni Macchiavello, Matteo Marcenaro (centrodestra), Carmen Patrizia Muratore, Tirreno Bianchi (centrosinistra). Per tutti loro il giudice del tribunale di Genova ha comminato pene comprese tra i 2 anni e 2 mesi e i 4 anni e 4 mesi.

Una sentenza attesa dai legali dei politici coinvolti, perché giunge sulla falsariga della condanna in primo grado per Rixi e gli altri che sono stati poi assolti con formula piena “perché il fatto non sussiste” dalla Corte d’Appello. Ma proprio alla luce di quella sentenza, che ha ribaltato completamente il risultato, una delle ipotesi era che i giudici aspettassero il deposito delle motivazioni. Ma così non è stato.

Scontato, a questo punto, il ricorso in appello dove gli avvocati tenteranno di far valere le stesse motivazioni che hanno portato all’assoluzione nell’altra tranche del filone giudiziario.

“Con stupore apprendo che vengo condannato in primo grado dal tribunale di Genova, dopo che solo sei giorni fa la Corte d’Appello, sempre di Genova, ha assolto tutti i miei colleghi consiglieri regionali (condannati in primo grado) per lo stesso identico fatto – ha commentato Sandro Biasotti in una nota -. Sarebbe stato almeno opportuno attendere le motivazioni di assoluzione della Corte d’appello, ma la voglia di condanna ha prevalso. La mia accusa si riferisce al 2008 (13 anni fa) per 11mila euro che ho dettagliatamente dimostrato spese legittime e approvate dalla stessa Regione. Sono stato governatore della Regione Liguria dal 2000 al 2005 e alla Regione ho solo portato tante risorse e iniziative senza mai essere minimamente messo in discussione. Sono proprio rammaricato da questa giustizia. Certamente faremo appello per dimostrare la mia completa onestà”.

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