Percepiva aiuti e reddito di cittadinanza ma viveva all'estero: multa da 30 mila euro - IVG.it
Furbetto

Percepiva aiuti e reddito di cittadinanza ma viveva all’estero: multa da 30 mila euro

Dopo aver acquisito la cittadinanza italiana ha chiesto le agevolazioni economiche e poi è tornato nel proprio paese

Ceriale. Una volta ricevuta la cittadinanza italiana ha chiesto una sere di agevolazioni economiche, come buoni spesa o reddito di cittadinanza. Peccato che, in realtà, non vivesse più Ceriale, ma si fosse stabilmente trasferito all’estero. E’ quanto scoperto dalla polizia di Stato di Alassio.

Il tutto nasce casualmente dalla richiesta del rilascio del passaporto per le due figlie minori, presso il commissariato; gli operatori si sono insospettiti perché le due bimbe, di 9 e 11 anni, sebbene nate in Italia ed in età scolare, non parlavano né sembravano comprendere la lingua italiana, e non erano in grado di rispondere alle più elementari domande che gli venivano rivolte dai poliziotti, come nome cognome, data di nascita.

Da questo episodio sono iniziati una serie di accertamenti incrociati presso il Comune di Ceriale, l’Inps e gli Istituti comprensivi di zona: i controlli hanno permesso di accertare che il nucleo familiare, composto da marito, moglie e tre figli, non era più residente a Ceriale, come invece dichiarato nelle varie autocertificazioni presentate, e le figlie non risultavano iscritte in nessuna scuola della zona. Queste risultanze, in aggiunta al fatto che la famiglia risulta irreperibile sul territorio nazionale dallo scorso anno, hanno portato gli inquirenti a presupporre che gli stessi vivessero stabilmente all’estero, molto probabilmente in Marocco, loro paese d’origine.

Inoltre, le indagini permettevano di accertare che l’uomo, S.A., percepiva il reddito di cittadinanza e gli aiuti economici elargiti dal Comune di Ceriale riservati alle famiglie più indigenti, oltre ai buoni spesa rilasciati sempre dal medesimo Comune in seguito alla crisi causata dall’emergenza Covid-19, per un importo pari a 350 euro, nel corso dello scorso anno in piena pandemia.

Attualmente, l’inchiesta ha portato allo stop dell’indebita percezione di denari da parte di S.A. che è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Savona unitamente alla moglie per false dichiarazioni e per aver indebitamente percepito il reddito di cittadinanza. Inoltre la legge prevede che nei casi in cui la somma percepita non superi i 4 mila euro annui, vi sia una sanzione amministrativa, in luogo della denuncia penale: sanzione che nel caso in esame ha portato all’emissione di un verbale da poco meno di 30 mila euro.

“Il caso in esame – fanno sapere dal commissariato – ha portato alla luce un modus operandi sempre più diffuso tra i cittadini stranieri che, evidentemente sfruttando un vuoto normativo, dopo aver acquisito la cittadinanza italiana richiedono una serie di agevolazioni economiche di cui in seguito godono facendo ritorno nel proprio paese d’origine, dove il costo della vita è inferiore”.

I poliziotti del Commissariato di Alassio, coordinati dal Vice Questore Gilda Pirré, stanno effettuando accertamenti su altre pratiche considerate “sospette”.

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