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Pagamenti delle imprese nell’era Covid, il savonese al 56° posto in Italia

Ecco lo studio di Cribis, in forte crescita i pagamenti oltre i trenta giorni

Liguria. In base allo Studio Pagamenti di Cribis (società nei servizi per la gestione del credito commerciale e lo sviluppo del business in Italia e all’estero) aggiornato al 31 dicembre 2020, la Liguria, con il 29,9% di imprese che pagano alla scadenza i propri fornitori, è all’11° posto della classifica italiana.

Aumentano i ritardi gravi: nel 2019 le imprese che effettuavano i pagamenti con ritardi superiori ai 30 giorni erano il 9,8%, nel 2020 sono passate al 12,6%, con una variazione di poco inferiore al 30% (28,6%).

Fra le 15 province italiane le cui imprese hanno fatto segnare, rispetto al 2019, un peggioramento fra il 40 e il 60% nei pagamenti oltre i 30 giorni, c’è Imperia (+48,4%), che però è la migliore fra le liguri (45° posizione), seguita da Savona (56°), Genova (57°) e La Spezia (69). Rispetto al 2019, tutte perdono posizioni: Imperia è fra le province italiane che ne perdono di più (9), mentre La Spezia ne perde 4, Savona 3 e Genova 1.

Nel 2020 l’emergenza Covid-19 ha fatto impennare i ritardi gravi (oltre 30 giorni) nei pagamenti da parte delle imprese soprattutto in Valle d’Aosta (+41,5%), Friuli – Venezia Giulia (+40,3%), Veneto (+35,8%), Piemonte (+30,9%) e Lombardia (+30,3%). È quanto emerge dallo Studio Pagamenti, aggiornato al 31 dicembre 2020, realizzato da CRIBIS, società del gruppo CRIF specializzata nella business information. A livello provinciale le ripercussioni più pesanti sui tempi di pagamento delle aziende si sono registrati, nell’ordine, a Lodi (+64,3%), Belluno (+54,2%), Asti (+53,8%) e Pordenone (+50%).

Lo scorso anno il numero di aziende italiane che pagano i propri fornitori con oltre 30 giorni di ritardo ha raggiunto il 12,8%, un dato superiore del 21,9% rispetto al 2019 e più che raddoppiato rispetto a dieci anni fa (5,5% nel 2010). Tuttavia, le imprese che, nel nostro Paese, pagano alla scadenza sono aumentate del 2,9%, passando dal 34,7% del 2019 al 35,7% dello scorso anno.

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