Nuovo decreto, le ipotesi sul tavolo del governo: vaccino obbligatorio per i sanitari e stipendio sospeso a chi rifiuta - IVG.it
Provvedimenti

Nuovo decreto, le ipotesi sul tavolo del governo: vaccino obbligatorio per i sanitari e stipendio sospeso a chi rifiuta

Il nuovo decreto Draghi potrebbe arrivare in giornata con la rimodulazione delle restrizioni per scuole e ristorazione

Liguria. Non solo medici o infermieri, ma anche operatori sociosanitari, dipendenti di Rsa e studi privati: in queste ore si sta discutendo della possibile introduzione dell’obbligo di vaccinazione a tutto il personale che lavora in strutture sanitarie; e per chi rifiutasse, potrebbe scattare la sospensione dello stipendio.

Questi sono i provvedimenti in queste ore sui tavoli del governo, che dovrebbero essere definiti in giornata per entrare nel prossimo decreto, che potrebbe già essere varato oggi per entrare in vigore il prossimo 7 aprile e restare valido fino al 20.

Nel decreto si predisporranno gli scenari per il prossimo mese, con la probabile conferma del “tutto arancione, se non rosso” fino a maggio, anche se con una possibilità di verifica a metà mese per forse introdurre restrizioni meno pressanti, quasi da “zona gialla”, come richiesto dalla corrente “riaperturista” dell’esecutivo.  Ci dovrebbe essere inoltre il ritorno sui banchi per tutti gli alunni fino alla prima media nelle zone rosse e fino alla terza media in zona arancione, cosa che avverrà già dal 7 aprile. In zona arancione lezioni presenza anche alle superiori, ma solo al 50%. Inoltre, il Governo vuole vietare alle singole Regioni di emettere ordinanze che chiudano autonomamente classi sotto alla prima media.

Ma da punto di vista dell’opinione pubblica è il tema dell’obbligo vaccinale a tener banco: secondo le prime indiscrezioni il governo si appresterebbe a porre l’obbligo – come richiesto anche da alcune regioni – di vaccinare il personale sanitario a contatto con i pazienti: non solo medici e infermieri, ma tutto il personale, pubblico e privato. Un obbligo rafforzato dal fatto che, per chi si rifiuterà, dovrebbe scattare la sospensione dello stipendio per un tempo congruo all’andamento della pandemia. In caso di vaccinazione di massa e calo della diffusione del virus la “sanzione” sarebbe revocata. Insieme a questo si pensa ad uno scudo penale per chi materialmente inocula i vaccini, manlevandoli da ogni responsabilità.

Tiepida la reazione a queste indiscrezioni da parte del sindacato degli infermieri NursingUp, che ricorda come la stragrande maggioranza dei lavoratori sanitari è già vaccinata: “I dati indicati dalla Presidente FNOPI ci confortano e sostengono la nostra tesi: la legge che obbligherà gli operatori sanitari a vaccinarsi non deve essere considerata certo un tabù, soprattutto a questo punto dell’emergenza e con la quasi totalità degli infermieri pubblici già vaccinati, ma diciamo basta con la caccia alle streghe

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