Riflessioni

Nascere a Pietra: “Il punto nascite chiuso è un rischio anche per le donne vittime di violenza sessuale”

"Ginecologi disponibili solo in certi orari e la chiamata per reperibilità è prevista solo per pazienti gravi"

Pietra Ligure. “In occasione della ricorrenza della Giornata internazionale dei diritti della donna, ci chiediamo quanto la chiusura del punto nascite e del pronto soccorso ostetrico del Santa Corona sia una scelta a favore delle donne. Se una donna vittima di violenza sessuale si recasse presso l’ospedale pietrese, ormai privo del reparto nascite e quindi della presenza costante di medici ginecologi, potrebbe subire un disservizio oggi?”.

E’ questa la domanda che si pone il gruppo “Nascere a Pietra” che da mesi combatte per la riapertura del punto nascite, evidenziando tutti i problemi che la sua chiusura può causare.

“Attualmente la figura del medico ginecologo sarebbe presente solo la mattina dal lunedì al venerdì, mentre per gli altri orari ci sarebbe la reperibilità – spiegano – La chiamata per reperibilità, però, secondo quanto si legge nelle indicazioni della Regione, interverrebbe solo per pazienti in gravidanza affette da trauma o da patologia medica grave. Ciò mette in discussione la certezza di attivare la chiamata in reperibilità del ginecologo per tutti i casi che non rientrano nelle grandi emergenze. Quindi una donna non gravida, ma vittima di violenza, se non classificata come ‘grave patologia’, potrebbe non provocare la chiamata in reperibilità del medico”.

“Chiudere reparti così importanti all’interno di un Dipartimento di Emergenza e Accettazione di secondo livello, cioè un servizio che ricopre casi di emergenza da Ventimiglia a Varazze, pare un vero e proprio “schiaffo alle donne’” sottolineano.

“Nel pronto soccorso ostetrico – proseguono – esiste il ”codice rosa”, per i casi in cui la donna è stata oggetto di violenza sessuale. Si tratta di un percorso sanitario assistito di una vittima adulta o minore che ha subito abuso sessuale e/o maltrattamento, attraverso l’attivazione tempestiva e pianificata di un progetto individuale di intervento d’urgenza. Obiettivo della procedura sarebbe fornire, a tutti gli operatori sanitari coinvolti nel percorso, riferimenti chiari e precisi circa fasi – modalità – responsabilità – obblighi normativi. Garantire alle vittime adeguate informazioni sulla presenza di una rete di aiuto territoriale. Tutto questo prima del 9 novembre 2020 a Pietra Ligure c’era, oggi non c’è più”.

“E’ per questo che continuiamo a chiedere al presidente della Regione Liguria, nonché assessore alla sanità Toti: ‘Riapriamo immediatamente il punto nascite e tutti i servizi connessi!’”.

Per la giornata dell’8 marzo, il gruppo Nascere a Pietra ha organizzato un’iniziativa:  “Invitiamo tutte le donne e gli uomini ad aggiungere un motivo alla propria immagine del profilo Facebook, riportante la seguente dicitura: ‘8 marzo festa della donna: riapriamo il punto nascite’. Per applicare questa cornice alla vostra foto, bisogna cliccare sulla propria immagine profilo, selezionare ‘aggiorna la tua immagine di profilo’ e cliccare su ‘aggiungi motivo’, scrivendo ‘punto nascite festa della donna’”.

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