Poliziotti & cittadini

Multe anti Covid, un’altra attività si sente vittima di ingiustizia: Albenga di nuovo al centro delle polemiche

Fa discutere il caso della “Fermata del Gusto”, rabbia e amarezza della titolare Alessia D’Andrea

Albenga. Ammettiamo subito due errori: la scelta dell’argomento di oggi per questa rubrica, e il fatto di simpatizzare – diciamo così – per chi potrebbe anche essere dalla parte del torto, la Fermata del Gusto di Bastia d’Albenga.

Non c’è dubbio che, volendo commentare il fatto quotidiano oggi più importante, avremmo dovuto scegliere i problemi legati alla somministrazione dei vaccini. Basta scorrere le notizie di IVG per rendersene conto, a partire dal lotto di AstraZeneca “mal conservato”, dalla protesta di una figlia che attende invano il vaccino a casa per l’anziano padre, o ancora dal caos ad Alassio Salute.
Invece ha vinto il richiamo della foresta, quelle frasi di Alessia D’Andrea, titolare della “Fermata”, piene della rabbia di chi è sicuro di aver subìto un’ingiustizia.

Intendiamoci, se è alla sesta multa Alessia le sue brave colpe le avrà, e infatti le ammette senza problemi. Ma l’ultima infrazione proprio non riesce a sopportarla, basandosi in sostanza su due elementi: il fatto che le contestazioni della polizia di Albenga risalgano a domenica 14 marzo ma le siano state notificate due giorni dopo, senza possibilità di spiegare le proprie ragioni al momento della supposta infrazione, e il possibile equivoco in cui potrebbero essere caduti i poliziotti per il fatto che la “Fermata” possiede anche la licenza di alimentari e può quindi lavorare, in quest’ambito, anche dopo le 18.

Il suo grido di dolore, come tanti altri, è stato raccolto da IVG e può essere letto con tutta calma. Adesso parleranno gli avvocati, se Alessia confermerà l’intenzione di adire le vie legali, e, se lo vorranno, la polizia di Albenga e persino l’amministrazione comunale. Lì per lì ci viene da pensare che le sue carte Alessia D’Andrea può giocarsele.

Albenga è finita per la seconda volta alla ribalta per controlli anti Covid in pochi giorni, la prima per le multe alla Taberna del Foro e Da Sancio che hanno provocato una stizzita presa di posizione di Marco Melgrati (“Chiudiamo tutto e ci trasferiamo ad Alassio”, avevano detto i titolari delle due attività), pronto a censurare il Comune di Albenga.

Due casi, due indizi fanno allora una prova? Forse neanche questo, ma tuttavia in tempi così difficili l’uso del buon senso da parte delle forze dell’ordine deve sempre essere in primo piano. E non dimentichiamo che la polizia locale, emanazione di quegli amministratori eletti dai cittadini, viene spesso considerata la più vicina alla gente.

Abbiamo sempre qualche dubbio sul pur legittimo richiamo al “rispetto delle regole”, perché lo Stato è purtroppo il primo a non rispettarle troppo spesso, come testimoniano ad esempio i ritardi nell’elargizione dei comunque irrisori ristori per le attività falcidiate dal Covid.

Un anno di pandemia ha lasciato tracce profonde, e la luce in fondo al tunnel grazie ai vaccini in realtà per ora non si intravede neppure. Per questo il dialogo con i cittadini da parte delle forze dell’ordine resta ancora lo strumento principale (ancor prima del taccuino), mentre ai cittadini spetta il compito di avere comunque rispetto per i poliziotti senza tenere mai atteggiamenti prevaricatori, anche quando si fosse dalla parte della ragione.

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