Burocrazia maledetta

Ferma la pratica per la cittadinanza italiana ad Albi Baca, l’albanese che si rinchiuse al Bel Sit per assistere i turisti

La proposta fu del presidente Toti, ma la pratica è ferma nei cassetti del Viminale: necessario un suo intervento

bel sit coronavirus Alassio

Alassio. Come spesso accade, tutti pronti all’applauso sotto i riflettori, ma quando le luci si spengono le difficoltà restano, sono difficili da superare e magari qualcuno se ne dimentica. Parliamo di Alber Baca detto Albi, albanese, 26 anni, che si era particolarmente distinto nell’assistere i turisti “prigionieri” nell’hotel Bel Sit di Alassio, primo cluster della Liguria.

La storia è nota. Albi, pur potendolo fare, aveva preferito non lasciare l’hotel per meglio assistere i turisti, molti dei quali anziani, in difficoltà. Interpretando il sentimento di tutta Alassio e non solo, fu il presidente Toti a proporre per lui la cittadinanza italiana, concessione possibile quando si è in presenza di gesti particolarmente meritevoli.

Scriveva Toti il 28 febbraio dell’anno scorso, con parole decise e commoventi, quelle parole che lui, giornalista di lungo corso, sa trovare quando vuole: “Da cameriere ha scelto di diventare assistente ed amico delle persone costrette alla quarantena. Sei uno di noi, un ligure vero perché hai dimostrato forza, coraggio e determinazione propri dei liguri”. E poi l’impegno a fargli ottenere la cittadinanza italiana.

Purtroppo la pratica conseguente è ferma a Roma, al Ministero dell’Interno (ahi ahi ahi). Si ignora se sarà accolta e soprattutto i tempi necessari per ottenerla. Si sa, la burocrazia italiana è il principe dei mali.

Intanto le scartoffie non promettono niente di buono. L’avvocato di Albi, Claudio Falleti, esperto di pratiche del genere, qualche giorno fa ha chiesto lumi alla prefettura, ottenendo una risposta – forse non poteva essere altrimenti – che in questi casi si definisce interlocutoria. La prefettura ha detto in sostanza che la pratica, debitamente istruita, si trova al Viminale e che “spetterà a vari organi di vertice dello Stato valutare se sussistano gli eminenti servizi resi all’Italia o l’eccezionale interesse dello Stato al conferimento della cittadinanza italiana per meriti speciali”.

Campa cavallo, insomma. Nel frattempo Albi, tanto per continuare a dare il buon esempio, svolge l’attività di volontario alla Croce Bianca e fa sapere che attende con ansia la cittadinanza per potersi arruolare nei Carabinieri, il suo sogno di sempre. Per aiutarlo si stanno muovendo un po’ tutti, a cominciare dall’amministrazione comunale, ma l’impressione forte è che senza una spintarella – forse qualcosa in più – il povero Albi dovrà aspettare a lungo e forse persino invano.

Non c’è dubbio che la spintarella spetti al presidente Toti, che ha capacità e mezzi per farlo. Per “uno di noi”, l’albanese Alber Baca detto Albi, “un ligure vero”.

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