Il progetto

De.Co per la “Cipolla di Verezzi”, con il sogno di una nuova filiera: “Un marchio come quello di Tropea…” fotogallery

Presentazione del prodotto tipico verezzino: le sue prospettive di produzione e sviluppo commerciale e turistico

Borgio Verezzi. “Lumaca sexy e Cipolla social”, slogan con i quali il sindaco di Borgio Verezzi Renato Dacquino rilancia le produzioni locali del territorio. E se la lumaca, anche con la storica sagra di agosto, è ormai entrata nell’immaginario gastronomico collettivo, meno conosciuta la cipolla verezzina, che ha ottenuto la De.Co – Denominazione Comunale -. Unicità tra storia, tradizione e futuro… Insomma un nuovo brand attrattivo anche da un punto di vista turistico nella riscoperta e nella valorizzazione dei prodotti tipici.

L’obiettivo è quello di realizzare una vera e propria filiera corta, anche sull’esempio recente dell’Asparago Violetto di Albenga, che metta assieme in un unico progetto produttori locali, aziende agricole, ristoratori e trasformatori, sviluppando grazie alla sinergia tra pubblico e privato una promozione strutturata con eventi, show cooking e formazione nelle scuole e in altri enti. “Naturalmente siamo ancora nella fase iniziale e di start up – ha evidenziato la consigliere delegato Maddalena Pizzonia -, ma un prodotto di nicchia può e potrà diventare sempre più diffuso sul mercato, offrendo importanti occasioni di crescita economica e anche posti di lavoro, un modello di sviluppo sostenibile attento al territorio”.

La tipicità della “Cipolla di Verezzi” e le caratteristiche organolettiche sono davvero speciali, con applicazioni a diverse soluzioni culinarie: “L’elemento food e le specialità gastronomiche locali sono e saranno parte essenziale del turismo esperienziale, tra l’altro la cipolla verezzina risulta essere sempre più conosciuta e apprezzata. Dobbiamo puntare sulle nostre unicità, come la cipolla, e mettere assieme le nostre eccellenze per una proposta turistica e culturale di richiamo e fortemente attrattiva” ha sottolineato il sindaco Renato Dacquino.

Nel corso della presentazione di questa mattina in Comune è stata illustrata la relazione dell’agronomo Luca Lanzalaco, esponente della giunta Cia Savona e membro dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri della sezione ingauna, oltre al contributo dell’esperto Roberto Pirino, delegato Accademia Italiana della Cucina, sul fronte delle potenzialità gastronomiche e culinarie della cipolla verezzina.

Sul fronte operativo si sta lavorando per ottenere nuovi terreni destinati alla coltivazione della cipolla, coinvolgendo la cooperativa agricola di Verezzi e altri piccoli agricoltori che si stanno attrezzando per sviluppare e intensificare la produzione della cipolla di Verezzi, pronta a diventare un nuovo marchio gastronomico savonese e ligure: “Servono competenze adeguate e spazi adeguati, in primis, e poi se il progetto prenderà piede sarà fondamentale l’ambito distributivo e di commercializzazione del prodotto, senza contare il ruolo promozionale” ha aggiunto il primo cittadino.

Oltre alla cipolla in sé, il comparto agricolo locale potrà puntare su semi, piantine e know-how per le tecniche di coltivazione. Per ora realizzare una nuova filiera corta è ancora un sogno, ma la strada è stata avviata e tracciata. Per questo l’amministrazione comunale, con un ruolo di coordinamento rispetto al progetto, è pronta a lavorare per ottenere fondi e finanziamenti dal Psr e da altri ambiti legati al settore agricolo e turistico, coinvolgendo istituzioni e associazioni di categoria in grado di sostenere le prospettive progettuali di produzione e sviluppo della “Cipolla di Verezzi”, collocata in un quadro di vera filiera corta.