Bisogno di chiarezza

Dati Covid alterati in Sicilia, Toti commenta l’inchiesta: “Intercettazioni si possono travisare”

Accuse di falso materiale e ideologico. Presidente Liguria: "Sono momenti complessi, credo vada visto bene quanto c'è dolo e quanto c'è leggerezza"

Liguria. “Non sono così convinto che tutti gli scandali da prima pagina poi si trasformino in colpe reali. Nelle intercettazioni telefoniche, in momenti complicati di tensione come quelli che ci sono, anche i messaggi che si danno possono essere da un lato travisati, dall’altro possono avere un senso. Leggiamole bene le carte”. E’ così che il governatore della Regione Liguria Giovanni Toti commenta l’inchiesta che ha travolto la sanità siciliana, accusata di avere alterato i dati sul coronavirus, e che ha portato alle dimissioni dell’assessore Ruggero Razza, che figura tra gli indagati.

Le accuse sono di falso materiale e ideologico. Ai domiciliari sono finiti un dirigente, un funzionario e il dipendente di una società che si occupa della gestione informatica dei dati. Secondo i carabinieri dei Nas avrebbero alterato i dati sulla pandemia (modificando il numero dei positivi e dei tamponi, e a volte anche quello dei decessi) diretti all’Istituto superiore di sanità, condizionando i provvedimenti adottati per il contenimento della diffusione del virus.

“Non voglio fare il difensore d’ufficio ma neanche il pubblico accusatore di nessuno – precisa Toti -. Quest’anno è stato complesso per tutti. Se è un tema di dati, di utilizzo dei dati, io credo che vada visto bene quanto c’è dolo, quanto c’è magari una leggerezza. Vediamola, insomma”.

Per cercare di fare più chiarezza, ecco il contenuto delle intercettazioni: “Spalmiamoli un poco…”, diceva l’assessore alla Salute Ruggero Razza alla dirigente regionale che avrebbe dovuto comunicare i dati dei decessi per Covid in Sicilia all’Istituto Superiore di Sanità secondo quanto riporta l’agenzia Ansa. “I deceduti glieli devo lasciare o glieli spalmo?”, chiede lei non sapendo di essere intercettata. “Ma sono veri?”, chiede Razza. “Si, solo che sono di 3 giorni fa”, risponde. E Razza dà l’ok: “Spalmiamoli un poco”. La dirigente prosegue: “Ah, ok allora oggi gliene do uno e gli altri li spalmo in questi giorni, va bene, ok. Mentre quelli del San Marco, i 6 sono veri e pure gli altri 5 sono tutti di ieri… quelli di Ragusa, Ragusa 5! E questi 6 al San Marco sono di ieri.. perché ieri il San Marco ne aveva avuti ieri altri 5 del giorno prima, in pratica. Va bene?” “Ok”, risponde l’assessore Razza. In tutto gli indagati sono 7.

“Letizia è inutile che facciamo stare in piedi sacchi vuoti… C’è stata una gravissima sottovalutazione e il dato finale di questa sottovalutazione, di questa gravissima sottovalutazione, è scritto in quegli indicatori, poi secondo me sono sbagliati perché mettono sullo stesso piano indicazioni diverse, però come avrai visto ci sono dei dati dove noi comunichiamo zero! E chissà da quanto!”. Così l’assessore regionale alla Sanità siciliana Ruggero Razza parlava, non sapendo di essere intercettato, con la dirigente regionale Letizia Di Liberti dei dati sulla pandemia comunicati all’Iss.

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