Dati Covid, a Finale Ligure è ancora polemica politica: "Fondamentale rendersi conto della vera situazione" - IVG.it
Trasparenza

Dati Covid, a Finale Ligure è ancora polemica politica: “Fondamentale rendersi conto della vera situazione”

Nuovo affondo dopo l'impennata dei contagi del mese di marzo

Finale Ligure. “Come ripetiamo da mesi non si tratta di una banale curiosità, ma dell’opportunità che tutti i cittadini abbiano piena consapevolezza della situazione dei contagi. Ormai quasi tutti i Comuni pubblicano questo genere di dati, in forma anonima ed esclusivamente numerica. Per quale motivo dobbiamo continuare ad aver bisogno di un tutore che ci comunichi solo cosa è ritenuto opportuno?”.

Così il gruppo di minoranza “Le Persone al Centro” torna sulla pubblicazione dei dati relativi ai positivi nel comune di Finale Ligure, in particolare in questi giorni dove si registra una impennata dei contagi in tutto il savonese, con una forte incidenza nella stessa Finale Ligure.

“È solo la trasparenza a stare dalla parte giusta…” conclude il gruppo di minoranza finalese.

Il caso è stato nuovamente sollevato dopo un post su Facebook pubblicato dall’assessore De Sciora: “Capisco il problema delle attività in questo momento. Vi allegherei i dati dei positivi di Finale di queste ultime settimane di marzo. Ragazzi non c’è da scherzare…”, facendo intendere la difficile situazione sanitaria nel territorio finalese.

Tuttavia l’amministrazione comunale pare non sia intenzionata ad alcun dietrofront sul tema della pubblicazione dei dati.

“A Finale Ligure i numeri Covid sembrano davvero preoccupanti, quasi da zona rossa… Ci domandiamo perché l’amministrazione, nel giusto rispetto della privacy, non rende noti come altri comuni i dati e continua a tenerli nascosti?” afferma Roberto Paolino (Grande Liguria).

“Sarebbe opportuno farlo per evitare imprudenze e comunque rendere consapevoli i finalesi dell’incidenza dei contagi”.

“Grande Liguria chiede con forza un radicale cambio di linea e rendere pubblici i dati, in quanto riteniamo sia un diritto sacrosanto della popolazione essere informata della reale situazione sanitaria” conclude.

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