Urgenza

Covid nel savonese, Uil: “Quella di Toti non sia solo passerella, servono più vaccini”

Il sindacato chiede una svolta nel piano vaccinale e soluzioni per l'emergenza nel ponente ligure

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Savona. “Quella di Toti non sia solo una passerella: vogliamo conoscere il piano strategico vaccinale per il Savonese e Ponente Ligure che rischiano la zona rossa oltre lo stabilito”. Parole di Gianni Mazziotta, segretario regionale Uil Liguria con delega al territorio savonese, e Milena Speranza, coordinatrice Uil Sanremo – Imperia.

“Tra oggi e domani sarà il turno del nostro territorio dopo l’inaugurazione del primo hub vaccinale a Genova, alla Foce del Mare, e dopo le foto scattate davanti alle farmacie alle quali il presidente proponeva prenotazioni e vaccinazioni. Ecco, finalmente tocca al territorio più in emergenza, il Ponente, con il contagio in risalita, con la zona rossa che incombe oltre lo stabilito, con nuove criticità sulle terapie intensive con 70 i posti ormai abbondantemente occupati. Le due Asl del Ponente tornano in “fase 4″ con la necessità di aumentare i posti letto da destinare ai malati Covid. Presidente, abbiamo un problema da risolvere!”.

Nel savonese si supera la soglia dei 250 positivi ogni 100 abitanti a settimana, i numeri della pandemia sono in crescita, anche se la pressione nelle strutture sanitarie savonesi appare, al momento, in leggera decrescita. A Sanremo, intanto, sono arrivate 4600 dosi di vaccino Pfizer, che sale, quindi, a 8106 dosi; poi ci sono solo 3490 dosi di AstraZeneca sul territorio e quelle di Moderna toccano una soglia ancora minore: 1990 dosi: “Il fabbisogno è nettamente superiore e i vaccini inoculati rischiano di essere acqua fresca se nel territorio il contagio prosegue: la popolazione ha fame di vaccini sia nel savonese che nell’imperiese”.

La Uil è chiara da tempo: “Senza una vaccinazione di massa, il territorio è destinato a un’ulteriore retrocessione, sia dal punto di vista della sanità che sotto il profilo socio economico – tuonano Mazziotta e Speranza – Nel frattempo, in questo duro periodo, abbiamo avuto modo di indicare più di una difficoltà legata alla vaccinazione, in primis ci urge sottolineare la mancanza di un piano strategico che, ovviamente, oggi comincia a prendere forma tra una bella inaugurazione e l’altra”.

La Uil apprende che, nel genovesato, ci sono oltre 300 medici che hanno dato la disponibilità per effettuare i vaccini, tra medici, pensionati e dentisti. Bene. Purtroppo un intoppo burocratico, legato all’assicurazione per infortuni e vaccini, blocca questa possibilità. “Come siamo messi nel Savonese e nell’estremo Ponente? Quindi, come pensa di sbrigarsela la Regione Liguria? – chiedono Mazziotta e Speranza – Occorre un’ordinanza che possa permettere alle Asl di formalizzare i contratti di questi medici”.

“Visto che la nostra regione risulta agli ultimi posti per dosi di vaccino somministrate, bisognerà accelerare con una campagna acquisti e con i medici da schierare, se veramente possiamo contare su una programmazione di aprile che chiuderà con il 92% 93% delle somministrazioni rispetto alle dosi consegnate, come dice il presidente Toti” concludono gli esponenti sindacali.

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