Riuniti

Scuole chiuse e didattica a distanza, studenti e insegnanti in piazza

"La dad ha acuito malessere, disagio, diseguaglianze, carenze didattiche ed educative"

Genova. Domani, lunedì 8 marzo, alle 15 sotto la sede del Ufficio scolastico regionale di via Assarotti a Genova, ex provveditorato agli studi, si terrà un presidio per manifestare tutti i “contro” che la didattica a distanza avrebbe portato nel sempre più fragile mondo scolastico.

La manifestazione era già stata organizzata nei giorni scorsi, nell’ambito dello sciopero generale indetto da diverse categorie per la ricorrenza della ‘Festa della donna’, contro discriminazioni di genere e inadeguatezza della proposta formativa, ma in queste ore si è ulteriormente allargata per ribadire il no alla didattica a distanza, a poche ore dalla nuova ordinanza regionale che impone la sospensione delle lezioni in presenza per tutte le superiori liguri, nonostante il regime di fascia gialla a cui appartiene la nostra regione.

“Per stare bene a scuola serve finanziare provvedimenti per vivere la scuola in presenza e sicurezza – si legge nel comunicato che lancia il presidio – la dad ha acuito malessere, disagio, diseguaglianze, carenze didattiche ed educative“. Ma non solo: “Chiediamo la fine delle ‘classi pollaio’ con classi di massimo 15 alunne/i a partire dal prossimo anno scolastico. Per questo servono investimenti immediati negli spazi e nel personale: i fondi previsti per la scuola stanziati nel recovery plan sono assolutamente insufficienti e orientati ad una visione tecnocratica e aziendale della scuola”.

E poi il tema del lavoro: “Assunzione e stabilizzazione dal primo settembre del personale precario per titoli e servizio”, questa una delle richieste sul tema, che si lega con la tematica del ‘Lotto Marzo’, per il fatto che anche in ambiente scolastico “le donne sono discriminate, pur essendo il 70% della forza lavoro della scuola italiana” oltre che la richiesta di una “rete di cura sanitaria, psicologica e sociale: rivendichiamo investimenti per i consultori territoriali e per i presidi sanitaria e psicologici scolastici”.

A lanciare l’iniziativa “Insegno collettivo docenti Genova e provincia”, “Non una di meno Genova”, “Rete è già settembre”, “Collettivo studentesco Come Studio”, Sindacato intercategoriale “Si cobas” e “Cobas Scuola”. Ieri la notizia della scelta di Regione Liguria di chiudere le scuole superiori almeno per una settimana, dall’8 al 14 marzo, come “scelta prudenziale” visti i dati di incidenza dei contagi nella fascia 13-19 anni.

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