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Covid e lavoro, Cgil Savona: “Prorogare stop licenziamenti e cassa integrazione”

"Necessarie anche azioni a tutela delle crisi industriali territoriali che da troppo tempo sono state abbandonate da parte del Governo e dei Ministeri"

Savona. Sconfiggere il virus attraverso un piano vaccinale nazionale più efficiente ed efficace, prorogare blocco dei licenziamenti fino a fine emergenza, fare una riforma degli ammortizzatori sociali che tenga conto anche dei lavoratori autonomi. E’ questa la richiesta del sindacato Cgil al Governo.

“La provincia di Savona rischia di perdere per strada circa 5 mila occupati nei prossimi 2-3 mesi se la proroga dei licenziamenti non dovesse essere fatta – affermano dalla Cgil savonese -. Nel 2020 abbiamo sottoscritto come Cgil di Savona oltre 2mila accordi per garantire a circa 15 mila persone un sostegno al reddito utilizzando gli ammortizzatori sociali e gli strumenti previsti per il fermo dovuto alla pandemia. Per questo è necessario prorogare lo stop ai licenziamenti e parallelamente il finanziamento e la proroga dello strumento della Cassa Integrazione per Covid-19 che possa garantire la copertura a migliaia di lavoratrici e lavoratori in tutta la provincia”.

Insieme a questo, “sono necessarie finalmente azioni a tutela delle crisi industriali territoriali che da troppo tempo sono state abbandonate da parte del Governo e dei Ministeri interessati, rispondendo anche alle richieste che negli ultimi giorni CGIL CISL UIL di Savona, Prefetto di Savona, parlamentari del nostro territorio e i sindaci dei comuni interessati – Cairo Montenotte , Finale Ligure, Villanova d’Albenga e Vado Ligure (hanno inviato ai ministeri interessati), MIT, MISE – difesa e lavoro – per le vertenze Piaggio Aerospace , LaerH , Funivie , Italiana Coke e Sanac che insieme contano oltre 3 mila occupati e sono inserite in filiere strategiche per il Paese” specificano.

“E’ necessaria anche una riforma degli ammortizzatori sociali con l’incentivo dei contratti di solidarietà e quelli di espansione insieme alla messa a punto di uno strumento universale che copra tutte le forme di lavoro, compreso quello autonomo che in questi ultimi 12 mesi ha subito un colpo tremendo – evidenziano dal sindacato -. Il blocco dei licenziamenti che scade tra poco più di 20 giorni si deve prorogare almeno fino alla fine dell’estate e comunque fino a quando la Pandemia sarà presente nel nostro Paese. Contrariamente sono a rischio milioni di posti di lavoro in Italia, soprattutto nei settori più colpiti dai vari lock-down (commercio, turismo, ristorazione, artigianato) così come sarebbero colpiti migliaia di lavoratrici e lavoratori nella nostra Regione e nella nostra provincia”.

Poi continuano: “Servono risposte concrete da parte della politica nazionale. L’immobilismo degli ultimi 12 mesi dei Ministeri e dei Ministri rischia di mettere in ginocchio definitivamente il nostro territorio minando anche progetti di sviluppo che siamo riusciti in questi ultimi anni di progettare e mettere in campo concretamente”.

“La CGIL, come già comunicato al Governo in occasione dell’ultimo incontro di giovedì scorso, è a disposizione per favorire e gestire in tempi rapidi un piano di vaccinazione di massa nel Paese anche nei luoghi di lavoro – fanno sapere dal sindacato -. Ovviamente all’interno di una regia nazionale e nell’ambito del servizio sanitario nazionale. Medici competenti, aziendali e medici del lavoro possono e devono essere coinvolti nello sforzo di mettere in sicurezza le lavoratrici e i lavoratori. Occorre individuare come e dove farlo, gli ambienti adibiti dovranno essere sicuri e sanificati adeguatamente. Così come sicuri dovranno essere e rimanere fabbriche e luoghi di lavoro”.

“Occorre fare una manutenzione al Protocollo sulla sicurezza sottoscritto circa un anno fa , relativamente, ad esempio, alla certificazione di avvenuta negativizzazione per il rientro nei luoghi di lavoro di coloro che sono stati colpiti dal Covid, al lavoro agile, alla garanzia dei dispositivi di protezione individuale, alla tutela dei lavoratori fragili, fino al piano di vaccinazione – continuano dalla Cgil -. Quelle regole e procedure hanno ben funzionato, ma, occorre valutare il grado di applicazione dei protocolli e anche l’efficacia della vigilanza che in questi mesi è stata effettuata. Quando furono sottoscritti ci fu l’impegno a potenziare, anche con nuove assunzioni, gli ispettorati del lavoro”.

 

 

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