Dettagli agghiaccianti

Cosseria, in piedi su un cippo ai Caduti per profanare il Cristo a colpi di roncola

Una delle gambe infilata nel costato e l'altra lanciata nella radura

Cosseria. Dagli anni Sessanta la statua del Cristo era posta sul cippo a ricordo dei Caduti della Divisione Cosseria, poco lontano dal luogo dove vennero fucilati dei partigiani. Una statua che rappresentava, anche per i non credenti, un simbolo di pace dopo le atrocità che anche quella collina aveva vissuto nella Seconda Guerra mondiale.

In sessant’anni nessuno aveva mai osato scalfire una sola scheggia di quel pezzo di frassino da cui era stata creata la rappresentazione del Redentore sulla croce, che solo le intemperie e il passare degli anni l’avevano deturpata. Nel 2006, infatti, un paio di cosseriesi abili nella lavorazione del legno avevano restaurato la statua, apportando qualche modifica come l’aggiunta di filamenti ferrosi al suo interno affinché mantenesse la sua forma originale.

Ora il Cristo è a pezzi, come tutti i cosseriesi che hanno accusato un oltraggio così pesante. Sembra infatti che i colpi di roncola inflitti al viso, alla spalla, al costato e, infine, alle gambe, entrambe amputate, li abbiano subiti tutti coloro a cui la statua era cara, ai quali hanno profanato un luogo simbolo della comunità. In una pineta che sovrasta il cuore del paese, ai piedi delle rovine dell’antico castello e lungo una strada dissestata ma percorsa da bikers e amanti della natura, il cippo (su cui il responsabile del misfatto è salito per poter sferzare meglio i colpi) resterà senza il suo “protettore” per qualche settimana. La statua è già in fase di restauro, si stanno già ricostruendo i glutei a cui riattaccare le gambe, una delle quali è stata lanciata con sprezzo nella radura, mentre l’altra infilata nel torace. Persino uno dei piedi ha subito danni importanti, e il tallone dovrà essere ricostruito.

A Cosseria non si parla d’altro, i residenti non si danno pace e ora c’è persino chi ha paura a lasciare andare i bambini nell’area giochi. Alcune mamme affermano infatti che se in paese girano persone così senza scrupoli, meglio alzare la guardia e tenere alta l’attenzione. Secondo i residenti il fatto sacrilego potrebbe essere avvenuto venerdì scorso nel tardo pomeriggio, quando cioè i cani delle abitazioni più vicine hanno mostrato segni di impazienza, interpretati però come avvistamento di fauna selvatica.

Intanto la campagna di sensibilizzazione ha varcato i confini di Cosseria, e sono già in molti a voler contribuire affinché non solo si restauri la statua (per il cui ripristino ci saranno collaborazioni di esperti e serviranno ben oltre mille euro soltanto di materiali), ma per creare un’area recintata e videosorvegliata. A giorni saranno disponibili gli estremi del conto corrente sul quale effettuare versamenti benefici, e in base alla cifra, come sottolinea il sindaco Roberto Molinaro, si procederà agli interventi di riqualificazione del luogo, che diventerà sicuramente di pregio in barba a chi ha voluto deturparlo con un affronto su cui arriva una condanna corale.

Non mancano nemmeno le prese di posizioni politiche. Dopo l’interessamento di alcuni parlamentari della Lega, di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, c’è chi rivendica la sacralità del simbolo dei cosseriesi, che non deve essere strumentalizzato da alcun partito.

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