Lettera al direttore

Lettera

Convento Cappuccini, Bruno (Europa Verde): “Comune non può fare Ponzio Pilato, valorizzare la struttura”

"Necessario avviare percorso per garantire l'uso sociale"

Presepe dei Frati Cappuccini di Savona: un viaggio nel tempo attraverso la tradizione

Di seguito riportiamo la lettera di Danilo Bruno, portavoce di Europa Verde Liguria – giunta alla nostra redazione – relativa alla questione del complesso monumentale dei Cappuccini di Savona.

In questi giorni si sta facendo sempre più preoccupante il destino del complesso monumentale dei Cappuccini di Savona, presenti in città dal XVI secolo e oggi in via di dismissione di tutta la struttura se non di possibile vendita. Si tratta di una importante presenza nel tessuto del quartiere della Villetta sia per le attività svolte sia perche’ comunque ad essa afferiscono numerose attività volontarie a cominciare dai frequentatori degli gruppi di preghiera, ai Terziari Francescani fino a giungere a chi coltiva gli orti,che si sono autodenominati a quanto consta: “Coltivatori Cappuccini”.

Si sta ovviamente parlando di persone, giovani e soprattutto anziane, che trovano nella struttura conventuale e nell’attività svolta un punto di ritrovo sociale e di attiità di notevole importanza in questo periodo di pandemia. Allo stato attuale la Provincia Francescana e la Diocesi “tacciono e nulla mormorano”, dopo aver annunciato, a stare a notizie di stampa, di voler affittare o vendere tutto il complesso conventuale a scopo sociale e/o educativo.

Il Comune, come al solito, “parla, tace, si contraddice non sapendo mai (la Sindaca in questo caso) la mano destra cosa fa la mano sinistra (vicesindaco e altri componenti della Giunta “tanto che, prima da Palazzo Civico si è espressa preoccupazione e nulla più (la sindaca) poi assieme a Italia Nostra, a stare a notizie di stampa, si sarebbe presentata una istanza alla Sovrintendenza competente per l’apposizione di un vincolo all’intero complesso monumentale, oggi limitato all’edificio religioso (vicesindaco?).

Noi di Europa verde Liguria crediamo che il Comune non possa fare come “Ponzio Pilato” (tanto per rimanere in tema religioso) e debba in primo luogo procedere alla verifica urbanistica delle disposizioni del PUC sull’area assumendo l’obbligo di porre un vincolo preciso di non edificazione sulla zona, consentendo al più interventi, che valorizzino la vocazione sociale della struttura, tenendo presenti in primo luogo le esigenze delle persone e di coloro che già oggi frequentano il complesso.

In secondo luogo l’assessore all’urbanistica, la sindaca e tutta la loquace giunta, che purtroppo amministra la nostra città, d’intesa anche con Italia Nostra avvii un confronto serio e sereno con la Provincia Francescana e con la Diocesi per garantire l’uso sociale dell’immobile valutando anche la possibilità di dare origine a esperienze di co-housing, di agricoltura sociale, di attività per minori, in una logica di integrazione con il quartiere come è stato per secoli. In questo quadro tutto ciò pone anche problemi per la coalizione di centrosinistra, che stiamo costruendo, poiche’ proprio dalla gestione di casi simili si può affermare un modo democratico, diverso e partecipato per governare la città, lasciando per un volta o magari per sempre i rischi di pesanti speculazioni immobiliari.

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