Cairo, Funivie ancora al palo e il carbone scorrazza sul Cadibona - IVG.it
Involuzione industriale

Cairo, Funivie ancora al palo e il carbone scorrazza sul Cadibona

Sindacati sul piede di guerra: "Ancora nessun cenno dal Mit sulle tempistiche della ricostruzione"

Cairo Montenotte. Troppi mezzi pesanti sulla strada del Cadibona carichi di carbone, ma nessun colpo su Funivie è stato battuto dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nonostante i recenti e più pressanti solleciti da parte delle Unioni sindacali Cgil-Cisl-Uil, dalla prefettura e dalle istituzioni, Comune di Cairo in prima fila.

Una nota di diretta è stata inviata anche all’assessore regionale Andrea Benveduti affinchè si faccia portavoce delle richieste di incontro al Mit. Il commissario straordinario per la realizzazione degli interventi urgenti di ripristino dell’impianto Savona-Bragno, Roberto Ferrazza, conferma che il progetto definitivo per l’avvio dei lavori è quasi ultimato, ma per vedere l’inizio del cantiere che ricostruirà la parte di linea a valle nei pressi dei quattro piloni crollati a causa della frana serviranno ancora mesi. Dopo un anno e mezzo di incertezza la regressione di uno dei progetti più efficienti del secolo scorso, che aveva ambientalizzato il processo delle rinfuse, sta generando, oltre alla crisi occupazionale, più viaggi su gomma, su una strada decisamente problematica lungo la quale, spesso, la perdita del carico ostacola ulteriormente la viabilità.

“Sono tre i punti imprescindibili su cui ragionare in tempi brevi – afferma il segretario generale di Cgil Savona, Andrea Pasa – Innanzitutto vorremmo sapere cosa abbia deciso di fare il Governo con le concessioni, dopo il passo indietro della società che gestiva Funivie. Inoltre sarebbe opportuno conoscere la tempistica certa della ricostruzione, per la quale sono stati stanziati quattro milioni di euro”.

“Infine, il quesito principale – prosegue Pasa – quale strategia futura intendono attivare Governo e Regione per le rinfuse e la filiera del carbone? Non si può continuare a rimandare decisioni sulla pelle degli oltre sessanta lavoratori in cassa integrazione che hanno il diritto di conoscere la verità”. Pasa critico anche sulla mancanza totale di manutenzione all’impianto. “Va bene ricostruire ciò che è crollato, ma se non si procede con inteventi ordinari, prima o poi, qualche carrello può sganciarsi e magari creare danni irreparabili, ma nemmeno su questo abbiamo risposte”.

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