Autostrade liguri “survival”, tra cantieri e restringimenti: già 4 gli incidenti mortali nel 2021 - IVG.it
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Autostrade liguri “survival”, tra cantieri e restringimenti: già 4 gli incidenti mortali nel 2021

Tratta disseminata di lavori (con circa 70 chilometri di corsia unica) in nome di una sicurezza che paradossalmente sembra venir sempre meno

Liguria. Cambi di carreggiata continui, restringimenti, corsie uniche, ma a doppio senso. Auto, moto e mezzi pesanti percorrono chilometri e chilometri di strada in senso di direzione opposta, ma troppo spesso a pochissima distanza, divisi solo da una lunga, a tratti interminabile, fila di piccoli birilli in plastica: demarcano una linea di separazione solo ideale, che non concede il minimo margine di errore o distrazione. 

Quella che all’apparenza può sembrare la trama di un “survival” è in realtà lo specchio della situazione che, ormai quotidianamente, si presenta a chi viaggia sulle autostrade liguri. Dalla caduta del Ponte Morandi ad oggi sono passati quasi 3 anni e tante cose sono cambiate, non tutte in meglio, anche nella mente di chi le percorre, inevitabilmente influenzata dall’immane tragedia. Difficile per tutti, volenti o nolenti, automobilisti, motociclisti o camionisti, allontanare del tutto quel pensiero, che si palesa almeno una volta dopo ogni ingresso in autostrada.

E proprio i fatti relativi al “Morandi” hanno spinto Autostrade a correre ai ripari, aprendo numerosi cantieri lungo tutta la Regione in nome di una sicurezza che, man mano che passano i giorni, paradossalmente sembra però venir sempre meno. Code, tamponamenti e incidenti, gravi e non, si stanno susseguendo con costanza inquietante e impongono una riflessione.

Disagi continui che, solo pochi mesi fa, furono addirittura definiti “narrazioni” dall’allora ministro dei Trasporti Giulia De Micheli, ma che hanno trovato un finale concretamente tragico in questi primi 3 mesi di quest’annoSono state ben 4 le vittime sulle autostrade liguri, tutte concentrate in questo mese di marzo 2021: Denada NerjakuPaolo ScerniGianluca LaunoMykola Bilonohov.

Ovvio è che, anche in attesa dell’esito delle indagini (alcune delle quali ancora in corso sugli episodi in questione), non tutti gli incidenti possano essere collegati direttamente alla presenza di cantieri, restringimenti e cambi di carreggiata.

Ma, in uno scenario in cui l’errore umano è fisiologico e, purtroppo, ricorrente, coloro che percorrono e pagano profumatamente (qui i dettagli della sanzione milionaria comminata dall’Antitrust) le autostrade in Liguria si aspettano quantomeno che chi ne è responsabile faccia il possibile per garantire una percezione di sicurezza, che al momento risulta pressoché inesistente.

Difficile, infatti, per non dire impossibile, guardare senza un filo di paura e timore auto e camion che sfrecciano a poca distanza dal proprio mezzo nei tratti a corsia unica e doppio senso di marcia, senza paratie o guardrail, e dove un qualunque, anche minimo, imprevisto (distrazione, colpo di sanno, malore, gomma bucata, guasto etc) può dar vita ad una tragedia da un momento all’altro.

E, nonostante gli introiti che sicuramente genereranno, non sarà certo l’attivazione dei nuovi autovelox a risolvere i problemi e a migliorare la situazione.

FRONTALE AUTO-CAMION A CELLE (23-03): VITTIMA, DENADA NERJAKU

L’ultimo incidente mortale, in ordine cronologico, è avvenuto il 23 marzo, proprio all’altezza di uno scambio di careggiata, in un tratto interessato da uno dei tanti cantieri di manutenzione (qui la fotogallery dell’accaduto).

Si è trattato di uno scontro frontale tra un’auto ed un mezzo pesante, avvenuto al km 32-35, in direzione Genova, in cui a perdere la vita è stata la conducente della macchina, Denada Nerjaku, 30enne di origini albanesi, residente a Vado Ligure.

Sul posto, oltre ai sanitari, sono intervenuti i vigili del fuoco, la polizia stradale e i carabinieri. Ma nonostante il trasporto d’urgenza con l’elisoccorso, le cure e l’azione terapica dello staff medico dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, per la donna non c’è stato nulla da fare. Entrambi i mezzi coinvolti sono stati sequestrati e attenzionati dagli inquirenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Il sinistro aveva originato lunghe code, alimentate anche dalla presenza di un cantiere autostradale, con uno scambio di carreggiata, e ci sono volute diverse ore per tornare alla normalità.

SCHIANTO IN A26 (23-03): VITTIMA, PAOLO SCERNI

Il tragico incidente si è verificato lo scorso 23 marzo, all’altezza dell’area di servizio Anzema, sull’autostrada A26. A perdere la vita è stato Paolo Scerni, figlio di Gianni, ex presidente del Genoa e imprenditore del mondo dello shipping conosciuto a livello internazionale.

L’Audi su cui viaggiava si è schiantata contro un mezzo pesante, che pare abbia compiuto una manovra errata, uscendo dal parcheggio non dal varco di uscita ma da quello di entrata, impegnando la carreggiata e ostruendo il passaggio, già limitato da un cantiere. Il conducente è morto sul colpo ed il tratto autostradale era stato chiuso per un paio d’ore.

INCIDENTE TRA ARENZANO-GENOVA (10-03): VITTIMA, GIANLUCA LAUNO

L’incidente è accaduto il 20 marzo, tra Arenzano e Genova Voltri, in corrispondenza di una coda al chilometro 17,4, ed è costato la vita al 52enne di Ormea, Gianluca Launo, commerciale per una nota azienda telecomunicazioni (qui la fotogallery dell’accaduto).

Alla guida di una Passat grigia ha violentemente tamponato un camion e l’auto è finita schiacciata sotto il rimorchio. Sul posto sono intervenuti i soccorsi sanitari e meccanici, i vigili del fuoco di Multedo (e la squadra della sede centrale), la polizia stradale e il personale della Direzione 1° Tronco di Genova di Autostrade per l’Italia.

Le condizioni dell’auto erano tali che per l’autogru dei pompieri è stato particolarmente complesso rimuovere il mezzo. Il tratto compreso tra Arenzano e il bivio con la A26 in direzione Genova era stato temporaneamente chiuso al traffico. 

FRONTALE TRA TIR TRA ALBENGA-BORGHETTO (4-03): VITTIMA, MYKOLA BILONOHOV

L’incidente si è verificato lo scorso 4 marzo: si è trattato di un frontale tra due tir, avvenuto nel tratto tra Albenga e Borghetto, al chilometro 78+000, ed è costato la vita ad un camionista polacco, Mykola Bilonohov, di 52 anni, che trasportava talco (qui la fotogallery dell’accaduto).

Ha perso il controllo del mezzo, che ha letteralmente invaso la carreggiata opposta, finendo per centrare frontalmente l’altro mezzo pesante che procedeva nell’altura direzione. Sul posto sono intrrvenuti l’elisoccorso, unitamente alla Croce Bianca di Albenga e ai vigili del Fuoco, e la polizia stradale.

L’impatto violentissimo, che ha fatto rovesciare l’autocisterna, ha caudato il blocco totale dell’A10, per ore ed ore, in entrambe le direzioni. Di conseguenza anche la via Aurelia è rimasta a lungo bloccata dal traffico, con la circolazione in tilt.

Se ne parlò anche nell’ambito dell’ultima edizione del Festival di Sanremo, per via di un episodio che vide coinvolto il calciatore del Milan Zlatan Ibrahimovic: rimasto bloccato anche lui nella lunga coda in A10 causata dall’incidente, mentre era diretto all’Ariston, bloccò un motociclista per farsi dare un passaggio fino alla “Città dei Fiori”.

LE REAZIONI

Come se non bastasse, il giorno successivo alla tragica scomparsa di Denada Nerjaku, sempre a Celle, tra le località di Cassisi e Pecorile, è saltato un giunto. E la frequenza degli incidenti e dei disagi ha suscitato anche forti reazioni del mondo della politica.

A partire all’attacco per primo, il deputato della Lega Edoardo Rixi, responsabile nazionale Infrastrutture e componente della Commissione Trasporti, che ha definito il tasso di incidentalità “non tollerabile” e “ha chiesto un incontro urgente al ministro Giovannini per rivedere i tempi di intervento su gallerie e viadotti perché hanno superato il limite della sopportazione”.

Un intervento seguito a ruota da quello dell’assessore regionale ai trasporti Gianni Berrino: “Non è possibile che un asse viario come Autostrada dei Fiori e la A10, attraversate da circa 10mila mezzi pesanti al giorno, provenienti da Francia, Spagna e Portogallo e che portano merci in Italia e ovunque in Europa, abbia oltre 70 chilometri di corsia unica ormai da mesi. Alle indescrivibili tragedie, che stanno aumentando ogni giorno, corrisponde un blocco totale della circolazione sia sull’autostrada, sia sull’Aurelia dal momento che non esistono altre vie. È tempo che il ministero dei trasporti si faccia carico di una situazione così grave attraverso adeguati investimenti in Liguria”. 

MULTA DA 5 MILIONI E CLASS ACTION

E notizia delle ultime ore è la pesante sanzione comminata ad Autostrade per l’Italia Spa da parte dell’Antitrust con ben 5 milioni di multa per pratica commerciale scorretta, accertata in relazione alla gestione dei cantieri e dei pedaggi sulla A26, A12, A7, A10 e A16, ovvero le tratte dove maggiormente si sta lavorando per le manutenzioni.

La società non ha adeguato né ridotto il pedaggio nei tratti in cui si registrano critiche e persistenti condizioni di fruibilità del servizio autostradale con lunghe code e tempi di percorrenza elevati, causati dalle gravi carenze da parte della società nella gestione e nella manutenzione delle infrastrutture che hanno richiesto interventi straordinari per la messa in sicurezza”, si legge nella nota di Antitrust.

E dopo la multa, sulla questione è intervenuta anche Assoutenti, che ha lanciato una class action rivolta “a tutti gli utenti che utilizzano la A26, A7, A10 e A12, che possono chiedere la restituzione delle maggiori somme pagate per i pedaggi”.

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