Albenga, ordine del giorno del cdx contro la privatizzazione. La maggioranza: "Inaccettabile da chi fino a ieri era per la sanità privata" - IVG.it
Discussione

Albenga, ordine del giorno del cdx contro la privatizzazione. La maggioranza: “Inaccettabile da chi fino a ieri era per la sanità privata”

Calleri, Porro e Ciangherotti hanno presentato un ordine del giorno: "Appello al Presidente Toti: Ospedale di Albenga interamente pubblico, stop all'iter di privatizzazione"

Albenga. Durante il consiglio comunale di ieri sera, venerdì 26 marzo, la discussione si è accesa sul tema della privatizzazione dell’ospedale di Albenga. I consiglieri Gerolamo Calleri, Cristina Porro ed Eraldo Ciangherotti hanno infatti presentato un punto all’ordine del giorno avente ad oggetto: “Appello al Presidente Toti: Ospedale di Albenga interamente pubblico, stop all’iter di privatizzazione”.

La maggioranza “da sempre schierata per la sanità pubblica, rimasta sgomenta di fronte al repentino cambio di idea da parte di alcuni membri della minoranza”, ha ritenuto “inopportuno votare un punto all’ordine del giorno presentato da chi, ‘fino a ieri’, si è schierato per la sanità privata preferendo presentare e votare, invece , un proprio atto di indirizzo politico a tutela dell’ospedale Santa Maria di Misericordia”.

Spiega la consigliera comunale Emanuela Guerra: “Abbiamo deciso di portare in votazione una delibera di atto di indirizzo politico perché vogliamo ribadire chiaramente come la difesa dell’ospedale pubblico sia stata perpetrata da questa amministrazione già dal 2017, quando la minoranza consigliare di allora (che è rimasta minoranza consigliare oggi) dava ampi spazi all’apertura di un processo di privatizzazione che non è mai stato condiviso né spiegato alla città. Era allora un salto al buio, lo è ancora più oggi, alla luce del procedimento giudiziale che non si è ancora concluso. Vogliamo quindi ribadire la nostra coerenza circa la volontà che il Santa Maria di Misericordia rimanga pubblico, a differenza di chi oggi cambia idea perché ha capito che i cittadini sono fermamente schierati sulla nostra idea. La paternità della battaglia sull’ospedale è la nostra, e così riteniamo debba rimanere anche in un atto del consiglio”.

Aggiunge il sindaco Riccardo Tomatis: “Devo confessare di aver pensato ad uno scherzo quando ho letto questa mozione presentata da chi, in passato, si è battuto strenuamente e ha gioito alla notizia della privatizzazione dell’ospedale Santa Maria di Misericordia. Questo cambio improvviso di orientamento francamente ci lascia perplessi. O li abbiamo convinti noi con la nostra costante lotta per l’ospedale pubblico ad Albenga o hanno capito, come è emerso a seguito dell’emergenza sanitaria, che la sanità privata (il cosiddetto modello lombardo) non ha funzionato o più facilmente i consiglieri di minoranza hanno immaginato un cambio di direzione su questo tema da parte del Presidente Toti e, da bravi soldatini, si sono adeguati. La loro mancanza di coerenza, tuttavia, sembra una presa in giro soprattutto nei confronti di chi li ha votati”.

“Di solito il nostro fine è quello di raggiungere l’obiettivo, ma con questo ordine del giorno i consiglieri Calleri, Porro e Ciangherotti stanno dando un grave esempio di disonestà intellettuale. Dopo anni di lotta per la gestione privata dell’ospedale di Albenga ora non possono prendersi la paternità di questa delibera, ma possono sempre votare la nostra e iniziare, su questo tema, un percorso condiviso”.

Il consigliere Cangiano aggiunge: “Da sempre, anche prima dell’emergenza Covid, ho creduto che privatizzare una struttura nuova e funzionale come la nostra era una scelta profondamente sbagliata. Per quel che concerne il punto all’ordine del giorno ritengo che non possa essere votato, infatti, se anche si può cambiare idea su un determinato argomento, non è possibile farlo semplicemente presentando un punto all’ordine del giorno in consiglio comunale, ma è necessario ammettere di aver sbagliato e spiegare i motivi reali che hanno condotto a tale decisione”.

Il consigliere Roberto Tomatis nel prendere le distanze dai membri della minoranza si è reso disponibile ad intraprendere un percorso condiviso al fine di ottenere chiarimenti dal Presidente Toti.

Respinta quindi la delibera presentata da Calleri, Porro e Ciangherotti è passata, invece, quella presentata dalla maggioranza (il consigliere Minucci si è astenuto sul punto).

“La tutela dell’ospedale Santa Maria di Misericordia come ospedale pubblico andrà avanti, quindi, grazie all’iniziativa degli amministratori che da subito hanno creduto che questa fosse la scelta migliore a tutela dei cittadini e della sanità territoriale”, dicono dalla maggioranza.

E Calleri, Porro e Ciangherotti contrattaccano: “La sanità pubblica, per il sindaco Tomatis, funziona meglio, se si parla di Ospedale di Albenga. Se invece la sanità è quella privato-convenzionata, a cui appartiene di mestiere il medico Riccardo Tomatis, allora per il sindaco il discorso cambia eccome. E invece, noi del centrodestra, senza alcun problema a riconoscerlo, abbiamo apprezzato davvero l’ottimo funzionamento dell’ospedale di Albenga durante questa pandemia senza fine, perché abbiamo visto medici e personale tecnico sanitario del Santa Maria di Misericordia davvero impegnati a curare e salvare vite umane senza remore, rischiando anche la propria salute”.

“Ecco perché, con un ordine del giorno al primo punto delle pratiche in consiglio comunale, abbiamo cambiato idea e abbiamo deciso di chiedere a Toti di fermare la privatizzazione del Santa Maria di Misericordia e di restituirlo agli albenganesi ripristinando, nell’attuale sede di viale Martiri della Foce, l’ospedale ‘di base’, secondo quanto già preesistente al declassamento operato dall’ex governatore piddino Claudio Burlando. In base agli standard ospedalieri che governano la sanità, secondo il vigente decreto Balduzzi, applicato al bacino d’utenza, l’ospedale ‘di base’ ad Albenga deve essere di nuovo dotato di pronto soccorso e delle seguenti specialità: medicina interna, chirurgia generale, ortopedia, anestesia, guardia medica h24, radiologia, laboratorio”.

“Ci chiediamo però, di fronte alle sirene del centrosinistra e al voto contrario dell’intera maggioranza al nostro ordine del giorno, dove fossero gli amministratori comunali del Pd, quando Burlando e l’allora assessore alla sanità regionale Montaldo chiudevano l’ospedale di Albenga? Noi, centrodestra di Albenga, con questo ordine del giorno chiediamo al governatore Toti di sospendere la privatizzazione dell’ospedale di Albenga, iniziata nel 2011 dal centrosinistra in Regione con l’apertura del reparto privato del Gsl, a noi non interessa se il gatto è bianco o nero, ci interessa che prenda i topi, per dire che non ci interessa se ospedale pubblico o in convenzione ai privati, ci interessa che l’ospedale curi i pazienti, garantisca la sanità al costo del ticket a tutti i cittadini senza liste di attesa”.

“E considerato che gli investimenti strutturali della Regione con il Recovery  Found da poco approvato consentiranno di liberare risorse sulle manutenzioni ordinarie da destinare alla assunzione di nuovi medici e personale sanitario per i reparti di Albenga, noi scegliamo di stare dalla parte del bene pubblico del nostro ospedale”.

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