Peculiarità

Albenga, Giudice (Confcommercio) scrive al Comune: “Un registro delle sagre autentiche per tutelare tradizioni e esercenti locali”

"Dare priorità agli eventi enogastronomici con una riconosciuta valenza di tradizione, coinvolgendo operatori del territorio, creando partnership anche con i ristoranti della zona"

Albenga. “Ogni Regione dovrebbe potersi avvalere di un registro delle sagre autentiche, per fornire le corrette linee guida ad ogni Comune”. Ne è convinta Lorenza Giudice, presidente di Confcommercio Albenga.

In una lettera inviata al Comune di Albenga, Giudice sottolinea che “Confcommercio non è assolutamente contraria a queste manifestazioni”, però crede che sia “importante dare priorità agli eventi enogastronomici con una riconosciuta valenza di tradizione, coinvolgendo operatori del territorio, creando partnership anche con i ristoranti della zona. A fronte di questo, Confcommercio si chiede da sempre se il confronto si sviluppa per trattare di sagre gastronomiche tipiche o di ristorazione parallela”.

“Nel 70% dei casi nazionali, gli eventi si dimostrano strumenti per fare cassa spacciando per locali, prodotti di scarsa qualità e senza legame con il territorio. In un momento di così profonda crisi derivante non solo dal Covid-19 in cui comprare locale è priorità fondamentale e assoluta, sarebbe importante cogliere uno spunto per innovare. Durante questo stop temporale, nell’attesa di riprendere la consuetudine che auspichiamo avvenga presto, urge dare sviluppo turistico alla distinzione tra locale e tipico (purtroppo generico), in quanto locale identifica la stretta connessione tra un prodotto e un territorio, è il nostro patrimonio enogastronomico. Sono tantissime le manifestazioni che non hanno requisiti di autenticità e non raccontano nulla dei territori dove vengono organizzate, questi eventi generano un volume d’affari su cui non ci sono imposte e contributi con grave danno per tutti quei pubblici esercizi che devono rispettare leggi molto stringenti in materia di fisco, di sicurezza alimentare, di igiene, di accessibilità”.

Confcommercio “pone attenzione ed è sensibile alla cancellazione di feste, sagre e fiere, causa Covid-19, in quanto il mancato supporto economico per associazioni, quali pro loco, associazioni sportive, parrocchie e organizzazioni volontarie, sottrae una funzione importantissima, l’aggregazione sociale, che per natura ad oggi non può esistere causa rischio pandemico. Il mondo dell’associazionismo è un importante patrimonio culturale della nostra Liguria, che vive e si nutre delle tradizioni e culture locali, tramandate e sopravvissute grazie anche al lavoro di volontariato, le manifestazioni locali dovrebbero rappresentare la promozione sociale della tipicità. A fronte di questo, l’ufficio studi di Confcommercio Fipe, ha valutato che 7,5 sagre su dieci sono giudicate di bassa qualità, ogni comune italiano ha una media di cinque sagre, per 306.000 mila giornate di attività complessiva”.

Quindi Confcommercio si pone come interlocutore “sul progetto complessivo del regolamento non su i singoli articoli, ogni sagra, evento, manifestazione, dovrebbe almeno farsi portatrice di indicare ai fruitori la visita dei nostri patrimoni storico culturali come hub turistico, il calendario dovrebbe prevedere la destagionalizzazione e una parte degli introiti destinato ad un capitolo specifico a beneficio della collettività”.