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Vado, il Comune risponde a Rifondazione: “In 7 anni progetti concreti per creare occupazione e risanare le aree dismesse”

Continua il botta e risposta tra gli schieramenti di centro-sinistra e l'amministrazione comunale di Vado Ligure rispetto al contesto socio-economico attuale della cittadina

Vado Ligure. Continua il botta e risposta tra gli schieramenti di centro-sinistra e l’amministrazione comunale di Vado Ligure rispetto al contesto socio-economico attuale della cittadina rivierasca nato dal primo scontro tra il sindaco Monica Giuliano e il Pd di Savona a proposito dei nuovi impianti a gas della Tirreno Power.

Dopo l’attacco di Rifondazione Comunista, ecco la replica del vice sindaco Fabio Gilardi: “In questi ultimi giorni si sente parlare molto spesso di Vado, si sente dare giudizi negativi e fantasiosi sull’operato di questi anni e, fortunatamente anche positivi per altre tematiche più importanti per i cittadini e lo sviluppo del nostro territorio. Vado ha subito una grande crisi industriale, con grande difficoltà e lungimiranza anni fa si è intrapreso un cammino, la logistica e la portualità come nuovo elemento di sviluppo, su cui la politica ha dibattuto molto, rischiando altresì di perdere quel cammino”.

“Sulla settore della logistica e l’insediamento della nuova piattaforma è nata un filiera, le aree retroportuali hanno ritrovato nuova vita e gli investimenti prendono forma, come espresso nel nostro progetto amministrativo le attività esistenti è necessario che si consolidino e questo per contribuire al mix produttivo che porta risvolti occupazionali ed economici al territorio solidi. Bombardier, Sanac, Tirreno Power, Esso, Infineum: aziende che è necessario ed auspicabile che si rafforzino la loro presenza. Il grande riassetto infrastrutturale è in corso, con un disegno di Vado che sta vedendo la sua realizzazione, prendendo forma, una grande attenzione ed attrazione per nuovi investimenti e quindi occupazione”.

“Una riqualificazione urbana che prosegue dopo il primo step, portato a termine con fatica dopo uno stop di anni, per 10 milioni, investimenti in opere pubbliche che superano i 5 milioni anno e dove quest’anno vedono partire i lavori per via 25 Aprile, la passeggiata di Porto Vado, il parcheggio e il nuovo parco di Sant’Ermete, la piazza di Segno e altro. Grandi investimenti programmati ed in corso di progettazione definitiva quale il palazzetto e le nuove scuole per quasi 15 milioni, la manutenzione del territorio.. come la lotta al dissesto idrogeologico ed il verde pubblico, un bilancio solido ed in grado di offrire servizi alla persona importanti”.

“Vado è vista in vari luoghi come potenziale propulsore per l’economia e gli investimenti territoriali.. continue e frequenti interlocuzioni con imprese, enti, ministeri per portare a compimento grandi opere come il casello, la strada di scorrimento veloce, il potenziamento del settore ferroviario, dove solo questo e accompagnato da investimenti che superano i 20 milioni. Sul fronte industriale, un’azienda del territorio che esprime un progetto, ha sempre la nostra attenzione perché crea un opportunità di valore per tutta la comunità. Viene valutata sotto diversi profili, e poi ci si esprime di conseguenza”.

“Nel merito del progetto di Tirreno Power, noi abbiamo deciso che solo dopo l’espressione del parere di chi ha competenza tecnica ovvero i ministeri dedicati, si valuterà e si esprimerà un parere cercando di portare a fattor comune i termini compensativi, occupazionali e correlati. Crediamo che se una azienda propone un progetto, nelle sue aree, senza consumo di territorio, anzi la cessione della maggior parte non più utilizzate, sia una opportunità e una cosa da valutare. Sia per il consolidamento di una filiera ed in questo caso quello dell’energia, di strategica importanza europea, sia per il miglioramento ambientale che ne può derivare da un impianto di nuova ed ultima tecnologia, con una vita operativa nuova e comunque chiamato a compensare una sfida importante ovvero la piena e completa sostenibilità energetica, la quale potrà però arrivare solo attraverso una transizione energetica che ad oggi traguarda il 2030 ed il 2050 così come previsto dal piano e energetico europeo e dalle ipotesi di finanziamento per la stessa transizione. In termini di opportunità c’è chi deve dirlo e lo ha fatto, ovvero il governo e l’Europa con il piano energetico, in termini ambientali e sanitari i ministeri competenti dovranno esprimersi. Sicuramente investimenti, paragonabili a questo, oltre che in termini diretti portano occupazione e economia indiretta nella fase realizzative, di manutenzione e nell’indotto.”.

“C’è da consolidare e potenziare settori come la ricerca e l’università già presente in sito, chiederemo ci sia un forte impegno comunque su questo, non solo sul tema energia ma anche quello della logistica. Sappiamo che le aziende vivono e le economie vivono se corrono insieme alla ricerca. Crediamo che a Vado ci sia un modello di sviluppo fatto di responsabilità che è partito molti anni fa. Se la piattaforma non fosse stata realizzata non ci sarebbe nemmeno quella filiera, Asdp e Maersk prima ed Apm dopo, hanno proposto un progetto e finanziato acquisendo e consolidando Reefer, qualche anno fa in seria crisi, ricordiamo proposte alternative che poi si sono rilevate fantasie”.

“Poi non entriamo nella politica degli annunci, noi abbiamo scelto di ‘provare’ a dare un contributo e a portare a compimento delle cose a Vado con un gruppo civico che rappresenta diverse sensibilità del territorio e che possa essere libero da ragionamenti esclusivamente politici. Credo che in questi giorni si stia facendo tanto fumo.. e forse ai cittadini, alle imprese, all’economia interessano i fatti. Non le pregiudiziali o i giudizi politici a priori e condizionati o peggio affrettati, che oltre creare diffidenza a qualsiasi cosa incarnano la ‘sindrome di nimby’. Crediamo fermamente che bisogna valutare le opportunità, non creare i mostri: questi ultimi spaventano ma non danno contributi in termini reali all’economia e all’occupazione”.

“Crediamo che la politica, tutta, dovrebbe far quadrato intorno a Vado, che, anche per la sua storia, dove è stato motore di una provincia per svariati anni . Lo stiamo facendo sul territorio e su tanti temi anche con l’opposizione costruttiva che può coesistere in un comune come il nostro. Ci sono tanti insediamenti produttivi? Bene. Se contribuisco all’economia, all’occupazione e se migliorano i suoi impianti per renderli più efficienti e compatibili, bene è positivo. Vado ha dato tanto anche per altri territori ed è corretto provare a ritornare orgogliosamente quello che è stato anni fa, creando opportunità per le imprese e attrarre nuovi investimenti. Con la politica del no a prescindere crediamo si limitino le possibilità e non si creino le giuste opportunità”.

Sabrina Dellacasa, consigliere di maggioranza e presidente del consiglio comunale, aggiunge: “Le favole le hanno sempre raccontate loro perché hanno sempre parlato di progetti utopistici senza nessun fondamento con la realtà. La nostra amministrazione ha portato a casa in 7 anni progetti concreti con l’obiettivo di creare nuova occupazione e dare spazio a nuove attività risanando dal punto di vista ambientale aree dismesse da molti anni, tutto quanto fa parte nostro programma di mandato, basta leggerlo e aprire gli occhi verso la città che è profondamente cambiata”.

“Sviluppo è il termine corretto e non favole, sviluppo industriale riqualificazione urbanistica e servizi per la collettività in economia circolare. Basta partire dalle nuove piccole realtà commerciali che si sono affacciate fronte porto e che negli ultimi anni hanno rinvigorito spazi commerciali vuoti da decenni, in un solo anno cento milioni di investimenti di privati si sono sviluppati sul nostro territorio; è chiaro che il comune di vado non può essere la panacea di tutti i mali della provincia, ma è altrettanto palese il contributo importante all’occupazione dell’intera provincia, il nostro territorio accoglie ogni giorno lavoratori che vivono in comuni limitrofi noi siamo orgogliosi e soddisfatti della nostra azione amministrativa. Ribadiamo che noi non abbiamo detto No a prescindere alla questione Tirreno Power ma attendiamo gli esiti delle due valutazioni di impatto ambientale e impatto sanitari”.

“La nostra amministrazione è fatta di donne e di uomini che vivono e lavorano a vado Ligure e hanno come obiettivo sviluppare nuova occupazione nuove industrie compatibili con il territorio e così è stato dal carbone. Oggi è iniziata una nuova era dove la logistica, la portualità, la metalmeccanica e altre attività produttive e altre attività produttive fanno parte di un sistema importantissimo per la nazione intera.”

Ancora la Rete No Fossili: “Non c’è miglioramento ambientale se a un impianto ne sommi un altro, benché più efficiente. È matematico. Diverso sarebbe se fosse in sostituzione. La somma dell’inquinamento di due grandi impianti crea un enorme inquinamento. Stessa cosa quando parla di sindrome di nimby (‘non nel mio cortile’): abbiamo dato già molto in passato, e stiamo già dando ancora: con una centrale già esistente, e tante altre aziende inquinanti. Mi sembra semmai che, con biodigestore, discariche, piattaforme e tanto altro, la Giuliano soffra della sindrome opposta: ‘tutto nel mio cortile’). Sono falsità comunicative, evidenti ai bambini. La sua mancanza di obiettività la porta per esempio a non dire mai e poi mai quanto pochi sono i posti di lavoro a regime, mentre parla sempre e solo di investimenti iniziali”.

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