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Vaccino, Pastorino: “La Liguria sembra distinguersi in negativo, troppe poche certezze”

"A parte date vaghe di inizio e fine vaccinazione, nulla è stato comunicato nelle sedi istituzionali"

Liguria. “In Liguria la situazione sul piano di vaccinazione anti covid è terribilmente nebulosa. Il presidente Toti ci dirà qual è la nostra progettualità a riguardo? Rispondendo a una mia recente interrogazione sul tema, ha affermato che entro il 30 giugno 2021 sarebbero stati vaccinati tutti gli over 65 e che entro il 30 settembre sarebbero stati vaccinati tutti i cittadini e le cittadine della Liguria che avessero potuto e voluto sottoporsi a vaccinazione. Se fosse vero saremmo comunque in ritardo di 120 giorni rispetto alle previsioni dell’Emilia – Romagna e con una popolazione di molto inferiore”.

Così Gianni Pastorino, capogruppo in consiglio regionale di Linea Condivisa e vice presidente della Commissione Sanità, attacca il piano di  vaccinazione di Regione Liguria confrontandolo con quello della Regione Emilia – Romagna. “Il piano emiliano romagnolo, se arriveranno le forniture necessarie, prevede – spiega Pastorino – fino a 45mila dosi di vaccino al giorno, oltre 1,3 milioni al mese, col dispiegamento possibile quotidiano di 75 team e oltre 1.000 operatori in più di 70 punti vaccinali per tutta la Regione”.

“Certamente è un piano ambizioso – puntualizza Pastorino -, in linea però con le più recenti affermazioni della comunità scientifica che dicono sia necessario vaccinare in tempo breve più persone possibili. Sarebbero in grado, a fronte di una popolazione di 4.459 milioni di  persone, in circa 100 giorni di vaccinare l’intera popolazione, esclusi ovviamente i soggetti che a causa delle loro condizioni di salute non possono ricevere il vaccino”.

“Per ottenere un risultato in linea con le linee guida nazionali, dovremmo essere in grado di vaccinare circa 12.500 persone al giorno – prosegue Pastorino -. Ma per fare questo bisogna costruire un programma, renderlo pubblico, monitorarlo continuamente, evidenziare quali sono i soggetti vaccinatori, essere in grado di garantire la catena del freddo e mappare gli spazi idonei e disponibili.

“Quanti medici, infermieri e operatori sanitari sono stati arruolati? Quante e quali aree vaccinali sono state individuate? La Liguria ha intenzione di prenotare e utilizzare le ‘primule’ progettate da Boeri? Come si pensa di gestire la campagna domiciliare nei pazienti anziani e fragili? Ad oggi, a parte date vaghe di inizio e fine vaccinazione, nulla è stato comunicato al Consiglio Regionale o alla Commissione competente per fare chiarezza sulla programmazione e sulle metodologie concrete di accesso al vaccino”.

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