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Vaccini nelle aziende della sanità pubblica e privata, Cub: “Iniziativa meritevole, ma garantire libertà e privacy”

Confederazione Unitaria di Base: "Indispensabili l'assoluto rispetto delle norme contrattuali e di legge"

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Provincia. “Riteniamo l’iniziativa delle aziende della sanità e dell’assistenza alla persona di vaccinare i propri dipendenti meritevole e condivisibile, ma le modalità utilizzate in alcune occasioni ci portano a sottolineare la necessità di veder garantiti, sotto ogni profilo, il diritto dei lavoratori e delle lavoratrici di accedere a questa scelta nella più totale libertà e consapevolezza e di non veder violati nel contempo altri diritti. Ricordiamo il diritto alla privacy, ad eseguire la vaccinazione in ambiente sicuro e tramite personale idoneo, alla verifica della corretta conservazione dei farmaci e ad una sorveglianza puntuale su ogni possibile effetto avverso”.

E’ quanto dichiarano dalla Confederazione Unitaria di Base (Cub) relativamente alle procedure avviata dalle aziende operanti nel settore della sanità, sia pubbliche che private, per vaccinare i dipendenti.

“Precisiamo alcuni elementi – proseguono dal sindacato – sui quali riteniamo indispensabili l’assoluto rispetto delle norme contrattuali e di legge. Qualunque indagine sulle scelte che i dipendenti intendono operare in tema di vaccinazione (eventuale rifiuto e motivazioni, anche quando avviata al fine di conoscere quante dosi saranno necessarie) rientra nelle informazioni sanitarie e pertanto non può che essere organizzata e gestita esclusivamente dal medico competente e coerente con quanto disposto dal documento di valutazione dei rischi aggiornato. Insieme all’offerta vaccinale e alla richiesta di adesione deve essere chiarito ai lavoratori e alle lavoratrici che, allo stato attuale, non essendoci alcuna norma di legge o contrattuale che ne impone l’obbligatorietà, l’eventuale rifiuto non comporterà alcuna sanzione o modifica automatica delle precedenti condizioni di lavoro e di mansione”.

“Il modulo – spiegano – riportante la richiesta di sottoscrizione del consenso informato non deve essere inviato precedentemente ai dipendenti con contestuale richiesta di compilazione, sottoscrizione e restituzione da parte del lavoratore ma dovrà essere compilato e sottoscritto solo in presenza dei medici e del personale sanitario che offrirà l’informazione, risponderà alle domande e si incaricherà di effettuare l’inoculazione del vaccino”.

“Diffidiamo pertanto qualsiasi azienda – concludono – che avesse violato queste norme dal proseguire, sottolineando che ogni forma di costrizione comunque mascherata ed ogni tentativo di raccolta di dati sanitari da parte di soggetti non autorizzati potranno essere denunciati alle autorità competenti, così come ogni attività di somministrazione delle vaccinazioni eseguite in difformità da quanto previsto dalle linee guida governative”.

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