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Fu nella scorta di Falcone e Borsellino, morì in un incendio: ex colleghi lanciano raccolta fondi per la sua tomba foto

Walter Cucovaz, scampato per miracolo alla strage di Capaci, venne trasferito a Savona e negli anni cadde in depressione

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Savona. Una tomba abbandonata e in condizioni di degrado, a denunciarlo era stato il Gruppo Antipolitico Savonese, ed ora i suoi ex compagni di corso hanno attivato una raccolta fondi per ridare degna sepoltura a Walter Cucovaz, l’ex poliziotto deceduto all’età di 57 anni nell’incendio del suo appartamento di Legino la sera di Capodanno del 2017. 

Cucovaz in gioventù aveva fatto parte della scorta dei magistrati Falcone e Borsellino, però negli ultimi anni della sua vita era caduto nel baratro della depressione. Prima il dolore per la morte dei colleghi durante la strage di Capaci (si era salvato la vita solo perché casualmente quel giorno era in turno in Tribunale), poi il suicidio del collega e migliore amico e infine la scomparsa del padre, anni di lutti che avevano portato Cucovaz ad una profonda crisi depressiva, che ne aveva minato le facoltà, tanto che gli era stato dato un amministratore di sostegno, con un sussidio mensile di poco più di 300 euro.

A distanza di più di due anni dalla sua scomparsa, i partecipanti al 78° corso Allievi Guardia del 1981 si sono ritrovati in una chat per festeggiare il 40° anniversario dal loro addestramento e organizzare una rimpatriata. Ma tra i vari messaggi, è emersa la tragica storia del loro ex compagno, che in molti non conoscevano. Subito il gruppo si è attivato per avere maggiori informazioni contattando il Gruppo Antipolitico Savonese e procedere con una raccolta fondi.

“Walter era nel nostro plotone – racconta il poliziotto Lucio Cucchiarelli – dopo essere venuto a conoscenza della sua storia e della situazione della sua tomba, sono rimasto davvero colpito. Per questo, insieme, abbiamo deciso di organizzare una raccolta fondi che possa ridare una degna sepoltura a Walter, doneremo una somma per la cura e la manutenzione della tomba per gli anni a venire e, se riusciremo, compreremo un loculo”. 

Un pezzo di marmo, con incise le scritte “Walter Cucovaz 1961-2017”, nessuna foto e nemmeno fiori. Fino alla segnalazione del Gruppo Antipolitico Savonese, questa era la situazione. Poi lo stesso gruppo (che dal 2016 si era battuto per Cucovaz), con le risorse a disposizione, ha provveduto alla pulizia, a portare qualche pianta e a tenere in ordine la tomba durante gli ultimi anni. 

tomba cucovaz

“Vedendo quelle immagini e sentendo la sua tragica storia, ho riscontrato la vera solitudine – evidenzia Cucchiarelli – Le istituzioni avrebbero potuto fare di più, garantendogli una maggiore assistenza, magari non si sarebbe lasciato andare così. Il nostro è un mestiere che si ha nel sangue, in cui noi poliziotti crediamo molto, andiamo incontro a diversi pericoli e l’adrenalina è sempre a mille. Dopo aver passato una vita sulla strada a combattere la criminalità, vedere un collega sepolto così mi ha dato un grande rammarico. È vero, prima o poi tocca a tutti morire, ma c’è morte e morte”.

E poi il ricordo di quando avevano 18 anni e insieme si stavano addestrando: “Eravamo molto giovani e Walter era un ragazzo solare e spensierato, ricordo che lo prendevamo in giro perché diceva sempre ‘belin’ – racconta Cucchiarelli con un sorriso misto a nostalgia e il suo marcato accento romano – Purtroppo dopo il corso non ci siamo più frequentati, ma ho un bellissimo ricordo di quegli anni”. 

La sua una storia tragica, un vita piena di dolore, per cui il Gruppo Apolitico da anni si batteva. Prima per rendere nota la sua situazione. “Ho servito lo Stato, rischiando la mia vita. Ho visto morire i miei colleghi. L’unica cosa che chiedo è riprendermi la mia dignità” aveva dichiarato Cucovaz ai microfoni di Ivg che soffriva per tutti i lutti che aveva dovuto affrontare, ma anche per dover chiedere al suo amministratore di sostegno le risorse per risolvere i piccoli problemi quotidiani, nonostante un conto corrente pienamente in positivo: “Vivo in una casa piena di danni – aveva raccontato – ho la lavastoviglie rotta, sono costretto a girare le manopole del gas con le pinze. Ho la tenda del balcone strappata e d’estate non posso farmi ombra. Sono piccoli problemi quotidiani, che però non posso risolvere se non abbassandomi ogni volta a chiedere al mio amministratore”. 

Fino alla tragedia del dicembre 2018, quando – nonostante le deboli condizioni psicologiche di Cucovaz – non vi fu un gesto volontario, ma un rogo originato dal materasso, probabilmente a causa di una sigaretta lasciata accesa. Da anche in quel momento il Gruppo Apolitico Savonese non l’ha lasciato solo, segnalando le condizioni di totale degrado della tomba: “Lo troviamo di un indecenza incredibile… A Walter gli si era mancato di rispetto da vivo, abbandonato da parenti e istituzioni, ma notiamo che da morto è anche peggio…”.

Ed ora, la chiamata degli ex colleghi che dà nuova speranza al gruppo: “Siamo molto contenti, speriamo che finalmente Walter possa avere una degna sepoltura, come merita. In questi anni abbiamo fatto il possibile” spiega l’amico Ned Taubl. 

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