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Tirreno Power, la rivelazione di Lo Presti: “Tentativo politico di riavviare gli impianti aggirando il sequestro”

Queste le dichiarazioni dell'ex direttore generale del Ministero dell'Ambiente. In Regione Sansa presenta una interrogazione sulla centrale a turbogas

Vado Ligure. “Giuseppe Lo Presti, direttore generale del Ministero dell’Ambiente e all’epoca dei fatti dirigente responsabile per il rilascio dell’AIA, dopo tanti ‘no so‘, ‘non ricordo‘ (tanto da essere richiamato dal giudice), ha dichiarato che nel maggio 2014 era in atto un tentativo politico di predisporre un atto normativo che avrebbe dovuto essere un vestito su misura per consentire a Tirreno Power di riavviare gli impianti a carbone secondo il piano da loro presentato e aggirare il sequestro penale che era intervenuto due mesi prima (marzo 2014)”.

Lo comunica, in una nota, il Movimento 5 Stelle savonese riportando la dichiarazione dell’ex direttore generale rilasciata nel corso dell’udienza di questa mattina nell’ambito del processo a carico di Tirreno Power per il quale sono imputati 26 persone, tra vertici e dirigenti dell’azienda, rinviati a giudizio per disastro ambientale e sanitario colposo.

“Tale documento – spiegano in pentastellati – proveniva dal Ministero dello Sviluppo Economico, e Lo Presti e i dirigenti del Ministero dell’Ambiente lo avrebbero dovuto ‘migliorare’ (da lì le esternazioni di Lo Presti, che era contrario all’operazione, emerse nelle intercettazioni dell’inchiesta, ‘Stiamo facendo una porcata… Stiamo scardinando i principi generali dell’ordinamento…. mi sputerei in faccia…‘)”.

“Dalle intercettazione dell’inchiesta, acquisite oggi in udienza, emerge che tale documento sarebbe dovuto essere successivamente consegnato direttamente all’avvocato di Tirreno Power Paola Severino (ed ex Ministro) al Ministro dello sviluppo economico Guidi. Lo Presti ha anche confermato che all’epoca di questi fatti c’erano stati contatti tra lui, il dirigente del Ministero Mariano Grillo e l’amministratore delegato di Tirreno Power Massimiliano Salvi” concludono.

E su Tirreno Power dibattito oggi anche in Consiglio regionale. Il consigliere regionale Ferruccio Sansa (Lista Ferruccio Sansa presidente), infine, ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dai colleghi del gruppo, in cui ha chiesto alla giunta quali iniziative assumere rispetto alla richiesta di Tirreno Power di realizzare una nuova unità a ciclo combinato nella centrale termoelettrica di Vado Ligure” per produrre altri 800 megawatt. Sansa ha ricordato che la parte della centrale alimentata a carbone è sotto sequestro da sette anni per ordine del gip in quanto è in corso un processo per disastro ambientale e sanitario colposo.

“Come avevo preannunciato, ho chiesto di calendarizzare al più presto le audizioni relative al tema Tirreno Power nella commissione II, lavoro e attività produttive, della quale sono Vicepresidente, e nella commissione IV, ambiente e territorio, competente in materia” ha aggiunto il consigliere Roberto Arboscello (Pd-Articolo 1).

“Il prossimo 18 marzo saranno quindi ascoltati in Consiglio regionale i rappresentanti aziendali, degli Amministratori locali, degli industriali, dei sindacati, dei comitati e di tutti i soggetti coinvolti in questo delicato e importante processo. Credo che fare politica sia questo, fare un servizio ai cittadini, soprattutto su tematiche delicate, cercare di approfondire per poi dare delle risposte e decidere. Lascio agli altri, nel territorio savonese, l’utilizzo di altre modalità, noi andiamo avanti senza posizioni precostituite, ma attraverso il confronto nelle sedi istituzionali” conclude

L’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone ha risposto: “Il procedimento per ottenere l’autorizzazione unica per il nuovo intervento è sospeso in attesa della Valutazione di impatto ambientale, che è di competenza nazionale». E ha aggiunto: “La Regione ha trasmesso al ministero dell’Ambiente il 25 gennaio scorso le proprie osservazioni in cui hanno chiesto alcune integrazioni documentali e approfondimenti relativi all’impatto sull’aria, sulle acque e sanitario”.

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