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Spostamenti tra le regioni vietati fino al 27 marzo e in zona rossa stop alle visite agli amici

Restano le deroghe, comprese le seconde case, ma aumentano le strette per la fascia più a rischio

Roma. Prorogato fino al 27 marzo il divieto di spostamento tra le regioni. Come previsto il premier Draghi abbraccia l’ala rigorista del ministro Speranza e del Cts, preoccupati soprattutto per le varianti del virus, vietando per un altro mese la possibilità di uscire dalla propria regione: il precedente dpcm aveva, infatti, fissato la scadenza del divieto al 25 febbraio.

Restano le deroghe già previste: ci si può spostare oltre i confini regionali (con autocertificazione) per comprovate esigenze lavorative, o situazioni di necessità, ovvero per motivi di salute. È sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Quindi via libera anche al rientro nelle seconda casa di proprietà o affittata prima del 14 gennaio.

Inoltre, come è stato stabilito dopo le festività natalizie, è sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Quindi via libera anche al rientro nelle seconda casa di proprietà o affittata prima del 14 gennaio.

C’è una novità tuttavia: in zona rossa non sarà più consentito lo spostamento verso le abitazioni private per far visite ad amici e parenti che resta invece consentito nelle zone gialle e arancioni, una sola volta al giorno, tra le 5 e le 22, in massimo due persone, con i figli minori di 14 anni.

Il via libera a prorogare lo stop agli spostamenti tra le regioni a causa della preoccupazione in tutto il Paese per il diffondersi delle varianti del virus era arrivato dalle stesse regioni.

Dopo il cdm di questa mattina e già nel corso della giornata di oggi il Governo si confronterà nuovamente con i presidenti delle Regioni per trovare una quadra sul nuovo dpcm che il premier Draghi dovrà approvare entro il 5 marzo: le regioni chiedono il mantenimento delle fasce colorate ma chiedono che la cabina di regia che dovrà decidere i ‘colori’ arrivi a inizio settimana e non a ridosso del weekend. Ancora tra le richieste quelle di ristori immediati per tutte le attività che saranno chiuse, la possibilità di istituzione zone arancioni o rosse provinciali o comunali per dare maggior respiro alle attività delle porzioni dei territori dove il contagio è effettivamente meno preoccupante.

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