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Pensiamoci
di Sandro Chiaramonti

Savona solidale nel Dna tende sempre la mano ai suoi figli più sfortunati, i senzatetto

Ma c’è il caso delle proteste in piazza Maestri dell’Artigianato

Savona. Alla fine si scopre che Savona è quella che è: una città accogliente, che ha nel suo dna il merito di porgere la mano ai figli più sfortunati, che non si tira indietro. Magari mugugna, ma non esita a mettere mano al portafoglio anche se di questi tempi dentro c’è quello che la crisi ha lasciato, cioè poco. Parliamo dei senzatetto, un popolo difficile da catalogare, da capire, che talvolta si fa fatica persino ad aiutare.

Il caso del giorno è una petizione di alcuni condomini di palazzi che  si affacciano su piazza Maestri dell’Artigianato. “Un tempo – dicono in sostanza i firmatari – c’erano tre o quattro clochard tranquilli, addirittura tenevano pulita la zona e in qualche modo li ricompensavamo. Ora non più, è arrivata una decina di senzatetto che si ubriacano, urlano, lasciano la zona in condizioni igieniche precarie, a volte sembrano aggressivi. Abbiamo paura a uscire e soprattutto a far uscire i nostri figli”.

Lì vicino, in via De Amicis, c’è la mensa della Caritas, ma le precauzioni anti Covid non consentono più l’accoglienza con le modalità di un tempo ed ecco quindi spiegati, almeno in parte, gli assembramenti lamentati nella petizione. Se ne stanno occupando le forze dell’ordine, a cominciare dalla polizia di Savona (“Ci stiamo lavorando a tempo pieno, anche se non è facile interagire con questo tipo di persone”, spiega il comandante Igor Aloi), la stessa Caritas con il consueto impegno del direttore Alessandro Barabino, i servizi sociali del Comune.

È l’unico caso in città di tensioni – da monitorare –  con i senzatetto; per il resto la storia racconta perlopiù di cose dolci, di solidarietà in ogni angolo di Savona. Ci fu il caso del senzatetto “anomalo” che voleva lasciarsi morire su una panchina di via Paleocapa, nel tratto verso la Torretta, raccontato passo passo da questo giornale, salvato e rimpatriato nella sua terra natale, l’Albania, grazie a uno straordinario impegno dei Comuni di Savona (con l’input politico della sindaca Caprioglio e quello operativo del segretario generale Lucia Bacciu) e di Cairo Montenotte, dove aveva la residenza ufficiale.

Ce n’è un altro di qualche settimana fa, ancora inedito, che riguarda un senzatetto che viveva anche lui in via Paleocapa, tratto tra via Pia e corso Italia, vita al freddo tra  cartoni e coperte, in compagnia di un cane ammalato. Caso risolto anche questo grazie alla Caritas e altri aiuti. “È andata bene ma eravamo molto preoccupati”, spiega la persona che si è presa cura del senzatetto: “Per favore no, non citi il mio nome, ho fatto solo il mio dovere”.

Savona è così, dicevamo, e sono molti coloro che una mano la tendono sempre. Ne parliamo con Ileana Romagnoli, assessore del Comune con deleghe a “sociale, sanità, politiche scolastiche ed educative, politiche abitative, integrazione e convivenza, rapporti con il volontariato”, come recita il sito del Comune.

Dice Romagnoli: “In qualsiasi città non è facile prendersi cura di queste persone, noi ci proviamo ogni giorno e per fortuna i problemi gravi non sono molti”. Poi viene fuori la sensibilità della persona più che dell’assessore: “Bisogna provare a entrare nel loro modo di pensare e di vivere, nel loro concetto di libertà, nel fatto che talvolta non vorrebbero riemergere neppure se ne avessero la possibilità. Nei giorni di freddo più intenso ho sentito clochard rifiutare persino qualche notte in albergo, poi siamo riusciti con la Caritas e altri a sfruttare un salone della Casa del Volontariato di via San Lorenzo. Ero intervenuta anche di persona per il senzatetto albanese di via Paleocapa, ma lui mi aveva gentilmente respinto, dicendomi di non avvicinarmi perché puzzava”.

Conclude Romagnoli: “Martedì (23 febbraio) ci riuniremo anche con gli assessori Levrero e Santi e i dirigenti dei settori interessati per fare il punto su questi problemi, compresi quelli segnalati dalla petizione”.

La macchina pubblica sembra in moto ed è bene che cerchi di intervenire per tempo senza trascurare neppure un caso. Savona la sua parte la farà sempre, come sempre.

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