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Savona, nel 2020 aumentano richieste di credito presentate dalle imprese: +28,6%

Diminuisce l'importo dei finanziamenti

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Liguria. Anche in Liguria, come a livello nazionale, la dinamica risulta positiva, con una variazione del numero di finanziamenti richiesti del +19,1% rispetto all’anno precedente. Considerando il volume complessivo delle richieste in termini assoluti, la regione si posiziona all’undicesimo posto nella classifica nazionale, calando di un solo posto rispetto all’anno precedente. A livello provinciale si registrano andamenti difformi, con una crescita decisamente robusta a Savona con il 28,6% come a Imperia (35,1%) e Genova (18,4%) a fronte di una variazione modesta a La Spezia, con solo il +2,1%.

E’ questo il dato che emerge dall’indagine di Eurisc (il sistema di informazioni creditizie) sulle richiesto di credito presentate dalle imprese. Per quanto riguarda l’importo medio, invece, con 39.437 euro la Liguria si colloca ben al di sotto della media nazionale (80.941 euro), a fronte di una flessione del -12,0% rispetto al 2019.

Questo potrebbe essere determinato sia da una minore tensione delle imprese sul fronte della liquidità, sia dalla tendenza a richiedere importi più contenuti in funzione della dimensione o dalle specificità delle imprese presenti sul territorio. Il valore più elevato si registra a Genova, con 48.551 euro mediamente richiesti, seguita da Imperia, con 32.591 euro, Savona, con 31.268 euro, e La Spezia, con 30.356 euro.

Tra le province liguri, Genova, con 48.551 euro mediamente richiesti, scivola al 57esimo posto assoluto nel ranking nazionale, rispetto alla 52esima posizione del 2019. La Spezia invece si posiziona penultima.

“L’andamento delle richieste di credito – spiega Simone Capecchi, executive director di Crif – è stato favorito anche dagli strumenti che le istituzioni nazionali hanno attivato nel corso del 2020 per fronteggiare l’impatto sull’economia reale derivante dall’emergenza sanitaria e supportare la liquidità delle imprese”.

“Tra questi – ricorda – le moratorie per la sospensione del rimborso dei contratti in atto e le garanzie statali per favorire l’ottenimento di nuove linee di credito. In questa delicata fase va però sottolineato come la domanda di nuovi finanziamenti sia stata determinata più dalla necessità di far fronte a esigenze di liquidità che da progetti di investimento e sviluppo del business”.

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