Interviste

Savona, il 56% boccia la giunta uscente: “Erano meglio quelli di prima”

Buona parte degli intervistati non sa come rispondere, ma tra chi lo fa sono in maggioranza quelli che scelgono la giunta Berruti

Savona. “Quelli di prima? Erano meglio”. Così l’amministrazione savonese di centrodestra arriva a fine mandato con un consenso, anche fisiologicamente, in declino. Con un sindaco ormai già da mesi senza il sostegno di chi ha festeggiato la sua vittoria e dei partiti della sua coalizione, il dissenso verso le scelte della giunta aumenta anche tra i cittadini. Si ribaltano, infatti, le percentuali che erano emerse al ballottaggio delle elezioni del 2016 in cui la candidata sindaco del centrodestra Ilaria Caprioglio aveva avuto la meglio sulla sfidante del centrosinistra Cristina Battaglia.

A fine legislatura, in previsione delle elezioni amministrative, previste al momento per la primavera 2021, è scontato che i cittadini facciano un bilancio sull’operato dell’amministrazione comunale uscente e abbiano aspettative per i successivi cinque anni. Martedì e mercoledì mattina, IVG ha provato a sondare il terreno e capire qual è la preferenza dei cittadini savonesi, che si trovavano in piazza Sisto, tra l’amministrazione attuale e la seconda giunta di Federico Berruti. Ossia “quelli di prima”, il mantra del centrodestra per definire i “colpevoli” del buco di bilancio e delineare così una separazione netta.

“Meglio la giunta Caprioglio o ‘quelli di prima’?”, è stata la semplice domanda rivolta ai passanti. E il risultato è stato relativamente netto: tolti i “non so”, i cittadini che hanno espresso un’opinione si sono schierati in maggioranza per la giunta Berruti (56%, contro il 44% di chi ha preferito l’amministrazione uscente). Doverosa premessa: il campione non ha alcun valore statistico e non può essere considerato rappresentativo della popolazione, sarebbe quindi sbagliato “generalizzare” i risultati. L’intenzione è stata semplicemente quella di “tastare” per quanto possibile il “sentire comune” del savonese medio.

“Io avevo votato la Caprioglio ma sono rimasta notevolmente delusa perché Savona è declassata rispetto a prima”, così una signora in pausa pranzo boccia senza remore l’attuale sindaco. “Ha detto che si sarebbe preoccupata delle periferie, invece non si occupa di niente, è completamente inesistente. E’ necessaria più pulizia sia delle strade che dei parchi”. E poi ammette: “Nel dettaglio io non mi sono mai preoccupata più di tanto di queste cose”.

Molti si lamentano che oggi “la città è sporca“. Una signora che dichiara di non preferire nessuna delle due giunte poi attacca senza filtri: “Viviamo in una città che fa schifo – facendo riferimento prevalentemente al centro dove abita -, è indecente, orrenda, un degrado unico. Si trova la spazzatura fuori dai bidoni, da via dei Mille a piazza Marconi. E’ una vergogna. Pulizia zero, mal curata e mal tenuta. Ma è un comportamento di tutte le giunte. L’unica nota positiva – sottolinea insieme ad altri tre passanti – è che finalmente hanno aggiustato le fontana di piazza del Pesce“.

Nonostante qualcuno evidenzi dei difetti nell’operato dell’amministrazione attuale la preferisce rispetto alla precedente: “Meglio Caprioglio anche se tante cose non sono andate benissimo, dalla pulizia delle strade sia del centro che della periferia all’ impiego di fondi in cose inutili”. “Speriamo che la prossima sia meglio di questa – aggiungono tre signori fermi a chiacchierare -. C’è poca attenzione, Savona è crollata, basta guardare le attività commerciali, non c’è più una via dove si possa passeggiare. Via Paleocapa è diventata Indian town, ma qua non siamo a Nuova Delhi – ironizza un intervistato -. Per non parlare della pulizia della città e della sicurezza che vengono trascurate”.

“Bisognerebbe fare qualcosa per il verde – aggiungono – e mi pare che non stiano facendo niente. Quel poco che c’è non viene curato, come succede per i giardini del prolungamento”. “L’igiene delle strade dall’ospedale è scarso – puntualizza una di loro che ci abita -, ci sono i topi. E non si chiederebbero opere straordinarie, ma si tratta solo della manutenzione dell’esistente“.

“E’ una città sporca – esordisce un cittadino che vive a Savona da tre anni ma la frequenta da molti di più -. La sporcizia che si trova qui nemmeno nei posti peggiori di Napoli. Ci sono i bidoni dell’immondizia pieni che non vengono svuotati. Ma per il sindaco conta di più l’apparenza che i fatti. Assiste a tutte le manifestazioni ma poi per questa città non sta facendo niente”.

“Savona dovrebbe essere una perla – continua -. Il turismo dovrebbe essere valorizzato, ha il vantaggio di essere sul mare e dovrebbe trarre dai flussi turistici la principale fonte di ricchezza anche se qui per molti viene visto quasi come un fastidio, c’è un’ignoranza che fa parte, come ho potuto capire, dal carattere dei savonesi. Ma nonostante tutto, qui ho comprato casa, pago le tasse, è una città in cui si sta bene. Questa città sta morendo, di 60mila abitanti se togliamo le persone anziane, non dico che sia una città morta ma morente. C’è bisogno di un’idea generale che non è ancora stata sviluppata”.

Alcuni si limitano a dire che “una schifezza così non l’ho mai vista”, “la città è peggiorata sotto il profilo della pulizia e dell’ordine”. Altri invece ne sono contenti: “Città ordinata, illuminazione e raccolta dei rifiuti curata, città più pulita rispetto ad altre” e apprezzano: “Caprioglio si è occupata delle attività culturali, come conferenze e mostre. Certo che non tutto è perfetto, speriamo migliori, il tallone d’Achille rimane la raccolta dei rifiuti. Abito in zone centrali in palazzi belli ed è un disastro ma spero che il prossimo consiglio comunale decida qualcosa. Comunque vorrei si ricandidasse. Io non ho nessun preconcetto contro di lei”.

Oltre a chi a risposto nel merito la risposta che ha raggiunto la maggioranza relativa è stata “Non lo so” (12 risposte), che si sono divise equamente tra le declinazioni “Non mi interessa la politica”, per chi non segue la gestione della “cosa pubblica” e non può entrare nel merito e “Per me uno vale l’altro”, per chi ha manifestato delusione per entrambi.

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