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Savona 2021, ultimatum Amoretti: “Csx per me indispensabile, FdI incompatibile. Pretendo una giunta soprattutto di donne”

"Non ci sono temi divisivi. I migranti? Falso problema. E a Caprioglio e Montaldo dovremmo essere tutti grati"

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Savona. “Savona è governabile solo da una coalizione tra centrodestra e centrosinistra moderati che, insieme, possono unire le forze per amministrare una città difficile e divisa in due. La giunta deve essere formata per la maggior parte da donne, e deve essere premiata la competenza: non credo ai meriti per voto”. Così, a ruota libera, Dario Amoretti pone le condizioni per poter diventare ufficialmente il candidato sindaco dello schieramento del centrodestra per le elezioni comunali previste per la primavera di quest’anno.

Dario Amoretti

Dario Amoretti, scusi, non abbiamo ancora capito. Possiamo chiamarla candidato sindaco oppure no?
No.

Perché tutti dicono di sì…
Sia chiaro: non aspiro a fare il candidato sindaco di una parte, anche se mi è stato proposto. Che sia il centrodestra o il centrosinistra, quest’ultimo più improbabile ovviamente. Se devo candidarmi, lo faccio per una cosa in cui credo da tanto tempo: Savona è governabile solo da una coalizione di centrodestra e centrosinistra moderati che uniscano gli sforzi per amministrare una città difficile e divisa in due. Ad altre condizioni, l’ho detto fin dal primo momento, grazie ma non ci sto.

Però non sarà facile far accettare a Fratelli d’Italia una apertura a sinistra. Avrà FdI in coalizione o non li vuole?
Ma guardi, una cosa bisogna riconoscerla alla Meloni, ed è la coerenza che ha dimostrato anche in questi ultimi tempi. Ha detto di no a un appello drammatico del Presidente della Repubblica e all’italiano più prestigioso che ci sia al mondo: ma come fate a pensare che possa dire di sì all’ultimo come me? Mi aspetto che facciano una lista per conto loro.

Ma se venissero lei li accoglierebbe?
Io non lascio fuori nessuno, la mia proposta è aperta a tutti. Mi aspetto però che, se c’è Fratelli d’Italia, venga a mancare quella parte di centrosinistra che considero indispensabile per il modello che dicevo prima.

Due giorni fa ho fatto una gag, ho fabbricato una sua foto con una spilla addosso della Lega. Perché sa come vogliono risolvere il problema di Santi che vuole essere il vicesindaco? Facendola diventare il candidato della Lega. Le va bene?
Non me ne vergogno mica. Ho contribuito nell’89 a costruire la Lega con Sergio Cappelli, si chiamava ancora Lega Lombarda.

Meno di due anni fa il suo partito (a questo punto posso chiamarlo così…) governava col Movimento 5 Stelle. Lei qua è pronto a prenderlo in squadra?
Bisogna vedere se il Movimento 5 Stelle vuole. Guardi, il M5S è stato il più importante fenomeno socio-politico degli ultimi 30 anni. Non è stato capito abbastanza. Nasce da un humus profondamente radicato nella disaffezione verso la politica, un movimento di lotta, di protesta. Però a differenza di tutti i grandi partiti, come il Partito Comunista, la Democrazia Cristiana o lo stesso Partito Nazista, è nato privo di grandi ideologi e filosofi. È un movimento che è nato dal basso. È una galassia, senza un legame cosmico. È condannata a precipitare nel nulla senza qualcosa che sia più di Beppe Grillo. Il partito nazista aveva Nietzsche, il partito comunista aveva Marx. Tutti i partiti sono nati da un filosofo grande di dimensioni importanti che ha avuto un largo seguito nel bene e nel male. Il M5S invece nasce dal basso. Anche la Lega è nata dal basso, la differenza è che la Lega è nata 30 anni fa, i 5Stelle 10. In questi 30 anni la Lega si è trasformata da partito di lotta a partito di governo. Le ultime posizioni di Salvini lo dimostrano.

Lei vorrebbe aprire al centro sinistra. Il problema è che “centrosinistra” fa immediatamente pensare al Partito Democratico, ma il Pd ha scelto Marco Russo. Quindi lei apre una porta ma non c’è nessuno che entra…
Il Pd di Savona è partito molto presto, ha fatto una scelta irreversibile. Si è connotato in maniera molto a sinistra, ha già scelto un candidato che tra l’altro rispetto e stimo, è un amico da tanti anni. Quindi per forza in questo momento è escluso. Oltre al Pd come partito c’è un 50% della città che si riconosce storicamente nei valori della sinistra, valori della solidarietà, valori storici di una città che è stata ed è tuttora operaia. C’è un elettorato che è sensibile a questo e magari non si riconosce interamente nel Pd.

E allora aprire al centrosinistra cosa vuol dire? Che Barbara Pasquali sarà assessore?
Non so se Barbara Pasquali sarà assessore. Non dipende da me, dipende prima di tutto dal partito.

E’ uno dei rumors…
Siete voi giornalisti che vi dedicate al toto nomi, non vi voglio portare via il mestiere. Italia Viva e Azione di Calenda sono quei partiti a cui penso quando penso a partiti della sinistra moderata che mai, a Savona, si sono schierati insieme alla parte moderata del centrodestra.

Certo, un concetto così insolito per la politica che ormai punta sul bipolarismo da troppo tempo va fatto accettare prima di tutto alla sua coalizione. Su questo a che punto è?
Sto aspettando che i partiti del centrodestra mi dicano se scelgono il vecchio modello della contrapposizione tra destra e sinistra oppure se sono interessati al mio modello di grande coalizione. Che è l’unica condizione alla quale io accetterei di essere della partita.

Non siete partiti benissimo, fanno le riunioni a Genova e non glielo comunicano nemmeno…
Io non ho titolo per partecipare a quelle riunioni. Le riunioni a Genova sono delle segreterie di partito. Hanno problemi in questo momento di livello nazionale e regionale. Savona rappresenta un aspetto importante di cui mi aspetto che si occupino, ma io non devo partecipare a quelle riunioni. Sono loro che devono decidere, che piaccia o no le decisioni spettano ai partiti.

Facciamo un volo di fantasia. La coalizione accetta, lei riesce a mettere insieme un gruppo eterogeneo e vince. Poi quel gruppo eterogeneo bisogna tenerlo insieme, e la storia ci dice che non è affatto scontato…
Non è affatto scontato e non sarà neanche facile, però la politica è mediazione. Io sono convinto che se l’obiettivo delle forze di coalizione è quello di lavorare per il bene di Savona le soluzioni si trovano sempre, non ci sono grandi temi divisivi come ci sono a livello nazionale.

Beh, però poi si riflettono qua. Le faccio un esempio: Ripamonti (Lega, il partito per cui correrebbe lei diciamo) è passato alla storia per un famoso comizio a Legino contro l’apertura di un Cie. Io non so quanto sia facile supportare ad esempio la visione della Lega su un tema come quello dei migranti quando si ha insieme Italia Viva o Azione…
È un falso problema. Una cosa è quello che si dice nei comizi, anche in favore del proprio elettorato, altra cosa è quando hai a che fare con l’amministrazione della città. Io sono convinto che il problema dei migranti che è stato gestito a livello nazionale, a mio giudizio, in maniera insufficiente, può trovare qualche risposta con i pochi poteri e le poche competenze che ha un Comune. Cercando per esempio la collaborazione dei centri di formazione e delle associazioni che si occupano dei migranti. Guardate, a livello nazionale io non ho visto uno straccio di programma di inclusione. Ci si è limitati a dare da mangiare, un letto sicuro, una paghetta… che sono cose importanti, ci mancherebbe, ma non è sufficiente. Bisogna che queste persone siano messe in condizioni di rendersi utili alla collettività che li ha accolti. E questo è possibile farlo, ma non ho visto nulla a livello nazionale e poco a livello comunale. Si può fare di più.

Amoretti, si dicono tante cose di lei. Si dice ad esempio che abbia 150mila euro pronti per la campagna elettorale: a sinistra hanno molta paura di questo…
Io non ho un centesimo. Lo dico subito, dovessi davvero fare una campagna elettorale spero nell’aiuto dei partiti perché io non ci metto un euro. Ma non perché sono taccagno, perché non ho soldi: sono in pensione, non ce lo dimentichiamo. E da funzionario, non da dirigente come qualcuno ha scritto.

Un’altra cosa che si dice di lei è che è contro le quote rosa, che non le piacciono?
Non mi piacciono, quella delle quote rosa è una regola obbrobriosa. Penso che sia il peggior insulto che si possa fare alle donne. Le donne sono entrate in politica con qualche migliaio di anni di ritardo, e per questa ragione hanno una freschezza che ormai gli uomini hanno perso. Hanno un modo di ragionare che è talmente diverso dal nostro che è un contributo del quale non si può fare a meno. Io credo che se dovessi mai avere una giunta, più della metà della giunta voglio, esigo, pretendo, metto come condizione che sia fatta da donne. Hanno una marcia in più. A parità di condizioni hanno una marcia in più. Non la faccio sentire a mia moglie questa eh, almeno in casa capitalizzo 5mila anni di maschilismo…

Se ci sarà una giunta Amoretti e sarà composta soprattutto da donne, diciamone già una adesso.
No, il toto nomi fatelo voi. Io voglio solo che sia una donna, ma voglio che tutta la squadra sia fatta di persone competenti nel ramo specifico della delega assegnata. Non credo ai meriti per voto, credo ai meriti anche per voto ma anche per competenza.

Ahia, questo deve dirlo al suo futuro vice Piero Santi: lui sostiene il contrario…
Vabbè, lui ha un’opinione, io ho la mia. Ma con Piero ne abbiamo già parlato, non è un problema. Certamente Piero Santi, e gliel’ho sempre detto, non lo vedo ai lavori pubblici.

E se invece alla fine non dovesse candidarsi perché il centrodestra non accetta il suo modello, a lei chi piacerebbe vedere su quella poltrona?
Mi piacerebbe vedere qualcuno che ha a cuore i problemi della città. Certamente uno di Savona, possibilmente. Competente  che abbia voglia di metterci la faccia come ha fatto Ilaria Caprioglio, alla quale io credo che dovreste tutti, dovremmo tutti essere grati e riconoscenti perché ci ha messo impegno e buona volontà. E quello che ha fatto, lo ha fatto con le risorse che aveva a disposizione. Io non mi unisco al coro di quelli che adesso stanno giocando al massacro perché siamo entrati nella febbre elettorale e bisogna tirare la pietra addosso alla giunta uscente. Non ci dimentichiamo che lei ha trovato un bilancio nel quale ogni cittadino aveva 1600 euro di debito. Guardate che questi sono soldi veri, eh? Sono soldi che noi dobbiamo al Comune, bambini compresi. L’ha portato a 900: forse solo per questo dovremmo esserle grati.

E allora, se a Caprioglio dobbiamo essere grati, a lei e immagino a qualcuno della sua squadra, perché non ricandidare lei?
Questo bisogna chiederlo a lei, se è disponibile a farsi ancora 5 anni di sacrifici.

A lei o a Montaldo, che veniva indicato come il vero sindaco della città…
Ma non è vero. Montaldo, insieme al sindaco, ha fatto il lavoro sporco che è quello di risanare parzialmente un bilancio che era in predissesto finanziario. Chi fa il lavoro sporco non viene apprezzato di solito, ma questo almeno a loro due deve essere riconosciuto. Da tutti, eh…

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