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Savona 2021, quando gli attori recitano per se stessi e il pubblico non lo sa

Il sondaggio di IVG tra i savonesi lascia qualche spunto: occorre "uscire" dalla politica e parlare ai savonesi, è ora di tirare fuori le proposte

Savona. “Lo conosce”? C’è chi ha risposto di sì, vero. Ma tanti altri, di fronte ai volti su un tablet di Marco Russo e Dario Amoretti, hanno risposto picche. Nessuna idea di chi siano, mai sentiti nemmeno i nomi. E’ un fenomeno a cui assistiamo spesso, da anni: la politica che si interroga, si dibatte e si perde in elucubrazioni su chi candidare e perché, mentre al di fuori di quel piccolo microcosmo ai cittadini non arriva nulla.

Il sondaggio realizzato lunedì e pubblicato questa mattina da IVG fornisce indubbiamente degli spunti. Premessa d’obbligo: il campione non è rappresentativo. Troppo piccolo nel numero, e senza garanzie sulla effettiva varietà di estrazione sociale. Però qualche conclusione si può comunque trarre.

La prima, la più facile: stando al sondaggio, Russo pare in vantaggio su Amoretti. Almeno nella battaglia per la “notorietà”. Inevitabile, dato che è ormai in pista da qualche mese e il suo volto è stato pubblicato più volte.

La seconda: spesso nelle segrete stanze non si ha la reale percezione di ciò che vede (o desidera) la gente fuori. Vale per i nomi, ovviamente: nei due schieramenti ci si interroga sul “peso” di un nome anziché un’altro, senza rendersi conto che per molti savonesi si tratterà comunque di sconosciuti. Ma vale anche per le priorità: chi accusa l’attuale giunta lo fa indicando tra le colpe il degrado e la sporcizia (e fin qui ci arrivavamo) ma anche… l’aver deciso di cancellare i fuochi artificiali. Ora, che a qualcuno, chiamato a indicare cosa non ha gradito, venga in mente proprio questo, è indice del fatto che a volte manca ai palazzi il collegamento con il quotidiano. Viene pure da sorridere, in realtà: uno “si sbatte” a fare cose che ritiene ben più importanti e poi lo bocciano sui fuochi…

Non stanno meglio gli outsider. Il cognome “Santi”, forse il più noto di tutti, fa illuminare un paio di volti ma di solito ricordando genericamente che “è in consiglio comunale da tanti anni”. Una persona dice di conoscere solo il vicesindaco Massimo Arecco, ormai in uscita dalla Lega e secondo alcuni in procinto di formare una propria lista con l’appoggio dei colleghi di giunta Zunato e Levrero: una sfida improba, se anche chi lo cita lo fa impiegando molto tempo a ricordare il suo cognome (“Come si chiama, più?”).

Un altro spunto dal sondaggio: nessuno, o quasi, sa “cosa dicano” i candidati. Nebbia totale sulla loro idea di città. Un campanello d’allarme per entrambi: per Amoretti (che sarà anche “nuovo” e nemmeno ancora “ufficiale”, certo, ma che in teoria dovrebbe portare avanti un discorso iniziato da 5 anni…) e per Russo (che sulla propria “idea di città” ci ha costruito un Patto che difende e propugna con unghie e denti da mesi). Forse è il caso di iniziare a fare vera e propria campagna elettorale?

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