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Savona 2021, il diktat di Santi: “Assessorati ai più votati ma solo savonesi. Azione? La loro casa è qui”

"Il mio miglior successo? Aver risolto problemi come corso Tardy e Benech. L'errore? Sono troppo schietto"

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Savona. “Gli assessori dovranno essere i savonesi più votati. Io vicesindaco? Lo chiedono sia Toti che Amoretti. E in coalizione c’è spazio per tutti, anche per Azione di Calenda: la loro casa naturale è qui”. Parole e musica di Pietro Santi che, in attesa di capire quando si voterà, continua a lanciare messaggi al centrodestra.

Lei, nel proporsi come vicesindaco, ha detto che nel formare la nuova giunta bisognerà tenere conto dei risultati elettorali. Cosa intende, che gli assessorati dovranno andare ai più votati?
Io credo che in una democrazia il risultato elettorale cioè la libera scelta dei cittadini debba essere tenuta in conto. Credo che Savona abbia le persone, le competenze e anche i tecnici giusti che possano dare un contributo alla città.

Nell’ultima giunta non è successo…
E’ evidente, non lo scopriamo oggi. In questa giunta ci sono persone che non sono di Savona.

Sì, parecchie. Chi secondo lei 5 anni fa avrebbe dovuto esserci e invece è rimasto fuori?
Ci sono persone che siedono in consiglio che potevano benissimo fare gli assessori, sia nella lista della Lega che in Vince Savona o nella lista del Sindaco. E invece sono rimasti in consiglio comunale senza essere valorizzati. Cittadini savonesi scelti da cittadini savonesi che avrebbero potuto tranquillamente rappresentarli in giunta.

Monica Giuliano sarebbe abbastanza savonese per lei?
E’ indubbio che abbia delle ottime competenze. Per il resto non dovete chiedere a me ma al sindaco, una volta eletto, se riterrà opportuno o meno di metterla in squadra.

Lei è partito per secondo con i manifesti, subito dopo un avversario storico come Franco Lirosi. Lei punta tutto sul fatto che è molto noto in città. L’ultima volta ha raccolto 800 preferenze, questa volta il target qual è? 1000? 1500?
Io non metto limiti. In coscienza so di aver lavorato molto in questi 5 anni, ma soprattutto di aver ascoltato i cittadini. Questo sicuramente è il compito di un buon amministratore.

Chi è che la vuole vicesindaco a ogni costo?
A me ha fatto molto piacere che il candidato sindaco del centrodestra, colui che oggi è il candidato sindaco del centrodestra, abbia espresso in tutte le sedi il desiderio di avermi assolutamente in squadra e di propormi eventualmente come vicesindaco. Questo ovviamente mi gratifica molto.

Lei parla di Amoretti. E Toti?
Mi ha contattato e abbiamo avuto degli incontri. Mi ha proposto di fare il capolista della lista moderata di Cambiamo e poi ha come obiettivo quello di propormi come vice sindaco.

Chi è invece che proprio non la vuole come vice sindaco?
Io non credo che ci sia qualcuno che non mi voglia a tutti i costi. Credo che altri partiti abbiano delle legittime aspirazioni.

Beh, ma nessun partito si è detto contro Santi vicesindaco. Perché allora c’è ancora partita?
Perché, come lei sa, questi incarichi vanno poi suddivisi tra i vari partiti.

Fratelli d’Italia al momento sarebbe fuori dalla coalizione. Però la Meloni ha numeri importanti a livello nazionale ed è in ascesa. Si vince anche senza di loro?
Io credo che si vinca con tutti.

E’ un invito a Fratelli d’Italia?
Io non mi occupo di fare le liste, di far le trattative, di tessere le alleanze tra i vari partiti. C’è chi lo sta facendo e credo che stia facendo un ottimo lavoro.

Con chi dovrebbe stare Azione di Calenda? Con voi o con Russo?
Io credo che per un’area moderata come quella la casa naturale sia il centrodestra.

Se c’è Fratelli d’Italia diventa un problema però…
Io credo che la casa naturale di un elettore di Calenda, di Azione, sia quella del centrodestra a maggior ragione se il centro sinistra parte tutto unito anche con il Movimento 5 Stelle.

Facciamo un gioco. Amoretti, appena eletto sindaco, va dal suo vice Santi per chiedergli di fare un nome di una persona che deve essere in giunta a ogni costo…
Io gli risponderei “valutiamo cosa ha scelto la città di Savona”. Credo che debbano essere premiati i candidati che raccolgono più preferenze.

Quindi solo sulla base dei voti? Senza altre valutazioni?
No, credo che qualunque sia il sindaco eletto abbia il diritto di scegliersi quei due o tre collaboratori al di là del risultato elettorale.

Marco Russo le ha mai fatto la corte?
Io con Marco Russo parlo, non lo nascondo. Sono anni che ci conosciamo, siamo stati anche parecchi anni in Provincia quando io ero assessore e lui consigliere di minoranza del Pd, quindi abbiamo sempre parlato. Russo sa benissimo come la penso io, e io so benissimo come la pensa lui.

Qual è il successo più grande di Santi in questi 5 anni da assessore, la medaglia più bella?
Questa domanda andrebbe fatta ai cittadini, io credo di poterle rispondere come il mio ufficio sia sempre stato un ufficio aperto a tutta la città. Ho sempre ricevuto e ascoltato tutti e cercato di rispondere alle legittime esigenze dei cittadini, dal minimo problema della mattonella rotta sul marciapiede alla questione di corso Tardy e Benech dove, con l’impegno di questa amministrazione comunale, abbiamo risolto un problema che erano anni che si trascinava.

Qual è invece il peggiore errore di Santi? Le chiedo una risposta onesta…
Essere troppo schietto e dire sempre come la pensavo.

Ha fatto esattamente il dribbling che temevo. Vuol dire che a livello operativo non ci sono errori?
Sicuramente. Io non ho il dono dell’infallibilità, ci mancherebbe. Ma io credo che siano stati 5 anni difficili, ho avuto spesso scontri, ricordo uno per tutti quello dell’Ata. Credo che rifarei esattamente quello che ho fatto in questi 5 anni. Forse l’errore più grosso è stato di essere troppo schietto e di dire sempre come la pensavo scontrandomi anche con colleghi e partiti di questa maggioranza. Avrei potuto vivere meglio.

C’è una promessa che lei si sente di fare ai savonesi qualora vincesse?
Io mi sento di rispondere col mio slogan elettorale “per continuare insieme con l’impegno di sempre”: continuare quello che ho fatto in questi anni, cercare di migliorarlo, di rispondere meglio ancora alle esigenze dei cittadini ma rimanere sempre sul pezzo come sono sempre stato. E come mi riconoscono i cittadini, sia fermandomi per strada che sui social che con messaggi e telefonate.

Il vicesindaco Santi vorrebbe essere assessore a…?
Un assessorato di servizio, essere a servizio della città.

Riconfermato ai lavori pubblici andrebbe bene?
Sono cose che non spetta a me dire. Chiunque sia il candidato sindaco del centro destra mi affido al suo buonsenso e alla sua intelligenza.

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